GLI INGANNI DELLA FINANZA di Paolo Maddalena

Ci troviamo in tempi bui, non tanto perché il tasso di asservimento dell’Italia alla grande finanza ha raggiunto livelli inauditi, perché stanno finendo di depredare le nostre migliori ricchezze e risorse e stanno portando fino alle estreme conseguenze tutti i postulati del neoliberismo; non solo per questo. Forse il problema maggiore, ciò che preoccupa ogni intellettuale che sia animato da un minimo di senso civico e amore per l’Italia, è il fatto che la maggioranza degli attivisti, di coloro che vedono la situazione peggiorare giorno per giorno, non riescano a cogliere il nesso fra le cose e si perdano in semplificazioni eccessive, quasi che tutto si possa attribuire agli italiani, popolo di corrotti e menefreghisti, popolo di scansafatiche e inconcludenti, tutto ciò dimenticando la grandezza della storia del nostro paese. Come uscire da questo impasse se non riusciamo ad identificare chi è l’avversario?

Se lo chiedessimo a Luciano Barra Caracciolo ci direbbe: “bisogna studiare, molto”.

Noi proponiamo di studiare almeno un po’, leggendo “GLI INGANNI DELLA FINANZA” un libretto di 186 pagine scritto da Paolo Maddalena, ex giudice costituzionale, che invece di godersi tranquillamente la pensione ha deciso di mettersi di nuovo in gioco per aver visto violate le più elementari norme della costituzione italiana. In tale percorso divulgativo non poteva non incontrare Luciano Barra Caracciolo di cui riportiamo la presentazione del “libretto”, tale come dimensioni, non come contenuti, e di grande importanza per smettere di ridurre il problema italiano alle solite chiacchiere da bar; “il problema è la corruzione…”

 




L’Italia non è più uno stato indipendente!

Il 20 novembre scorso Antonio Socci ha commentato un agghiacciante articolo di Sergio Fabbrini sul Sole 24 ore.

Nell’articolo in questione si afferma semplicemente, come fosse normale e accettabile che l’Italia non è più uno stato indipendente, e cioè che l’Italia non ha più sovranità nazionale e che di questo la classe politica, almeno nella sua maggioranza, sembra proprio non accorgersene.

Un momento; “la sovranità appartiene al popolo”. Così recita l’art.1 della Costituzione italiana!

Eppure un giornalista su un quotidiano nazionale scrive ciò che ha scritto sicuro che non ci sarà nessuna reazione, men che meno nessuna rivolta…

La perdita di sovranità è sempre stato un evento traumatico, causato dalle guerre; adesso, da 70 anni a questa parte, ciò è accaduto a colpi di trattati, di leggi internazionali, e grazie alla assoluta incompetenza, a volte ignavia, a volte complicità dei nostri politici. I quali, non importa nemmeno per quale motivo, non hanno ascoltato il parere degli economisti che prevedevano guai, per esempio riguardo all’adozione di una moneta unica per l’Eurozona; gli stessi politici adesso parlano e parlano senza capire che oramai siamo in una situazione talmente compromessa da rendere insulsa ogni loro promessa, ogni loro previsione.

Ci pare molto interessante che la chiarezza che ha Socci in realtà sia condivisa da una sempre più numerosa e organizzata dissidenza, che in vista delle (speriamo) prossime elezioni ha dato vita a veri e propri strutturati movimenti politici, come quello di Giulietto Chiesa, La “Lista del popolo”.

Ecco l’articolo di Socci, assolutamente da non perdere:

SE PERFINO “IL SOLE 24 ORE” CI DICE CHE NON SIAMO PIU’ “UNO STATO SOVRANO INDIPENDENTE” COME POSSONO ACCUSARE CHI CI AVVERTE DA TEMPO CHE SIAMO DIVENTATI SUDDITI? IL PRIMO “SOVRANISTA” FU ENRICO MATTEI

 

 




FONDAMENTALE. La sovranità perduta. Intervista live a Marco Mori.

Preziosa intervista di Claudio Messora, di byoblu.com a Marco Mori. Molti sono rimasti perplessi dalle dimissioni dell’avvocato ligure Marco Mori da Riscossa Italia, il partito da lui stesso fondato, appartenente alla sovrappopolata galassia di movimenti e partiti che si prefiggono di rendere all’Italia la sovranità scippata dai trattati europei. Adesso Mori ha scelto un’altra strada, quella di una lotta giuridica, semplicemente fondata sulla nostra costituzione, che da sola contiene una ricetta perfetta per uscire dalla situazione in cui ci troviamo e riacquistare sovranità e dignità.

Una strada diversa, senza dubbio, da quella iper pragmatica scelta da Claudio Borghi Aquilini col quale le strade si sono divise. Che sia stata una mossa conveniente lo dimostreranno solo i fatti; a noi sarebbe piaciuto di più vederli impegnati insieme perché i due partono esattamente dagli stessi presupposti e ambedue hanno una forte passione per i destini del popolo italiano che vedono vilipeso e umiliato. Speriamo solo che al momento della verità – le prossime elezioni politiche –  i due trovino il modo di lavorare almeno sinergicamente.

Fonte: http://www.byoblu.com/post/minipost/sovranita-perduta-for-dummies-live-domande-e-risposte-con-marco-mori