Abbiamo un elefante in salotto

Una importantissima lezione di economia di Alberto Micalizzi, comprensibile a tutti – anche se si deve studiare un poco.

Gli aspetti toccati da questo bravo economista sono molti e tutti interessanti, ma se avete un mutuo acceso, voi o i vostri figli, allora ascoltare questa intervista diventa di vitale importanza.

In ogni caso sarebbe l’ora di capire quali siano gli inganni della Unione Europea tramati alle nostre spalle, a nostra totale insaputa. Siamo sicuri che dopo questo ascolto, se per caso aveste sbagliato a votare a questa tornata, alla prossima non sbagliereste di nuovo.

Uno speciale grazie va tributato a Claudio Messora e al suo videoblog byoblu.com che sarà ricordato dai nostri nipoti e pronipoti come un eroe della dissidenza contro l’assurda dittatura finanziaria da cui siamo attualmente oppressi.

Questo punto vale tre punti.

Fonte: http://www.byoblu.com/post/minipost/abbiamo-un-elefante-in-salotto-alberto-micalizzi




La trappola della Unione Europea

Alberto Micalizzi, intervistato dall’eroe della comunicazione, Claudio Messora di byoblu.com , ci fa una lectio magistralis di economia dove spiega con un linguaggio semplice in che cosa consista la struttura della Unione Europea; in un gigantesco imbroglio, dal quale dobbiamo liberarci al più presto.

A un quarto d’ora dalla chiusura dei seggi, mentre aspettiamo il responso delle urne possiamo affermare che questa tornata elettorale si giocava solo sulla lotta fra partiti sovranisti e partiti europeisti.

Moltissimi elettori hanno sbagliato a votare semplicemente non essendo al corrente di questa differenza, per essere completamente all’oscuro del perché di questa falsa crisi che invece è un piano prestabilito delle élites finanziarie, che sta andando avanti grazie alla collusione dei partiti. Europeisti.

Seguite con pazienza questa conferenza per prendere coscienza della serietà del problema nel quale ci siamo cacciati, o meglio, nel quale politici collusi o incompetenti ci hanno cacciato.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=vWPprEDGu-w




Il contatore sulla montagna di euro che regaliamo all’Europa

Avete senz’altro notato, sotto la testata di questo blog, il contatore (ideato da Il Pedante) dei soldi che regaliamo all’Europa dal 2000.  Abbiamo apposto questo (in realtà) controcontatore per rispondere all’iniziativa dell’Istituto Bruno Leoni (una delle tante think tank neoliberiste) che ha fatto installare, nelle stazioni di Roma, di Napoli, e di altre importanti città italiane, un cartellone a display dove si indica il debito pubblico italiano, con l’intento di diffondere allarme rispetto a una delle più grandi menzogne che ci hanno propalato negli ultimi 40 anni, appunto il debito pubblico come problema.  

Ecco dunque un esempio a cosa servano queste istituzioni; a creare, plasmare la nostra percezione della realtà. Vero che molto si fa con slogan ripetuti ossessivamente – uno di questi, “ci vuole più Europa” è addirittura divenuto un partito, ma il lavoro di questi “serbatoi di pensiero” è stato molto, molto complesso, per portare  moltissime persone, con questa sottile forma di depressione e di qualunquismo, a trovare senza senso questo appuntamento elettorale.

Ecco l’articolo del Pedante, che spiega bene la questione, perfetto per chiarezza e sintesi.

IL CONTROCONTATORE

14 febbraio, 2018

In questi giorni i viaggiatori di alcune grandi stazioni ferroviarie italiane, già ridotte a Sodoma pubblicitarie e suk in franchising, sono accolti da un contatore su maxi-schermo che li aggiorna «in tempo reale» sull’incremento del debito pubblico italiano. L’idea è dell’Istituto Bruno Leoni, già autore di un widget sul tema.

Il senso di angoscia che questa inesorabile caduta nel gorgo dell’indebitamento genera in coloro che, tra l’obliterazione di un biglietto e un caffè, si scoprono vieppiù schiacciati dal «macigno» dei soldi dovuti, si spiega solo omettendo ciò che nei maxi-schermi non è spiegato. Cioè, che ad esempio:

  1. il’Italia si indebita perché è obbligata a farlo. Diversamente da quanto accade nei Paesi che hanno una banca centrale di Stato (quasi tutti), il Trattato di Maastricht (artt. 7 e 21.1) non prevede altri strumenti per immettere liquidità nell’economia pubblica;
  2. spende regolarmente meno di ciò che incassa (saldo primario positivo), sicché si indebita solo per pagare i debiti non potendoli onorare in altro modo (vedi punto precedente);
  3. ha il debito pubblico più sostenibile d’Europa;
  4. il debito pubblico italiano è un credito, cioè ricchezza, per due terzi in mano a imprese e cittadini italiani.

I numerini che dovrebbero ossessionare pendolari e capitreno non sono quindi altro che la conferma sintetica e pacchiana di un sistema di finanza pubblica disfunzionale. E del fatto che, nonostante quel sistema e nonostante gli appelli di chi indica la «virtù» nella serenità degli speculatori di borsa, il nostro Paese si sforza ancora di mantenere livelli di spesa compatibili con la propria civiltà. A ciascuno scatto del contatore dell’Istituo Bruno Leoni corrisponde infatti un mancato «taglio» a cure mediche, scuole, forze dell’ordine, strade, ricerca e altri servizi pubblici già drammaticamente sottofinanziati.

Ogni aumento del contatore leonino, ferme restando le attuali norme di finanza pubblica, è quindi un’ottima notizia.

Fonte: http://ilpedante.org/blog/post/il-controcontatore

 




CLAMOROSO. Svelato chi è il consigliere economico del Movimento 5 Stelle!

CHI È L’ECONOMISTA DI M5S 

(Rilanciamo la ricerca pubblicata dal bravissimo Nicolas Micheletti)

VABBEH RAGA CIAO.

Ho cercato per giorni di capire da dove cavolo fosse spuntato fuori il punto programmatico del M5S di tagliare il rapporto debito/PIL del 40% in 10 anni.

Ho chiesto in giro. Ovunque. C’è anche un post di qualche giorno fa sulla pagina se lo cercate.

I grillini dicono sempre che il programma è tutto scelto dagli attivisti, ma io non ho trovato da nessuna parte alcuna prova (e so cercare bene le info).

Non sembra essere esistita alcuna votazione al riguardo di questo punto del programma.

E’ chiaramente un punto preso e messo lì dall’alto. Non molto nello stile democratico di cui parlano tanto.

Ma finalmente l’ho scoperto.
L’ha messo lì… Lorenzo Fioramonti. Chi?

http://www.affaritaliani.it/economia/m5s-giu-del-40-il-rapporto-debito-pil-la-ricetta-dell-economista-di-di-maio-521864.html?refresh_ce

Ebbene sì. Tra tutti gli economisti italiani che il Movimento 5 Stelle poteva scegliere, ha scelto proprio lui. Chi è?

Fioramonti è un simpatico personaggio con un passato molto interessante.

E’ professore in una università il cui capo è Wiseman Nkuhlu, chairman dei Rothshild:
www.up.ac.za/en/about-up/article/271179/chancellor
(il cognome è pertinente alla nostra situazione politica)

E’ presidente ed unico professore del progetto JEAN MONNET, con specializzazione in studi sull’UE, in Africa.
www.vanityfair.it/news/politica/2018/01/24/lorenzo-fioramonti-economista-movimento-5-stelle

La prefazione dei suoi libri è a cura di Enrico Giovannini.
http://www.huffingtonpost.it/2018/01/23/chi-e-lorenzo-fioramonti-leconomista-nemico-numero-uno-del-pil-che-si-candida-con-m5s-e-sara-uno-dei-consiglieri-economici-di-di-maio_a_23341287/

Sì, Giovannini. Quello del Club di Roma e l’Aspen Institute. Proprio quello.
https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Giovannini

I suoi libri sono recensiti dalla London School (Evelyn Rothschild).

Book Review: How Numbers Rule the World: The Use and Abuse of Statistics in Global Politics by Lorenzo Fioramonti

Scrive articoli per la Open Democracy (Soros).
https://www.opendemocracy.net/openeconomy/lorenzo-fioramonti/gdp-turns-80-time-to-retire-0

E per far felici anche gli immigrazionisti, ha una cattedra in “Integrazione regionale, Migrazione e libera circolazione delle persone”.
http://regionswithoutborders.org/2014/09/meetthenewchairholder-lorenzofioramonti/

Ed è presidente della EU Studies Association of Sub-Saharan Africa.
http://governanceinnovation.org/wordpress/theeuropeanstudiesassociation-ofsubsaharanafricaesassa/

E per chiudere in bellezza ha lavorato anche per la Fondazione Rockefeller.
http://up-za.academia.edu/LorenzoFioramonti/CurriculumVitae

Insomma, un personaggio libero e indipendente da ogni vincolo ed intrallazzo con il Potere. Ottima scelta ragazzi!!!!!”

OVVIO!….IN FONDO BAGNAI, RINALDI, BARRA CARACCIOLO E GALLONI NON HANNO LE PIRREVIU DE STO BEL TOMO!

Fonte: https://scenarieconomici.it/chi-e-leconomista-di-m5g-quando-bagnai-rinaldi-galloni-e-barra-caracciolo-erano-ancora-liberissimi/




Salvini candida Bagnai. Alzando di qualche tacca “er dibbatttito”

Il 23 gennaio è avvenuto qualcosa che ha dato un grande impulso alla campagna elettorale italiana e che potrebbe cambiare le sorti del nostro paese. L’economista Alberto Bagnai ha accettato l’invito di Matteo Salvini a candidarsi per la Lega – c’è stata una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.
Sappiamo, postando questo articolo di Blondet, che tocca alcuni punti salienti dell’avvenimento, di diventare facili bersagli di critiche, perché la propaganda di regime ha deformato talmente l’immagine di Salvini, da rendere impossibile all’italiano medio di valutare le cose in maniera obiettiva. A chi parte subito con le critiche domandiamo se abbia letto, per caso, il programma condiviso dal centrodestra, inoltre se abbia mai sentito parlare Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega del programma della Lega stessa e infine se abbia mai sentito parlare Alberto Bagnai, di tradizione progressista, noto al pubblico interessato ai temi economici. Temiamo un triplo no, quindi la notizia che riportiamo e il relativo commento dell’acuto Blondet risulterebbero poco comprensibili.Tuttavia facciamo notare che la candidatura di Bagnai nella Lega conferma, e in maniera definitiva, che oramai il dibattito in Italia non sia più fra destra e sinistra, ma fra chi ha capito che il sistema Euro è quello che ha causato di fatto la crisi in cui ci stiamo dibattendo e chi invece continua a ripetere i soliti slogan. Questo dovrebbe far riflettere le voci più critiche alle nostre considerazioni. Bagnai, prima di prendere questa decisione, ha provato a rivolgersi alle forze politiche più a lui congeniali, senza mai trovare il giusto apprezzamento (ascoltate i suoi interventi alla conferenza stampa) e alla fine ha trovato in Borghi, e poi nella Lega i suoi interlocutori.

Confidiamo che questo post possa squarciare il muro della disinformazione e almeno scalfire il qualunquismo – dovuto a scoraggiamento – che spesso assale molti.

Salvini candida Bagnai. Alzando di qualche tacca “er dibbatttito”

Matteo Salvini ha candidato Borghi e Bagnai, i due  “economisti anti-euro”, come si affrettano a strillare i media, urlando che si tratta di “uno strappo” nella “destra” perché Berlusconi, invece, è  europeista. Per  cui “Salvini si slega dall’Europa”, eccetera eccetera.

Quello che il circo mediatico non rileva, perché è intellettualmente incapace di farlo,  è la cosa principale.

La chiamerò “onestà politica”. 

Siamo così assuefatti alla disonestà politica, ne siamo noi stessi (come cittadini) così corrotti  e degradati, che non sappiamo più riconoscerla.  Come per i grillini, un politico  onesto è quello che non prende le mazzette. Che è il grado sottozero del pensiero politico.

L’onestà politica è quando un leader di un partito non marginale  espone all’intero elettorato un progetto per la nazione. Non a favore di una categoria, o di una casta, di una regione, o di interessi sia pur legittimi di un ceto o una classe, no;   una proposta   concreta  di grande momento  su cui il leader invita l’elettorato intero a decidere  del  proprio destino.

Vi piaccia  o no, solo Salvini lo sta facendo.  Guardate le “proposte” e le “riforme” degli altri.  Renzi vi ha promesso l’abolizione del canone tv, Grasso l’abolizione delle tasse universitarie,  Boldrini la lotta antifascista, Berlusconi più Viagra per  tutti,  Di  Maio l’aumento delle pensioni, un po’ di soldi qui, un po’ là. Ma il progetto complessivo non è chiaro. Ovviamente.  Non ve lo dicono, perché ve lo nascondono, contando di farvi fessi con qualche promessuccia minima e irrealizzabile, o  riuscendo a farvi paura: guai ad uscire dall’euro, guardate Casa Pound,  bisogna restare uniti contro il fascismo ritornante,   temete i populismi,  i sovranismi, la xenofobia, l’omofobia, l’ISIS, Kim.

Sono tutti trucchi per distrarvi dal programma loro, occulto e per giunta impreciso, poco definibile: “Più Europa”.  Cosa intendono per “Più Europa”, precisamente, che so, Casini che il PD ha  imbarcato insieme alla Bonino?  D’Alema che vuole il governo dell’inciucio? Berlusconi  che ormai è lodato da tutti i suoi vecchi nemici?  E’ vero, Di Maio dice un giorno sì e un giorno no,  non sa decidere bene, ma va capito: il suo elettorato è insieme di sinistra e sovranista,  pro-eutanasia ed anti-immigrati, è il  livello sottozero del  pensiero. Tutti gli altri sono effettivamente disonesti:  vi chiedono il voto e non vi dicono  per  quale progetto .  Perché è inconfessabile.

Piaccia a no, Salvini vi ha offerto un programma su cui vi chiama a decidere. E non è un programma alla Bossi, “secessiùn!” (che poi il  Bossi s’è ben guardato dal mettere minimamente in pratica: era un grido da osteria), o uno  di quei programmi ideologici e  fumosi catto-comunisti o à la Bergoglio, disarmo totale, fratellanza universale, accogliamoli tutti, smantelliamo lo Stato…

No. Salvini  vi propone il programma definito.   Forse che lo fa a parole,   furbamente, per raccattare qualche voto “sovranista”  e senza la minima intenzione di eseguirlo?  No, è serio, e lo dimostra dandosi (e dandovi) i mezzi per attuare un progetto  politico serio e difficile come affrontare la crisi epocale della UE. I mezzi sono la candidatura di Borghi e Bagnai. Bagnai, per quel che so, è uno cui affiderei il ministero dell’Economia perché pilotasse l’Italia fuori dall’euro; ha la cultura (non solo economica) e il polso per farlo.

Questa è la “serietà” e l’onestà in politica.

Siamo così corrotti come popolo, che non riusciamo a capire la differenza. Ma è importantissima. Non si fa la secessione (che è un progetto serio e grave) mettendo il lista Calderoli e ascoltando  il proprio autista, o avviando alla carriera politica il Trota. Vuol dire che, in realtà, non si vuol fare niente.

Pensate a  Berlusconi: nel 1994   espose un programma serio  (lo votai), e poi ha  riempito il Parlamento delle sue escort, amanti e leccacule.    Se vuoi attuare un qualunque programma, poi non dai un ministero ad una Carfagna (che infatti  ha subito tradito),  a Nicole Minetti o alla Brambilla, di coscia lunga e quoziente intellettivo cortissimo, o tutte le altre scelte in base all’aspetto fisico.   Non si forma una compagine governativa, si forma al massimo una troupe di ballerine per l’avanspettacolo. Tale infatti è, senza speranza, il livello del Cav.

il coraggio di chiamare i migliori di sé

No.  Se hai un programma e sei politicamente onesto, vai in cerca di  persone che sono in grado di attuarlo; in che significa cercare persone migliori di sé. 

Attenzione, anche questo è importantissimo.  Mi vergogno a dovervelo far notare, ma nessun politico italiano ha mai scelto qualcuno che  sa essere migliore di sé.   Anzi,  nessun docente universitario, nessun imprenditore,  nessun direttore di giornale…  Il docente universitario si sceglie come suo successore un mediocre, ed espelle (che vada all’estero)   il giovane brillante che ”gli insidia  il posto”; similmente, l’imprenditore si sente a disagio se l’ingegnere  alla produzione  ne sa più di lui,  al direttore di giornale  il giornalista troppo bravo risulta subito antipatico – e  gli taglia le gambe.

Questo è il motivo evidente del degrado italiano: ogni generazione “dirigente” è peggio della precedente, in tutti i campi. Questa tendenza è poi massima nel politico italiota, che è narcisista e sospettosissimo,  assolutamente insicuro dei suoi mezzi  intellettuali e culturali, e  diventa presto megalomane e so-tutto, perché in tv  ha la lingua  più sciolta del saggio e del competente …

Ora, mi dispiace se vi sembra che lodi troppo, ma Salvini ha fatto questo:  s’è guardato attorno, ha identificato (cosa non affatto normale: quale politico ha mai cercato un economista come Bagnai  o Vladimiro Giacché, anche solo per sentire cosa ha da dire?)  e   ha candidato persone che sa più colte e preparate di lui.  Persone oltretutto senza potere. Il politico in genere non ascolta se non chi ha già potere, o crede lo abbia, qualcuno da  temere, da farsi amico. Gli  altri, semplicemente, non  li vede.

L ha notato con sorpresa anche l’avvocata Giulia Bongiorno, che di Salvini aveva l’idea che hanno diffuso i media (“Mi faceva paura”)   –  “E quando lui mi ha cercato ho visto una persona umile, concreta, attenta, con delle idee molto chiare sulle cose che vorrebbe raggiungere, sugli obiettivi che vuole conseguire. Con obiettivi chiari e nitidi”.

Non si tratta di umiltà. Un politico capace di scegliere persone migliori di sé è un politico sicuro di sé, da non temere che l’altro gli faccia le scarpe, e che vuole raggiungere lo scopo. Ma per il resto sì: Salvini  ha obbiettivi  chiari e nitidi. E’ attento e sa imparare. Ha ammesso propri errori, che è rarissimo.

Ascoltate questo e giudicate voi:

https://www.radioradicale.it/scheda/531477/politiche-2018-filodiretto-con-matteo-salvini

E’ l’onestà politica.  Poi voi non votatelo, ma è una puntualizzazione necessaria.

Aggiungo solo che con quelle scelte, il capo  della Lega ha alzato di parecchie tacche il livello culturale-intellettuale del circo mediatico-elettorale  (non è il caso di chiamarlo “dibattito”).

Per indicar solo le ultime uscite di tale “dibattito”,  e le “priorità” dei politici altri, posto qui qualche lancio Ansa.

Gay, da noi 6,2%, partiti lo considerino

Gay Center, ignorati da M5s-c.destra, attendiamo c.sinistra

Il 69% degli italiani è favorevole ai diritti delle persone lesbiche, gay e trans, ed una eventuale lista gay ha una potenzialità del 6,2%, con particolare attenzione da parte degli under 25. E’ quanto emerge da un sondaggio di EuromediaReserch illustrato a Montecitorio in una conferenza stampa da Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center

Vaccini: Grasso, obbligatorietà resti

Si salvano milioni persone, dire contrario è pericolosa falsità

Boldrini, chiudere siti inno a fascismo

Ho scritto a Zuckerberg, dimensione insostenibile

– “I siti e le pagine di Facebook, che aumentano continuamente, che inneggiano al fascismo e al nazismo vanno chiuse. Sono le pagine della vergogna”

Migranti: Letta, in gioco l’avvenire Ue

L’ex premier chiede più solidarietà e coraggio agli Stati membri

Enrico Letta lancia un appello all’Europa per una maggiore solidarietà e coraggio sulla questione dei migranti.     Su questo si gioca “l’avvenire dell’Unione”.

 

e questi vi sembrano progetti di qualche dignità,  espressi con decenza intellettuale allora votate per quelli.

Agli altri consiglio di leggere Goofynomics, per capire la differenza di livello.

Post Scriptum

A chi ovviamente mi schernirà, a chi sembra che io faccia un peana esagerato a Salvini, rispondo in anticipo. Sì, ho lodato Salvini con  tanta più  buona coscienza, perché sono sicuro che non vincerà. Gli italiani , popolo analfabeta al 70%, reso impaurito e confuso,  corrotto dai politici degli ultimi 30  anni, non può semplicemente tollerare la verità in politica: cosa fare dell’Europa  che sta collassando?  dell’euro  che ha distrutto un quarto della nostra economia? Per risolvere l’ondata dei migranti? Per la disoccupazione strutturale? Sono  domande che l’italiano rimuove, vivendo alla giornata sull’abisso. Quindi non voterà per chi propone un onesto programma politico. Già mi basterebbe che Salvini avesse, nella coalizione, un voto in più di Berlusconi –  ma anche questo  non succederà. Quindi posso prevedere che Salvini sarà divorato dai suoi, al suo posto andrà Maroni   (si è già preparato) e il progetto alternativo a quello di Bonino e Soros, “Più Europa”, sarà liquidato per i prossimi 20 anni e nessuno avrà più il fegato  di esporre l’alternativa.  Il mio è l’onore delle armi, se volete.

 

Volete la verità? Ma voi non sapete gestire la verità!

 




GLI INGANNI DELLA FINANZA di Paolo Maddalena

Ci troviamo in tempi bui, non tanto perché il tasso di asservimento dell’Italia alla grande finanza ha raggiunto livelli inauditi, perché stanno finendo di depredare le nostre migliori ricchezze e risorse e stanno portando fino alle estreme conseguenze tutti i postulati del neoliberismo; non solo per questo. Forse il problema maggiore, ciò che preoccupa ogni intellettuale che sia animato da un minimo di senso civico e amore per l’Italia, è il fatto che la maggioranza degli attivisti, di coloro che vedono la situazione peggiorare giorno per giorno, non riescano a cogliere il nesso fra le cose e si perdano in semplificazioni eccessive, quasi che tutto si possa attribuire agli italiani, popolo di corrotti e menefreghisti, popolo di scansafatiche e inconcludenti, tutto ciò dimenticando la grandezza della storia del nostro paese. Come uscire da questo impasse se non riusciamo ad identificare chi è l’avversario?

Se lo chiedessimo a Luciano Barra Caracciolo ci direbbe: “bisogna studiare, molto”.

Noi proponiamo di studiare almeno un po’, leggendo “GLI INGANNI DELLA FINANZA” un libretto di 186 pagine scritto da Paolo Maddalena, ex giudice costituzionale, che invece di godersi tranquillamente la pensione ha deciso di mettersi di nuovo in gioco per aver visto violate le più elementari norme della costituzione italiana. In tale percorso divulgativo non poteva non incontrare Luciano Barra Caracciolo di cui riportiamo la presentazione del “libretto”, tale come dimensioni, non come contenuti, e di grande importanza per smettere di ridurre il problema italiano alle solite chiacchiere da bar; “il problema è la corruzione…”

 




Come vi porterò fuori dall’Euro – Intervista a Claudio Borghi

Questa intervista è destinata a entrare nella storia come la sua antecedente di cinque anni fa, anche quella volta grazie a Claudio Messora – byoblu.com

Nel 2012 il tema della possibile uscita dell’Italia dall’Euro era ancora un tabù, colpa dei media italiani, allineati alla vulgata della grande finanza che da decenni regola le nostre vite.

Grazie a internet l’informazione si è organizzata e grazie alla oramai inarrestabile dissidenza le cose non solo si cominciano a sapere ma si comincia anche ad approfondirle e certi temi prima sconosciuti diventano familiari. Molto piacevole sentire parlare Claudio Borghi, perché al contrario degli pseudo esperti che imperversano nei talk show, ha un linguaggio diretto e ci fa capire come certe parole apparentemente misteriose siano in realtà meccanismi comprensibilissimi.

Dunque non sentirete parlare di “Quantitative easing” ma della BCE che stampa denaro dal nulla, a costo zero, per ricomprare i titoli emessi dallo Stato e quando sentite parlare di “Debito pubblico” l’espressione non è associata a una sciagura di dimensioni bibliche ma al risparmio degli italiani.

 Allora viene spontaneo domandarsi PERCHÉ finora ci parlano della economia come di una disciplina esoterica riservata a pochi eletti?

E se la BCE sta stampando centinaia di miliardi per diminuire il debito pubblico, come mai spesso chiudono ospedali, crollano ponti, si aprono voragini nelle strade, ci dicono “perché non ci sono soldi”?

Ecco, domandatevelo.




Dimenticatevi la democrazia, di Alberto Bagnai

A distanza di cinque anni dalla storica intervista di byoblu.com , “Ce lo chiede l’Europa”, ecco una ancora più preziosa intervista di Claudio Messora ad Alberto Bagnai. Come sempre accade le analisi del professore si rivelano esatte ed è proprio ciò che possiamo valutare, ascoltando l’intervista, tanto importante da considerarsi anch’essa storica. La durata è diminuita di 30 minuti, ma si tratta sempre di un impegno di due ore; non molte, considerando che di questi tempi ci stiamo giocando il nostro futuro, quello dei nostri figli, e dei nostri nipoti.

Chi non ha tempo non ha nemmeno speranza.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&v=3rSLQvMwUbg




Il debito pubblico? È una balla; ci stanno prendendo in giro

Il debito pubblico è una delle più grandi bufale, da alcuni decenni a questa parte. Di economia nessuno sa nulla; chi sa se la Banca d’Italia è statale? Chi sa qualcosa sulla moneta, e su chi la stampa? Chi sa a chi è sottomessa la BCE? Pochi hanno le idee chiare su questi concetti. Ma se proviamo a chiedere a qualunque passante quale sia il problema dell’Italia egli risponderebbe: “il debito pubblico!”.

L’uomo della strada poi continuerebbe con ogni genere di insulto contro i connazionali; sulla autoflagellazione italiana abbiamo già un prodotto di largo consumo, il “kastakrikkakorruzione”.

Peccato che non sia la corruzione ad aumentare il debito pubblico, e tanto meno i vitalizi dei parlamentari. La quale cosa, fra l’altro, viene spiegata in maniera semplice da Giovanni Zibordi in questo intervento al convegno “Sovranità monetaria e sviluppo economico”, tenutosi a Milano il 14 dicembre 2017 e organizzato da Moneta Positiva.

Questo video a dimostrazione che l’economia non è una cosa tanto complicata, come han cercato di farci credere. E che sul “debito pubblico” ci hanno e ci stanno prendendo in giro.

Il video è stato pubblicato da byoblu.com il 17 gennaio 2017.




SILENZIO! NESSUNO DEVE SAPERE CHE L’ISLANDA È IN PIENO BOOM ECONOMICO SENZA EURO!

Esemplare articolo tratto da STOPEURO. A riprova che l’economia non è una scienza astrusa e che chiunque, con piccolo sforzo, può capirla. Dunque, leggere come si sviluppa rapidamente un paese con sovranità monetaria, ossia senza i vincoli della moneta unica, l’Euro (cambio fisso) e senza i vincoli della Unione Europea.

unireipunti 12 dicembre 2017

La storia recente dell’Islanda è semplice quanto interessante. In Islanda è arrivato il salvataggio del Fondo monetario internazionale: un piccolo prestito, ma a condizioni molto severe. Gli islandesi non hanno accettato tali condizioni e il paese non ha ripagato il debito estero. Così l’Islanda è uscita dalla crisi facendo pagare i costi ai responsabili della crisi stessa.

Vi riassumiamo questa storia di seguito:

C’era un paese che aveva nei confronti delle potenti banche estere un debito di diversi miliardi, pari a decine di migliaia di euro di debito a carico di ciascun cittadino! Le banche creditrici, appoggiate dal governo, hanno proposto misure drastiche a carico dei cittadini, che ciascun cittadino avrebbe dovuto pagare con tasse e/o minori servizi, qualcosa come 100 euro al mese per 15 anni!

I cittadini sfiduciarono il governo e nel frattempo si fece strada l’idea che non era giusto che tutti dovessero pagare per errori e ruberie commessi da un manipolo di banchieri e politici. Decisero poi di fare un referendum, che con oltre il 90% dei consensi, stabilì che non si dovesse pagare il debito.

Nazionalizzarono quindi le banche (prima private) che avevano portato a questo disastro economico e, tramite Internet, decisero di riscrivere la Costituzione (prevedendo anche che l’economia fosse al servizio del cittadino e non viceversa). Per riscrivere la nuova costituzione vennero scelti dei cittadini che dovevano essere maggiorenni, avere l’appoggio di almeno 30 persone e NON AVERE LA TESSERA di ALCUN PARTITO!

Chiunque poteva seguire i progressi della Costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. Sembra una favola vero?

Islanda: boom economico fuori dall UE e senza Euro

Nel frattempo l’Islanda ha ripreso a crescere. Una crescita definita “impressionante” dal giornalista Maurizio Gustinicchi che su ‘Scenari Economici’ scrive: “Il tutto pur avendo una monetuccia piccola e debole (la Corona Islandese) che, per inciso, è bastato svalutare una sola volta negli ultimi 10 anni per garantire il recupero della capacità competitiva del paese (ed avere la conseguente ripresa lavorativa ed occupazionale)”.

Dalla fine del 2012, l’Islanda è considerata come un esempio di come si possa risolvere una gravissima crisi economica. Da allora il prodotto interno lordo è in crescita, il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3% e il paese attrae immigrazione in cerca di lavoro. La svalutazione della corona islandese nei confronti delle altre monete ha dimezzato il potere d’acquisto del salario medio, ma ha anche reso più competitivi i prodotti islandesi sui mercati internazionali. Le obbligazioni islandesi a 10 anni hanno ormai tassi d’interesse inferiori al 6%.

Fonte: http://www.stopeuro.news/silenzio-nessuno-deve-sapere-che-lislanda-e-in-pieno-boom-economico-senza-euro/amp/?__twitter_impression=true