Questo è il potere: nomi e cognomi

“Questa conferenza è la base di tutto quello che stiamo vivendo. Senza l’ascolto di questa conferenza, è praticamente impossibile cogliere il nesso di quello che sta accadendo oggi, in Italia, in Europa, e nel mondo”.

Questo era l’incipit, il 7 luglio, quando abbiamo pubblicato questa conferenza. La riproponiamo perché la riteniamo fondamentale. Dopo averla ascoltata non si rimane indifferenti e si è stimolati a più profonde riflessioni, anche se ciò comporta senz’altro un certo livello di destabilizzazione; ma è il prezzo da pagare per una più profonda comprensione della nostra storia contemporanea.

 

Quello che ascolterete è una sintesi che si può confrontare con centinaia di analisi dei migliori giornalisti e intellettuali attualmente in circolazione. Le citazioni sono rigorose e tutte rintracciabili. Non interessa se il relatore in altre occasioni ha detto cose discutibili o se spesso ama il paradosso.

Qui avete accesso a preziose informazioni e a importanti collegamenti spesso non colti da seppur validi esperti.

Quello che state per ascoltare è, di tutti i punti che vi servono per comporre il disegno, il punto numero uno. A cura del grande Paolo Barnard

Anche stasera niente Sky.




Ci hanno ridotto a colonie

Con questa sintesi di Angela Pellicciari ci distinguiamo nettamente dal becero dibattito sulla immigrazione cui ci vorrebbero costringere, e in realtà ci influenzano non poco, e possiamo focalizzare le ragioni di questo impressionante fenomeno, di cui abbiamo già scritto, avvalendosi della competenza dell’africanista Anna Bono. Echi della tesi della Pellicciari li potete trovare un poco ovunque – categoria “le basi” di questo blog – fra gli intellettuali non allineati al mainstream della comunicazione, dove si specifica meglio cosa siano, chi siano le élites di cui si parla in questo bellissimo articolo.

 

2017/08/23
Le élite ci hanno ridotto a colonie, un crimine di cui sarà chiesto conto

Si incentiva l’immigrazione musulmana perchè si vuole distruggere la cultura cattolica

(da “La Verità”)

Nel 1844 Marx iniziava i suoi Manoscritti economico filosofici con una domanda seria: come mai le quantità di merci prodotte non fanno che aumentare mentre la popolazione diventa sempre più povera? Invece di rispondere, lui ebreo, nell’unico modo possibile, e cioè perché l’uomo, avendo ripudiato Dio, si è abituato a trattare i poveri come bestie per produrre ricchezza, Marx si è inventato una risposta gnostica grazie alla quale, riscrivendo il DNA della natura umana, presumeva di risolvere i problemi della società liberale: la causa della palese contraddizione di una ricchezza sempre maggiore cui corrispondeva una povertà sempre più generalizzata, l’origine di tanta ingiustizia, andava individuata nella proprietà privata dei mezzi di produzione. Col risultato di trasformare in despoti satanici quanti hanno guidato il processo di spogliazione dell’uomo di tutto quello che ha di più caro, e lo hanno fatto, per di più, in nome della giustizia e della libertà.

Qualcosa di simile accade anche oggi. Oggi come allora siamo spettatori di una gigantesca contraddizione: come mai da decenni le nostre autorità politiche, europee e nazionali, non fanno che incentivare l’immigrazione di popolazioni in prevalenza musulmane, immigrazione per cui vengono spese cifre astronomiche mentre viene abbandonata a sé stessa la nostra popolazione povera?

Le persone più avvertite danno a questo interrogativo una risposta che in realtà pone una seconda domanda: perché abbiamo bisogno di manodopera, di persone che paghino le nostre pensioni, rispondono, dal momento che la popolazione europea ha smesso di mettere al mondo figli.

Ma se il problema è davvero questo, se le cose stanno così, se il punto è che non facciamo più figli, come mai allora, e questa è la domanda, la nostra classe dirigente, tutti i mezzi di comunicazione di massa, televisioni e film, e adesso anche le scuole, non fanno che pubblicizzare come diritto di civiltà uno stile di vita che promuove la dissoluzione della famiglia e, quindi, la decrescita della popolazione?

Nel 1884 Leone XIII scriveva nell’Humanum genus: “poiché quasi nessuno è disposto a servire tanto passivamente uomini scaltriti e astuti come coloro il cui animo è stato fiaccato e distrutto dal dominio delle passioni, sono state individuate nella setta dei Massoni persone che dichiarano e propongono di usare ogni accorgimento e artificio per soddisfare la moltitudine di sfrenata licenza; fatto ciò, esse l’avrebbero poi soggiogata al proprio potere arbitrario, e resa facilmente incline all’ascolto”.

Al di là delle interessanti e articolate risposte al dramma cui stiamo assistendo, dramma che, se non interrotto, condurrà la popolazione italiana alla guerra civile, una guerra fra poveri, e alla completa dissoluzione della nostra bimillenaria, splendida, cultura e identità, la risposta vera non può che essere una: perché le élites illuminate che ci dominano e ci hanno ridotto a colonia, disprezzano, anzi odiano, la cultura cattolica, ponendo in atto ogni mezzo per distruggerla.

Certo, di questo crimine sarà chiesto conto a quanti l’hanno promosso, come sarà chiesto conto ai politici che si sono girati dall’altra parte facendo finta di niente. Sarà chiesto conto però anche a noi e alla nostra spensierata quanto cieca e supina acquiescenza.

Fonte: http://angelapellicciari.com/articoli/le-elite-ci-hanno-ridotto-a-colonie-un-crimine-di-cui-sara-chiesto-conto/




Euro, moneta o metodo di governo?

Se pensate che la Banca d’Italia sia Statale, o se pensate che la BCE sia una banca istituzionale allora guardate-ascoltate questo video nel quale si chiarisce, con parole semplici, quale sia il vero problema dell’Euro.

Le cose stanno in maniera così semplice che molto probabilmente rimarrete sconcertati e increduli; allora vi invitiamo ad ascoltare di nuovo, attentamente, e capirete che la difficoltà non è nell’argomento in sé, ma nelle menzogne che ci hanno raccontato per anni, 24 ore al giorno tutti i giorni, che hanno formato, senza che ce ne accorgessimo, alcune nostre convinzioni. 

«…la complessità che io vi invito ad affrontare non è la complessità in sé, ma è la coscienza che quello che è da approfondire è soltanto diverso da quello che vi è stato detto e che voi non vi ricordate più quando vi è stato detto finché non è diventato ciò che voi credete di pensare» Luciano Barra Caracciolo.

Grazie ad Andrea de Girolamo per il prezioso materiale tratto da Social TV Network




Come ci hanno deindustrializzato

Dopo aver pubblicato la conferenza di Ettore Gotti Tedeschi, proprio sulla deindustrializzazione dell’Italia, ecco un’altra voce, quella dell’economista Nino Galloni, anche lui testimone di fatti che hanno cambiato la storia dell’Italia, in peggio.

Lavoro ad opera di Claudio Messora, byoblu.com




Ce lo chiede l’Europa

Abbiamo lasciato il titolo originale della intervista assolutamente fondamentale che Claudio Messora ha fatto all’economista Alberto Bagnai il 6 luglio del 2012. Fondamentale perché con un linguaggio assolutamente accessibile Bagnai spiegava per filo e per segno ciò che stava succedendo in Europa, con l’Euro e le mosse della Commissione Europea, facendo anche previsioni che poi si sono realizzate, possiamo valutarlo.

L’investimento che ci viene richiesto in termini di tempo è ingente – parliamo di due ore e mezzo! – ma la trama è avvincente, e lo schiudersi della realtà davanti ai nostri occhi ci ripagherà del piccolo sforzo fatto perché probabilmente per anni la storia che ci raccontavano non finiva mai di convincerci, sulla nostra mancanza di competitività, sulla bontà della Germania che esporta e la cattiveria dei Greci che, ancora peggio di noi italiani hanno vissuto sopra le righe, e via confondendo… 

Nei primi minuti si spiega la genesi del nome del blog di Bagnai, Goofynomics,  Goofy è il nome americano di Pippo, ed ecco che le volutamente complicatissime analisi che ci hanno propinato svaniscono con una battuta di un cartone animato. Quindi ci hanno preso in giro, giudicandoci dei poveri ignoranti, cosa che non fa l’ottimo divulgatore Bagnai.

Messora consigliava di dedicare un intero week end, affermando che “chi non ha tempo oramai non ha più nemmeno speranza”.

Ci associamo alla massima e vi auguriamo buon ascolto.

http://www.byoblu.com/post/2012/07/06




Il più grande crimine

Un’altra conferenza, “Il più grande crimine”, fondamentale, da ascoltare solo dopo aver ascoltato, ve lo chiediamo per favore, la conferenza su “Nomi e cognomi di chi è il vero potere“,  presente su questo blog, ma anche “Il trattato di Lisbona“.

Ciò che dice Paolo Barnard in questa importantissima conferenza non è basato su teorie complottistiche di bassa lega, ma è l’elenco impressionante di una serie di dati e di fatti che danno una interpretazione pienamente plausibile alla situazione attuale, interpretazione che possiamo verificare in moltissimi interventi di grandi esperti di economia, politica e storia contemporanea. Barnard fa semplicemente una efficace sintesi, difficile da contestare.

Il giornalista in questione ha senz’altro molti punti di vista non condivisibili, ma questi ultimi non tolgono valore a questo importante lavoro che getta uno squarcio di luce sulla nostra esistenza.

E forse ciò ci da i mezzi per tentare di fare qualcosa, come minimo segnare un punto.




Il denaro ed il potere

Alberto Bagnai: Il denaro ed il potere

Una conferenza di approfondimento per capire, dal punto di vista tecnico, e non solo, cosa è che non funziona nel sistema Euro, e anche il perché, senza ideologismi, e senza faziosità.

Incredibilmente interessante a prescindere dalla vostra provenienza culturale, semplicemente perché ciò che il professor Bagnai fa è analizzare i fatti e i dati economici pur senza cadere in tecnicismi che potrebbero rendere difficile la comprensione a un pubblico non preparato.




Si può uscire dall’euro? Si deve.

L’intervento di Alberto Bagnai al convegno “Oltre l’Euro”

Un intervento del 2 febbraio 2017, ma da ascoltare per chi si trovi sempre ai margini del dibattito sull’euro senza riuscire a formarsi una opinione.

“Se c’è una cosa della quale non abbiamo bisogno in questo momento è una guerra civile, ma abbiamo bisogno di un rinnovato senso di unità e di solidarietà nazionale e di stringerci intorno a dei valori comuni, salvo poi riconoscere, e tutelare le differenze, una volta passata la crisi…”(Alberto Bagnai)