Il bando che vuole “mal-trattare” i maschi

Couple mad at each other

Dove vanno a finire i nostri soldi. Iniziative del governo improntate alle ideologie che sta falcidiando la nostra cultura, oltre che il buon senso…e le statistiche.

Tratto da tempi.it

luglio 29, 2017 Giancarlo Cerrelli

Cosa non convince del bando del Dipartimento delle Pari Opportunità che metterà a disposizione 10 milioni di euro per prevenire e contrastare la violenza di genere

È online il bando del 20 luglio 2017 del Dipartimento delle Pari Opportunità volto al finanziamento dei progetti orientati alla prevenzione e al contrasto alla violenza di genere.

È interessante notare che il bando finanzierà progetti per 10 milioni di euro e permetterà di supportare attività di sensibilizzazioni rispetto a sei aree d’intervento: donne migranti e rifugiate, inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, supporto alle donne detenute che hanno subito violenza, programmi di trattamento di uomini maltrattanti, supporto e protezione delle donne sottoposte anche a violenza “economica” e progetti di sensibilizzazione, prevenzione e educazione.

Esaminando attentamente il bando se, da una parte, emerge distintamente l’ideologia che in esso è sottesa e di cui in più occasioni abbiamo fatto stato (confronta per una più estesa trattazione delle strategie politiche dei comitati pari opportunità e delle loro ricadute sociali: G. Cerrelli, M. Invernizzi, La famiglia in Italia dal divorzio al gender, Sugarco, 2017, pp. 235 e ss.), dall’altra suscita una fondata preoccupazione e un vivo sconcerto la specificazione del contenuto, che è dato nel bando, di due aree di intervento e precisamente quella prevista dall’art. 2 lett. C: “Programmi di trattamento degli uomini maltrattanti” e finanziata con un milione di euro e quella prevista dall’art. 2, lett. F: “Progetti di animazione, comunicazione e sensibilizzazione territoriale rivolti alla prevenzione della violenza di genere mediante la realizzazione di campagne di comunicazione, educazione, attività culturali, artistiche e sportive, per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socio-culturali, al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini”, finanziata con duemilioninovecento euro.

La linea d’intervento prevista dall’art. 2 lett. C prevede dei “Programmi di trattamento per gli uomini maltrattanti”. Tale previsione è inquietante, non perché non esistano uomini che maltrattino le donne e che meritano perciò tutto il nostro biasimo, ma per il fatto che tale linea d’intervento può aprire scenari veramente preoccupanti e allarmanti.Vediamone alcuni:
a) Chi deciderà se un uomo è veramente maltrattante? Nel clima di sospetto che nella nostra società è stato artatamente instaurato contro il “maschio”, che viene considerato ormai come un essere violento e come un potenziale omicida, qualsiasi denuncia, anche se infondata, potrebbe suscitare a suo carico l’inizio di un percorso rieducativo e cautelativo che produrrebbe esiti paradossali e nefasti per la vita del malcapitato;

b) Perché sono previsti programmi di trattamento solo per gli uomini maltrattanti e non anche per donne maltrattanti? Nella mia professione di avvocato non poche volte ho preso atto di vere e proprie violenze fisiche e morali perpetrate da donne contro i loro partner di sesso maschile, che hanno cagionato in essi la loro distruzione morale e civile;

c) Cosa s’intende per “programma di trattamento degli uomini maltrattanti”? Tale locuzione è veramente inquietante, se si pensa che questo trattamento di rieducazione dovrà essere attuato principalmente da quelle “associazioni, organizzazioni e cooperative sociali operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza, che abbiano maturato esperienze e competenze specifiche in materia di violenza contro le donne, che utilizzino una metodologia di accoglienza basata sulla relazione tra donne, con personale formato specificatamente sulla violenza di genere.”
Questo trattamento dovrà portare a una presa di coscienza e cambiamento degli uomini autori di violenza o a rischio di comportamenti violenti. Tutto ciò come sarà attuato? Con quali mezzi? Con quali garanzie per l’uomo che è valutato da queste associazioni come un essere da combattere?

d) Viene da chiedersi: i suddetti programmi di trattamento risultano conformi al dettato costituzionale? L’art. 32, 2 c. afferma, infatti, che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Non è che per caso si prospetta all’orizzonte un ritorno ai totalitarismi di passata memoria?Se la linea d’intervento prevista dall’art. 2 lett. C del bando ha molti aspetti che destano una seria preoccupazione, la linea d’intervento prevista dall’art. 2 lett. F ha caratteristiche veramente raccapriccianti.

Tale linea d’intervento, infatti, prevede un’azione – da parte di enti pubblici territoriali e delle solite associazioni operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza – di promozione a favore dei “cambiamenti nei comportamenti socio-culturali, al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini”.

Come si può notare si è di fronte a una vera e propria rieducazione del popolo italiano, che deve essere inquadrata nell’ambito di quel percorso iniziato, fin dagli anni ’60 del secolo scorso, dal pensiero femminista che ha incontrato l’ideologia del gender.

Il femminismo, nel corso degli anni, ha imparato a servirsi del diritto che è divenuto lo strumento d’intervento per mutare l’ordine delle relazioni di genere e sancire l‘autodeterminazione delle donne.

La violenza di genere diviene, così, una costruzione sociale, che è agitata per alimentare odio e paura. Pur se è vero che alcuni uomini sono violenti, tuttavia, questi sono soltanto un’eccezione, ma tali casi di violenza – che sono in ogni caso da riprovare, perché anche un solo caso di violenza contro una donna è insopportabile ed è già troppo – servono al movimento femminista per agitare la violenza di genere come categoria, utilizzandola strategicamente per propiziare la decostruzione socio culturale della nazione.

Esaminando, difatti, l’ultima Relazione disponibile che il Ministero dell’Interno ha trasmesso al Parlamento sulle attività delle forze di Polizia sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica (consultabile sul sito del Ministero dell’Interno) vi è un intero capitolo dedicato alla cosiddetta “violenza di genere” e al cosiddetto “femminicidio”.

Scrutando i dati emerge sorprendentemente che la maggior parte delle vittime – per qualsiasi genere di reato – è di sesso maschile: 58,42% contro 41,58%.

Tale tendenza è confermata anche per i cosiddetti reati di genere; anche in questo caso è sorprendente notare che il numero di vittime maschili sia maggiore del numero di vittime femminili: 50,21% contro 49,79%.

Di cosa allora stiamo parlando?
E così se anche il termine femminicidio non piace a nessuno è, però, riconosciuto e utilizzato per il suo impatto semantico. Anche la violenza di genere come costruzione è un dispositivo che è utilizzato come arma per annichilire qualsiasi forma di dissenso a favore delle politiche di genere.

Pietra miliare di questa strategia è senz’altro la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza di genere nei confronti delle donne e la violenza domestica, sottoscritta l’11 maggio 2011 a Istanbul, da 24 Stati europei e ratificata dal Parlamento Italiano il 19 giugno 2013.

Sulla spinta di tale Convenzione l’Italia ha approvato il disegno di legge 14 agosto 2013, n. 93, recante Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province, convertito in legge 15 ottobre 2013, n. 119, ribattezzato dai mass-media e altresì da numerosi esponenti governativi e parlamentari “legge contro il femminicidio”.

Indicativa è la definizione che dà il Corriere della Sera (vedi edizione del 15 luglio u.s.) al termine “femminicidio”, presentandolo come un “neologismo riferito ai casi di omicidio doloso o preterintenzionale in cui una donna viene uccisa da un uomo per motivi basati sul genere”.

Ci vogliono far credere, guarda caso, che gli omicidi commessi da un uomo nei confronti di una donna siano perpetrati con l’intento di uccidere una donna in quanto donna, ma un osservatore attento della realtà comprende che non è così e che nella maggior parte dei casi la violenza viene innescata dalla fine di un rapporto: divorzio, separazione, fine del fidanzamento o della convivenza.

È necessario, pertanto, riflettere su quanto la fluidità dei rapporti interpersonali incida sulle cause di violenza di genere. Con il pretesto, infatti, di esercitare il diritto all’autodeterminazione, che è divenuto un assoluto etico e giuridico, si mette fine ai rapporti familiari ad nutum, per la sola volontà di una parte, senza che questa riceva alcuna seria sanzione giuridica.

Senza giustificare in alcun modo forme di aggressività perpetrate nei confronti del proprio partner, sarebbe utile verificare, invece, le vere cause della violenza sul proprio coniuge. È forse il caso di analizzare se la violenza, chiamata sovente a sproposito “violenza di genere”, faccia breccia nella mente di soggetti deboli caratterialmente, che vedendosi impotenti di fronte alla decisione meramente potestativa e unilaterale del congiunto di voler scomporre il nucleo familiare e senza avere, tra l’altro, alcuna forma seria di tutela dell’integrità del rapporto familiare, prevista dall’ordinamento giuridico, pensano – sbagliando – di farsi giustizia da sé.

Sarebbe, dunque, opportuno, invece di propiziare artate “lotte di classe tra i sessi”, prevedere delle terapie sociali che contrastino il processo di ridefinizione della famiglia che in modo sempre più aggressivo rende più fragili e più fluidi i rapporti interpersonali e familiari, con un inevitabile riverbero negativo sulla società che diventa ogn’ora più debole e instabile.

http://www.tempi.it/il-bando-che-vuole-mal-trattare-i-maschi#.WX5jd1FLfDc




Gli amici italiani di Soros, quasi tutti di un partito

Come non riprendere un interessante articolo di Francesca Totolo scritto per il sito di Luca Donadel.

Svelati anche importanti retroscena di un partito che dice di essere per la difesa dei lavoratori, ma che lavora per la fondazione di Soros, la Open Society Foundations.

CHI È SOROS E I COLLEGAMENTI CON I POLITICI ITALIANI

“Più una situazione si aggrava, meno ci vuole a rovesciarla, e più grande è il lato positivo”. George Soros

Il noto filantropo ungherese naturalizzato americano nacque nel 1930 a Budapest con il nome di György Schwartz. Presto però dovette affrontare il dolore causato dal “re di tutti i mali“, il fascismo, che costrinse lui e la sua abbiente famiglia a cambiare il proprio cognome in Soros per sfuggire dal crescente antisemitismo nel Paese.
Anzi il padre del “neo-battezzato” George fece di più: Tividar comprò al piccolo erede dei documenti falsi che certificavano l’avvenuta adozione da parte di un cittadino ungherese che per professione aiutava gli ufficiali nazisti a confiscare le proprietà ed i beni degli ebrei magiari mandati nei campi di sterminio. L’infante Soros non poté fare altro che obbedire al volere del padre naturale, seguendo così il finto genitore adottivo e collaborando con lo stesso nelle operazioni di confisca a danno di quelli che sarebbero dovuti essere i suoi “amici“. In seguito, un Soros dichiarò a proposito di questa vicenda: “naturalmente sarei potuto essere stato dall’altra parte o potrei essere stato tra coloro a cui ho confiscato i beni. Ma non c’è alcun senso a teorizzare su questo ora, perché è come il mercato, se non l’avessi fatto io, qualcun’altro lo avrebbe fatto comunque. Io ero solo uno spettatore in quella situazione, quando la proprietà veniva confiscata: siccome non ero io il responsabile non avevo alcun senso di colpa“.1Per fortuna, quindi, la vicenda non segnò minimamente la coscienza di Soros e non ebbe nessuna ripercussione sulla sua condotta “morale“; forse non fu lo stesso per le vittime delle confische a cui prese parte.

Nel 1947, un Soros si trasferì in Inghilterra per sfuggire questa volta dal nuovo regime filosovietico instauratosi in Ungheria. Giunto in terra britannica, si riservò la migliore educazione possibile, studiando al London School Of Economics dove incontrò il suo vate nonché ispiratore morale, Karl Popper.

“La società aperta è aperta a più valori, a più visioni del mondo filosofiche e a più fedi religiose, ad una molteplicità di proposte per la soluzione di problemi concreti e alla maggior quantità di critica. La società aperta è aperta al maggior numero possibile di idee e ideali differenti, e magari contrastanti. Ma, pena la sua autodissoluzione, non di tutti: la società aperta è chiusa solo agli intolleranti”. Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici.

Giovano laureato in economia, nel 1954 diede inizio alla sua lunga e promettente carriera come impiegato nel reparto arbitraggio della banca d’affari londinese Singer & Friedlander. Nel 1956, capì che l’Europa era troppo piccola per contenere tutto il suo entusiasmo giovanile e si trasferì nella patria delle speranze, gli Stati Uniti d’America, dove consolidò le proprie esperienze nel ramo finanziario specializzandosi nella gestione dei mercati del vecchio continente operando in diversi istituti bancari. La svolta dell’ambizioso Soros avvenne nel 1969 quando fondò il Quantum Fund, che gli garantì rendimenti elevatissimi per più di un decennio.

Da bambino ebreo di Budapest perseguitato dal terribile fascismo ungherese, George Soros si trasformò in deciso uomo d’affari non lesinando neanche azioni speculative sui mercati finanziari (e comunque se non le avesse fatte lui, le avrebbero fatte altri, no?). Le speculazioni sorosiane riguardarono anche l’Italia; nel 1992, Soros partecipò insieme ad altri “investitori” ad un attacco alla Banca d’Italia causando una epica svalutazione della lira, l’uscita dal Sistema Monetario Europeo e la seguente crisi economica. Il “filantropo”, futuro paladino delle associazioni umanitarie dichiarò: “Ai tempi presi una posizione sulla lira perché avevo sentito dichiarazioni della Deutsche Bundesbank. Si trattava di dichiarazioni pubbliche, non ho avuto contatti personali. Quella fu una buona speculazione”. Lo fu un po’ meno per i portafogli del popolo italiano.
Soros non si limitò alle speculazioni operate sulla lira; anche l’Inghilterra subì lo stesso trattamento.

I suoi passatempi con le monete nazionali però non rimasero impunite in altri stati: in Francia fu processato e giudicato colpevole di “insider trading”, e dovette sborsare 2 miliardi di dollari, in Indonesia fu condannato all’ergastolo e in Malesia, invece, alla pena di morte.

Poi come San Paolo, il Soros ebbe l’illuminazione sulla via di Damasco (forse per quello che ha così a cuore le vicende del popolo siriano).
Ecco che da “avido” speculatore senza scrupoli, George Soros si trasforma nel benevolo filantropo, patron di ogni causa che riguardi la discriminazione e che impedisca una società civile “aperta” e inclusiva. Con il passare degli anni, la sua Open Society Foundations si impone come regina in ambito “umanitario”, occupandosi un po’ di tutto, dai diritti civili delle persone LGBT a quelli dei migranti musulmani in territorio europeo, aspirando ad un mondo senza confini di popperiana memoria.

La sua fondazione è molto attiva anche nel nostro Paese sostenendo diverse associazioni (Onlus e Migranti in Italia), e interagendo a vario titolo anche con illustri rappresentanti delle nostre istituzioni, come membri del parlamento nostrano ed europeo, e del governo, nonché con i sindaci delle città più esposte ai flussi di migranti (ricordiamo la stretta collaborazione con Giusi Nicolini a Lampedusa trattata nell’approfondimento Analisi ONG nel Mediterraneo).

A livello nazionale, li troviamo quasi tutti riuniti il 6 luglio del 2015 in occasione delle conferenza “Rivitalizzare l’accoglienza in Italia: Seminario di alto livello sul rafforzamento e l’espansione della capacità di accoglienza per i richiedenti asilo” organizzata dalla Fondazione De Gasperi (di cui Angelino Alfano è presidente), dal Migration Policy Institute (di cui la OSF è tra i maggiori finanziatori) e ovviamente dalla Open Society Foundations.2

Vediamo nel dettaglio chi è intervenuto al seminario e i relativi legami con la Open Society Foundations:

  • Costanza Hermanin è Segretaria Particolare del Sottosegretario di Stato alla Giustizia On. Gennaro Migliore; uno dei suoi principali compiti è il “Monitoraggio della giurisdizione in materia d’asilo e relative proposte di riforma”. Dal 2009 al 2016, la Hermanin è stata Senior Analyst “Antidiscriminazione e Migrazioni” e manager del Progetto Italia della Open Society Foundation. Con Miriam Anati (anch’essa presente al seminario), ha sviluppato il progetto Open Migration (trattato nell’approfondimento Onlus e Migranti in Italia).3 4

  • Gennaro Migliore è Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia (nel governo Renzi e confermato nel governo Gentiloni) ed esponente del PD (dopo diversi cambi di casacca); in precedenza, è stato presidente della “Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza, nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di identificazione ed espulsione”. L’On. Migliore è sempre in prima linea quando gli eventi, le conferenze e i progetti riguardano la Open Society Foundations; la scelta della Hermanin come sue assistente sarà stata semplice.5 6 7 8 9

  • Pierfrancesco Majorino è assessore alle “Politiche Sociali, Salute e Diritti” del Comune di Milano (nella giunta Pisapia e riconfermato in quella di Beppe Sala). Majorino sempre presente alle iniziative promosse dalla Open Society Foundations e dalla associazione da questa sostenute, ha organizzato la mobilitazione “20 Maggio senza Muri” a Milano dove sono accorse tutte le Onlus e le organizzazioni sorosiane (trattata nell’approfondimento Onlus e Migranti in Italia).10 11 12

  • Luigi Manconi è senatore delle Repubblica Italiana eletto nelle fila del PD, presidente della “Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e presidente dell’associazione “A Buon Diritto” fondata e sostenuta dalla Open Society Foundations (Manconi e “A Buon Diritto” sono stai trattati nell’approfondimento Onlus e Migranti in Italia).
  • Mario Morcone ha ricoperto diverse cariche in altrettanti governi; è Capo di gabinetto del ministro Andrea Riccardi (fondatore della Comunità di Sant’Egidio trattata nell’approfondimento Associazioni Religiose e Migranti in Italia) durante il governo Monti nel 2011; nel 2014, è Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione presso il Ministero dell’Interno e nel 2017 viene nominato Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno. Ricordiamo che ASGI e A Buon Diritto sono tra le associazioni italiane fondate e finanziate grazie alla Open Society Foundations.13 14

  • Marco Perduca, storico esponente del Partito Radicale, viene eletto nelle liste del PD nel 2008; per la prima metà della legislatura è membro della III Commissione permanente “Affari esteri ed emigrazione” e successivamente diventa membro della II Commissione permanente “Giustizia”, nonché segretario della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e membro della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione. Ora si occupa dell’Associazione Luca Coscioni (finanziata anche dalla Open Society Foundations) e della Open Society Foundations.15 16

Open Society European Policy Institute, sezione della Open Society Foundations che si occupa di “spostare” il dibattito politico in Europa a favore dei valori portanti della fondazione, ha tracciato una lista di interlocutori “affidabili” con cui confrontarsi all’interno del Parlamento Europeo.17 18

Sono diversi i nomi dei politici italiani eletti nel Parlamento Europeo elencati come “fidati”: Cécile Kyenge, Sergio Cofferati, Barbara Spinelli (giornalista ed editorialista di “La Repubblica”, nota anche per la petizione da lei promossa insieme ad altri personaggi dove si chiedeva l’esclusione di Silvio Berlusconi dal Senato a causa del “conflitto di interessi” nel 201319) e Gianni Pittella.

Presente fin dal 1999 nel Parlamento Europeo (quattro mandati) e noto “europeista”, dal 2014 Gianni Pittella è capogruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D). L’Onorevole si batte per unificare politicamente gli stati membri dell’Unione Europea, attuando così il progetto degli Stati Uniti d’Europa. Pittella si è speso in un accorata critica all’interno dell’Europarlamento contro il presidente ungherese Viktor Orban, reo di aver “spinto” la legge approvata dal parlamento magiaro che prevede la chiusura della Central European University fondata da George Soros a Budapest.20

Nella lista di Soros, spicca il nome di Cécile Kyenge; nota attivista per i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo, nel 2013 è stata Ministro dell’Integrazione del governo Letta e strenua promotrice della proposta di legge sul riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati sul suolo italiano (il cosiddetto “ius soli”); nel 2014 viene eletta Europarlamentare nelle fila del PD. La Kyenge è sempre stata molto attiva nelle iniziative e nelle associazioni sponsorizzate dalla Open Society Foundations, come ad esempio nella campagna “L’Italia sono anch’io” (trattata nell’approfondimento Associazioni Religiose e Migranti in Italia), e nella campagna “LasciateCIEntrare“.21

Passiamo ora ad un argomento di forte attualità: la “Commissione sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio Jo Cox”, commissione fortemente voluta dal Presidente della Camera Laura Boldrini. Apparentemente sembrerebbe lontana dall’influenza della Open Society Foundations di George Soros, e invece no; la commissione è formata da esponenti politici di diversi schieramenti e da “consulenti” appartenenti ad associazioni e organizzazioni sorosiane: Amnesty International, ARCI, Associazione 21 Luglio, Lunaria, Associazione Carta di Roma, Cospe Onlus e Human Rights Watch.22 23

Il Presidente della Camera ha presenziato anche a diversi eventi organizzati da associazioni vicine alla Open Society Foundations come, ad esempio, il lancio della campagna “Non aver paura. Apriti agli altri, apri ai diritti” (campagna trattata nell’approfondimento Associazioni Religiose e Migranti in Italia). Non dimentichiamo poi la grande battaglia contro le fake news intrapresa dalla Boldrini; sono stati innumerevoli i suoi appelli per liberare i social network dalle bufale. Come poteva rimanere indifferente George Soros di fronte al dilagare di notizie non conformi “al pensiero unico”? Così il magnate ha deciso di finanziare Poynter, ovvero la società responsabile della definizione dei metodi e dei criteri utilizzati per classificare le notizie in base al grado di affidabilità.24 25

Una considerazione finale: valutando le ingenti risorse economiche investite da George Soros nella campagna elettorale di Hillary Clinton (25 milioni di dollari) e della sua successiva disfatta elettorale, siamo sicuri che il sostegno del magnate della Open Society Foundations nel lungo periodo possa portare a riscontri positivi nelle carriere politiche dei suoi “fidati alleati”?

https://www.lucadonadel.it/soros-e-collegamenti-politici-italiani/


Fonti:

  1. (https://www.youtube.com/watch?v=dnsHl5qzpYc)
  2. (http://www.fondazionedegasperi.org/wp-content/uploads/2016/09/Seminario-accoglienzalista-partecipanti-finale_IT.pdf)
  3. (https://www.giustizia.it/resources/cms/documents/cv_CostanzaHermanin.pdf)
  4. (http://www.cidu.esteri.it/resource/2016/03/47147fINTERO_COM.pdf)
  5. (http://www.naga.it/index.php/notizie-naga/items/nasce-la-coalizione-italiana-per-le-liberta-e-i-diritti-civili.html)
  6. (http://www.cittadinanzattiva.it/newsletter/20141016-344/files/coalizione-italia-programma.pdf)
  7. (http://www.cronachediordinariorazzismo.org/accoglienza-detenzione-ed-espulsione/)
  8. (https://apps.eui.eu/Events/download.jsp?FILE_ID=9383)
  9. (http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/pdf/69/audiz2/audizione/2015/05/25/leg.17.stencomm.data20150525.U1.com69.audiz2.audizione.0006.pdf)
  10. (https://openmigration.org/analisi/una-frontiera-dentro-la-citta-viaggio-nellhub-di-milano-4/)
  11. (http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2013/12/09/news/containers-73132557/)
  12. (http://www.ilpost.it/2017/05/20/manifestazione-milano-migranti/)
  13. (http://www.asgi.it/agenda/il-sistema-dublino-ad-un-anno-dallentrata-in-vigore-del-nuovo-regolamento/)
  14. (http://www.abuondiritto.it/it/eventi/1624-%E2%80%9Csuperare-la-bossi-%E2%80%93-fini-per-vincere-la-sfida-dell-immigrazione-accoglienza,-inclusione,-lavoro-le-riforme-necessarie-a-partire-dai-comuni%E2%80%9D.html)
  15. (https://www.opensocietyfoundations.org/voices/next-week-italy-will-debate-proposal-legalize-cannabis)
  16. (https://www.opensocietyfoundations.org/voices/italy-drug-debate-gets-animated)
  17. (https://www.opensocietyfoundations.org/about/offices-foundations/open-society-european-policy-institute)
  18. (http://soros.dcleaks.com/download/?f=/Europe/OSI%20Brussel%20EU%20Advocacy%20calendar/European%20Elections/reliable%20allies%20in%20the%20european%20parliament%202014%202019.pdf&t=europe)
  19. (http://temi.repubblica.it/micromega-online/firma-anche-tu-per-cacciare-berlusconi-dal-parlamento-facendo-applicare-la-legge-361-del-1957/)
  20. (http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/04/04/ungheria-pittella-inaccettabile-chiusura-universita-soros_de6e10c0-95a1-4f4a-9011-84b5a349164d.html)
  21. (http://www.lasciatecientrare.it/wp-content/uploads/2012/08/La-detenzione-amministrativa-dei-migranti-e-la-violazione-dei-diritti-umani.pdf)
  22. (http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/07/20/boldrini-fermare-ondata-odio_9423a820-d81f-4834-8d37-20ed3fab5ff3.html)
  23. (http://www.camera.it/leg17/1266)
  24. (http://www.occhidellaguerra.it/soros-bufale-facebook/)
  25. (http://www.poynter.org/about-the-international-fact-checking-network/)



Scie chimiche, qualche dato scientifico

Pubblichiamo questo pezzo dopo avere sentito, ripetutamente, persone di livello culturale superiore, liquidare l’argomento “scie chimiche”,  chemtrails in inglese, con risolini ironici, come si trattasse di stupidaggini per creduloni; le vittime della disinformazione cui siamo sottoposti in Italia sono milioni e purtroppo non limitate alla popolazione di istruzione inferiore.

Estratto da una conferenza del dottor Dietrich Klinghardt, segue un articolo scevro dalle solite ovvietà, denso invece di citazioni di studi fatti sull’argomento. Molto difficile da digerire; le ipotesi che potrebbero scaturire da tali dati sono terrificanti. La realtà supera la fantasia. Il dottor Klinghardt analizza anche a quale stadio noi ci potremmo trovare nell’analizzare il problema.

Esistono tre stadi di evoluzione: il primo è: noi siamo candidi e innocenti e abbiamo fiducia che il mondo sia buono, in linea di principio. Poi viene il secondo stadio, nel quale vediamo la corruzione e il male nel mondo e rispondiamo assumendo lo stesso grado di cattiveria, oppure diventiamo furiosi, oppure ci sentiamo impotenti, oppure semplicemente ci rifiutiamo di guardare. E questa è la reazione più frequente. E poi arriva lo stadio successivo, quello nel quale guardiamo negli occhi ciò che va male, ciò che c’è da cambiare, senza coinvolgimento emozionale: ed è questa la fase in cui possiamo agire. (D. Klinghardt)

Traduzione a cura di Nogeoingegneria

Buona lettura

In questo momento ci sono 3 grandi “esperimenti” fatti con l’intenzione di ridurre la popolazione mondiale: la cosiddetta “Agenda 21”,  che è ufficiale presso l’ONU, e che è fatta allo scopo di proteggere la popolazione mondiale dall’auto-annientamento: [secondo loro], questa popolazione deve essere ridotta! E non basta che questo proposito venga adottato per il futuro, ma invece la popolazione vivente va ridotta ora. Io ho questa pubblicazione, se a qualcuno dovesse interessare, ce l’ho – non è un’ idea mia. E per raggiungere questo obiettivo, si adottano diversi approcci. Una cosa importante è l’avvelenamento del feto nel corpo della madre. Sappiamo che quasi tutti i veleni ambientali…Io alla facoltà di medicina avevo imparato che i veleni ambientali presenti nel corpo della madre non passano al feto, poiché il feto è difeso dalla placenta. Oggi sappiamo che non è vero. Il primogenito riceve i due terzi dell’intero quantitativo di veleni della madre…..

Dal momento che avveleniamo la Terra, veniamo avvelenati noi stessi. E tramite i meccanismi epigenetici diventiamo sempre più sensibili a quantità sempre inferiori di veleni, fino al punto che non li sopportiamo più. La cosa bella in questo è che quando assolutamente non ce la facciamo più a reggere, allora ci sarà una volontà politica di cambiare qualcosa, e io sono saldamente fiducioso nel fatto che noi come razza sopravviveremo e che andrà avanti bene.

Se conosciamo coloro che sono responsabili di aver causato le guerre, i responsabili delle pratiche agricole che ci avvelenano i suoli, coloro che stanno nell’industria delle comunicazioni e scelgono fasce di frequenze [elettromagnetiche] che sono dannose per noi,[vediamo che] sono sempre gli stessi piccoli gruppi che stanno dietro [tutto questo]. Io credo che noi come esseri umani – la maggior parte di noi – siamo buoni, ma la resistenza deve venire da noi. I nostri politici sono troppo stupidi o troppo corrotti per comprendere che razza di sciagura stanno lavorando a produrre, ora come ora.

Bene, ora vorrei [mostra un testo] – un momento… Ora vorrei mostrare qualcosa sugli influssi ambientali. Il motivo è, per me… che… il maggior numero possibile di noi devono risvegliarsi. Molti di voi provengono da altri Paesi, in cui le conoscenze sui danni enormi causati da questi veleni non sono ancora così avanzate. Io ho avuto la sfortuna (devo dire) che molti scienziati sono miei pazienti, i quali mi portano queste conoscenze. E vorrei richiamare l’attenzione su una cosa. Esistono tre stadi di evoluzione: il primo è [quello in cui diciamo]: noi siamo candidi e innocenti e abbiamo fiducia che il mondo sia buono, in linea di principio. Poi viene il secondo stadio, nel quale vediamo la corruzione e il male nel mondo e rispondiamo assumendo lo stesso grado (o ampiezza) di cattiveria, oppure diventiamo furiosi, oppure ci sentiamo impotenti, oppure semplicemente ci rifiutiamo di guardare. E questa è la reazione più frequente: “Klinghardt, vattene!” [volta le spalle, e sorride]. E poi arriva lo stadio successivo, [che è] quello nel quale guardiamo negli occhi ciò che va male, ciò che c’è da cambiare, senza coinvolgimento emozionale: ed è questa la fase in cui possiamo agire.

Bene. E ora vi mostro ancora alcune cose che mi stanno molto a cuore. Vi faccio vedere subito… ci siamo imbattuti in questo… Di tutta la massa complessiva che sta profondamente nel corpo… Io ho speso di sicuro oltre mezzo milione di dollari in test di laboratorio per trovare queste cifre. Sappiamo oggi che nel corpo troviamo più di 82.000 sostanze tossiche. Ma l’80 per cento della tossicità complessiva, della capacità di far ammalare, è data solo da due sostanze: una è l’alluminio, l’altra è il glifosato. Il glifosato è un erbicida. Che viene prodotto da miei amici negli USA e da 50 anni è commercializzato in quasi tutti i Paesi occidentali. È il veleno principale che viene spruzzato sui terreni, ma noi possiamo un po’ proteggerci se lo sappiamo. E c’è un altro veleno, che è l’alluminio, dal quale non possiamo più difenderci. Vi mostro brevemente il perché. Qui c’è la correlazione – che oggi è chiara dal punto di vista medico – che l’autismo nei bambini oggi è causato principalmente dall’alluminio che dal corpo della madre viene trasferito nel corpo del figlio, e poi dall’alluminio che viene somministrato in aggiunta con i vaccini. Prima avevo fatto vedere che c’è un enorme aumento delle patologie neurologiche [mostra un testo di un articolo] e questo articolo mostra che l’alluminio gioca un ruolo particolare nell’aumento di queste malattie neurologiche. Il primo e principale sintomo è la perdita di memoria, e io oserei dire che tutti voi qui ne siete colpiti. Appena lo sai, puoi fare qualcosa per contrastarla! Ma fintanto che non lo sai…

Ora dico un po’ qualcosa sull’alluminio nei vaccini [mostra un testo]. In Europa e negli USA, il mercurio dei vaccini è stato in gran parte sostituito dall’alluminio, nell’anno 2000. L’Organizzazione Bill Gates [Fondazione, n.d.t.] ha comprato in blocco tutti gli stock di vaccini contenenti mercurio e li ha venduti alla Cina, con la conseguenza che i cinesi oggi sono gravemente colpiti da questo; inoltre ha raddoppiato nei vaccini la quantità di mercurio, che notoriamente aveva causato molti danni neurologici nei bambini, e li ha imposti nei Paesi africani. Ora qui [vi mostro] alcuni dei valori di alluminio presenti nei vaccini oggi in uso. Per uno scienziato, si tratta di cifre spaventose!

Qui si può vedere [mostra un diagramma]… Oggi nei vaccini sono contenute ancora piccole quantità di mercurio; nel vaccino anti-influenzale, ancora moltissimo. E da questo studio si vede che prima, quando ancora si vaccinava col mercurio, si vede… La sopravvivenza [delle cellule] del cervello… [indica la parte sinistra del diagramma] e questo è il tempo trascorso [indica la parte inferiore del diagramma] dalla somministrazione delle sostanze tossiche contenute nei vaccini. Ecco, quando nel vaccino è contenuto mercurio, restano in vita ancora il 35 per cento delle cellule cerebrali. Se si lega il mercurio con l’alluminio – così come si fa oggi – dopo 24 ore tutte le cellule sono morte. E se si aggiunge anche del testosterone (come quando a essere vaccinato è un maschietto), secondo questi studi pubblicati, le cellule cerebrali sono morte già dopo 4 ore. A questo punto vorrei dire che io non sono un oppositore delle vaccinazioni. Sono invece favorevole all’uso di vaccini ragionevoli. Questi sono già stati sviluppati da tempo, ma per [pausa]…oscuri motivi non vengono utilizzati.

Ok – ora salto un po’… Qui l’articolo in cui c’è scritto che l’alluminio nei vaccini danneggia il cervello in modo cronico; qui sotto l’altro articolo mostra che la sindrome da affaticamento cronico è causata dall’alluminio nei vaccini. Bene, ora salto… Qui c’è lo studio di un professore dell’Inghilterra sul perché l’alluminio viene messo dentro i vaccini, su quali tipi di studi sono stati fatti per stabilirne la sicurezza. La sua risposta è stata: [non hanno fatto] nessuno studio.

Bene. E ora in breve…vi parlo del metodo dell’aferesi che vi ho anche mostrato [rivolgendosi a B. e S. Hellinger] Si prende del sangue da un braccio, lo si filtra, e poi lo si inietta nell’altro braccio. Nel materiale che il filtro ha trattenuto si addensano le sostanze tossiche che si trovano nel sangue, così è possibile individuarle facilmente. C’è un sacchettino che contiene tutti i veleni: quando lo si apre, ha lo stesso odore di quella cosa [putrefatta] che il cane ha portato a casa.

Bene. Ciò che noi abbiamo potuto stabilire tramite questo metodo: [mostra una tabella] qui si vedono i valori di alluminio e qui i valori del piombo. Il contenuto dell’alluminio è 140 volte più alto di quello di piombo. Ora, noi abbiamo fatto il calcolo su circa 200 pazienti: la quantità dell’alluminio dentro di noi è più alta di un fattore 94 di quella della sostanza tossica successiva. Perché questo fatto non è noto? [Mostra una foto di un aereo in volo che rilascia scie visibili dalla parte posteriore delle ali.] Dei laboratori americani che fanno dei test sull’alluminio  hanno ricevuto una lettera dal governo, [che diceva]: “Se non interrompete subito questi studi, vi chiudiamo il laboratorio”. Io non so come stiano le cose qui in Germania, ma di sicuro la situazione è simile. Gli americani non hanno mai firmato un trattato di pace con la Germania e ogni legge, ogni provvedimento della Germania può essere sottoposto a veto da parte del governo americano. La maggior parte di voi questo non lo sa. L’abbiamo scoperto grazie a un nostro collega americano. Una cosa importante che ne consegue è che lo spazio aereo sopra la Germania è territorio soggetto alla sovranità americana.

Ok: qui si vede… con questo aereo arriviamo a parlare di quale sia la provenienza di questo alluminio in coloro di noi che non sono vaccinati [mostra una foto di un aereo con scie posteriori] Si tratta della formazione di strisce, non dietro i motori dell’aereo, non dietro le turbine, ma che fuoriescono dalle parti laterali [delle ali], e il normale gas che esce dalle turbine evapora dopo 30 secondi. Quello che noi oggi quasi sempre vediamo è che le strisce sono persistenti, si espandono lentamente e formano come una cappa grigia [mostra foto di strisce e velature innaturali in cielo]. Qui è il cielo sopra Berlino. Dei miei pazienti che operano nei servizi segreti americani mi hanno rivelato che non sarebbe stato possibile spiare il telefono di Angela Merkel senza questa [roba] qui. Sono composti di alluminio e in cielo si forma come una cappa di metallo… L’idea originaria sarebbe quella di fare una specie di schermatura per riflettere i raggi del Sole, cioè il Sole viene riflesso, insomma una forma di controllo del clima  [mostra altre foto di cieli rigati da strisce]; questa foto è stata ripresa da qualche parte sopra il Danubio; qui si vede molto nettamente che deve trattarsi di aerei di linea [mostra una foto con strisce curvilinee e svolte a 90°]… Qui vediamo una strana formazione di nuvole, del tutto innaturale. Queste [sono] onde pulsate. Anche i cinesi lo stanno facendo. Questo è da qualche parte sopra la Francia. E qui è da noi, dietro l’angolo: il ponte Golden Gate.) Queste qui sono foto che abbiamo ricevuto da Boeing. Loro installano su questi giganteschi aerei dei serbatoi che vengono allestiti dalla stessa azienda che produce gli erbicidi – purtroppo non posso dire il nome… Questa tecnologia nel suo insieme viene chiamata geo-ingegneria. Per i tedeschi, si trova un’ottima pagina Internet di informazione nel sito Sauberer Himmel…

Allora ci siamo messi a pensare e ci siamo chiesti: se è vero che effettivamente l’alluminio da lassù viene fatto piovere in giro…? E così abbiamo finanziato misurazioni [di laboratorio] sulla pioggia… ecco, qui sopra si vede il valore [soglia] adottato negli Stati Uniti, 0,5 microgrammi per litro [mostra una tabella]. L’agenzia americana responsabile per la salute dice: se nell’aria ci sono valori superiori a questo, la popolazione deve essere allertata.

La pioggia dopo queste irrorazioni del cielo: il valore è di oltre 2.000 volte quello di 0,5 microgrammi per litro. Nessuna allerta della popolazione. Qui il valore è di 7.000 volte tanto quello di 0,5 microgrammi. Mi è capitato di imbattermi in questo cinque anni fa; eravamo andati a sciare nella Foresta Nera [in Germania], in una zona in cui avevo lavorato come medico da giovane, sul Feldberg, come medico sciistico [sorride] e sapevo esattamente com’era il clima lì per 40 anni. Siamo andati a sciare la mattina, c’era un bel cielo azzurro, poi sono arrivati questi grossi aerei tanker che hanno disegnato queste linee in cielo, e poi si è formata la coltre biancastra, e a causa delle condizioni meteo la cappa si è abbassata e tutti abbiamo cominciato a tossire, ci è venuto mal di testa e ci siamo ritirati nel nostro albergo e ci siamo accorti che anche molta altra gente aveva lasciato le piste, sebbene la neve fosse buona. Poi si è messo a nevicare e io ho raccolto un po’ di neve [per portarla ad analizzare] e dentro la neve c’era più alluminio che neve. [Questo] nella Foresta Nera. Poi abbiamo fatto delle misurazioni al suolo e abbiamo visto che al momento c’erano enormi quantità di alluminio nel terreno, nella terra, e perciò anche nell’erba, poi abbiamo fatto queste misurazioni in Norvegia, dove le mucche stanno lì in piedi davanti ai pascoli pieni d’erba, senza brucare! E muoiono di fame nel pascolo pieno d’erba – al punto che gli allevatori norvegesi devono importare l’erba.

Bene. E ora un po’ di letteratura [scientifica]. Non è mia intenzione annoiarvi. La cosa più importante è che l’alluminio provoca infiammazioni in tutti i vasi sanguigni del nostro corpo. Questi depositi di alluminio in nanoparticelle diventa terreno di coltura per molte patologie da infezione (compresa la borreliosi o morbo di Lyme). Per me era interessante il fatto che questi studi sul nano-particolato di alluminio [mostra studi] sono finanziati dalla stessa azienda che produce questa miscela per gli aerei. Finora sono noti i nomi di 42 Paesi che prendono parte [a questa attività], mentre in Cina e in Russia viene impiegata una minore quantità di miscela tossica. L’intera Europa viene irrorata. Se ci fate caso, se prestate attenzione… oggi c’era un bel cielo, quindi è un buon momento per vedere quando ricominciano a irrorare. Qui, ancora: il danno ai mitocondri secondo gli esperti di medicina. L’alluminio è reperibile fin dentro ai mitocondri di ognuno di noi. E poi, qui vediamo la correlazione fra l’alluminio e tutte queste patologie neurologiche, e qui un articolo sul tema che è stato pubblicato in una buona rivista medico-scientifica accademica. [Evidenzia alcuni vocaboli.] Qui si legge il termine “tanker-jets”, qui il termine “geoengineering”, “modificazioni meteorologiche” e “modificazioni climatiche”, e qui c’è “alluminio”. Purtroppo sono contemplate anche altre sostanze, per esempio metalli radioattivi, uranio impoverito… e sono stati trovati perfino germi che erano stati intenzionalmente aggiunti alla miscela. Ancora: un’immagine per spiegare perché viene fatto questo, e che cosa viene spruzzato. La cosa più importante per noi, oppure [diciamo], la cosa che per noi umani è più dannosa, per tutte queste patologie neurologiche, sono le minuscole, microscopiche sferette di fibra di vetro imbottite di alluminio che noi respiriamo, inaliamo. [Mostra immagini.] E ancora: chi di voi sa dire qual è il tipo di cancro più frequente nelle donne? La maggior parte delle persone direbbe “cancro al seno”. Le recenti statistiche indicano che è il cancro polmonare. Da quando [in generale] abbiamo smesso di fumare, la quota di cancro polmonare è aumentata, non calata. Ora, guardo ancora brevemente cosa viene adesso, per la detossificazione… L’alluminio si smaltisce mediante l’acido silicico (Silica) e ci sono diversi prodotti. Il prodotto più importante viene dalla Russia, non è costoso, e si chiama in inglese Enterosgel. Quanti di voi vengono dalla Russia?

Ok, solo pochi di voi. Enterosgel: un cucchiaio da tè tre volte al giorno lontano dai pasti. Cosa interessante: quando si è saputo che è possibile eliminare l’alluminio dal cervello, negli Stati Uniti questo prodotto è stato immediatamente vietato. Io dico: c’è un motivo se Edward Snowden è andato in Russia. Al momento molti di noi ripongono le proprie speranze nella Russia, nel fatto che assuma un ruolo di leader, per una reale idea di libertà, e non quella pseudo-libertà che in Occidente ci viene fatta passare per libertà.

Bene. Vorrei molto brevemente inquadrare ancora un tema simile, poi fare qualcosa che serve piuttosto alla guarigione. Quanti di voi vengono dal Messico? Il migliore studio sull’inquinamento ambientale l’ha fatto una donna medico messicana, e in questa immagine è contenuto tutto quello che c’è da sapere. Lei ha visitato una scuola fuori Città del Messico, in una zona rurale, dove i contadini avevano venduto la terra alla stessa azienda americana che produce la miscela irrorata che provoca l’inquinamento dell’aria, e questa azienda irrora tutti i campi di mais con il proprio prodotto che ho il permesso di menzionare [ridacchia]: è il glifosato, e il marchio commerciale più noto è il Roundup. Poi, la dottoressa ha confrontato questi bambini con quelli di un’altra scuola in una zona rurale dove i contadini hanno praticato la resistenza e non hanno permesso che sui loro campi venissero spruzzate sostanze chimiche. [Mostra due disegni infantili di cui uno strutturato normalmente, e uno senza struttura e incomprensibile.] Nella parte sinistra, vedete una figura disegnata da una bambina di 4 anni che sta nella zona sana. Accanto, il disegno di una persona [una bambina] della scuola che sta nella zona dove i campi erano stati spruzzati. Non conosco nessuno studio in cui risulti così immediatamente evidente che cosa è successo al cervello. Sulla parte destra, nelle stesse scuole i maschietti di 5 anni: la figura a sinistra viene dalla zona sana; nella figura a destra, il disegno proveniente dalla zona irrorata con prodotti chimici [come sopra, mostra un disegno ben strutturato accanto a segni incomprensibili]. (Si potrebbe addirittura dare un’interpretazione simbolica del disegno a destra, e vederci uno spermatozoo morente.) In breve. Qui, dove qualcuno all’Università ha ricercato su quali sono le principali cause di autismo. Qui, si parla di fitofarmaci, alluminio, e l’erbicida glifosato. Si tratta sempre di nuovo delle stesse sostanze. Vi faccio vedere ancora un bello studio al quale io stesso ho preso parte. Ok. Qui c’è un altro studio sul glifosato che indica che il glifosato distrugge tutto ciò che c’è di sano dentro di noi. Qui ancora c’è la combinazione tra il glifosato e l’alluminio: interagiscono fra loro “magicamente” e sono una reale causa di depressione, di demenza, comportamenti ansiosi, malattia di Parkinson, e naturalmente dell’autismo.

Volendo essere maligni, si potrebbe… Se io volessi essere malvagio, se volessi mettere in ginocchio l’umanità, spruzzerei su tutto il suo cibo del glifosato, poi spruzzerei nell’aria dell’alluminio, e se questo ancora non basta, aggiungerei ancora un po’ di alluminio nei vaccini. In questo modo posso riuscire a rendervi tutti quanti stupidi, e nell’arco di due o tre generazioni vi porterei all’estinzione. Quello che mi occorrere ancora per ottenere questo sono determinate frequenze elettromagnetiche, delle quali mi servo per bloccare i vostri enzimi responsabili della disintossicazione. E sono proprio esattamente queste frequenze quelle che provengono dai ripetitori della telefonia mobile. Se io fossi maligno, direi che dietro tutto questo dev’esserci un gruppo intelligente di scienziati molto, molto malvagi; e di politici. Ma siccome non sono cattivo, ritengo che si tratti solo di coincidenze casuali!

Bene. Ora vediamo… sì, molto interessante! Come fanno ricerca gli americani? Io a questo punto vorrei dire una cosa: io vivo in America e [vi dico che] il 99,99 per cento degli americani sono persone fantastiche, che vivono nel cuore, ma sono anche facilmente soggette ad abusi. Forse sono la popolazione, le persone più facilmente soggette ad abusi del mondo: in questo momento da parte di alcune aziende che fanno esperimenti sugli americani stessi. E i politici vengono pagati per tenere la bocca chiusa. Ora però vi mostro uno studio bellissimo in cui per una volta gli americani hanno fatto sperimentazione non sulla propria popolazione. Conosciamo lo sfondo. Due politici di punta in Ecuador sono stati pagati – relativamente poco – per dare il permesso di irrorare dall’alto tutto il territorio urbano in Ecuador con questi prodotti. Poi sono stati fatti dei campionamenti nella popolazione per vedere se in questo modo si possono provocare danni genetici permanenti nella popolazione. E la risposta è stata: sì. Qual è stato allora il passo successivo? È stato che noi negli Stati Uniti nelle grandi concentrazioni urbane abbiamo trovato chiare evidenze bio-chimiche che lì questa miscela è stata spruzzata dal cielo, che il glifosato era stato aggiunto alla miscela. Così prima c’è stato il piccolo esperimento in Ecuador, e poi di seguito l’applicazione alla propria popolazione negli USA. Gli USA oggi hanno la percentuale più alta al mondo di patologie neurologiche.

Qui vengono brevemente presentati i sintomi che vengono provocati tramite queste sostanze: ipertensione, ictus, diabete, obesità, colesterolo alto, Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, autismo, e dall’altra parte [della tabella]: diversi tipi di cancro… L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) quest’anno ha classificato questa sostanza come cancerogena e il governo tedesco ha deciso… di non reagire affatto. Così, che il 90% dei campi in Germania vengono irrorati con questo prodotto, che ognuno può andarselo a comprare in qualsiasi negozio di giardinaggio; sappiamo che in Sudamerica vengono spruzzati moltissimi campi con questo e che questa classificazione come cancerogeno lì non è tuttora trapelata dalla stampa [e dai media]….

Ecco, qui ora c’è un’altra cosa che volevo mostrare… Dobbiamo fare una pausa? Oppure posso continuare?. Perché volevo fare ancora una cosa bella…adesso viene il bello! Questo è uno studio pubblicato che è stato fatto da noi a Seattle [mostra un grafico] e ognuna di queste colonne blu del grafico rappresenta il [livello di] contenuto di una determinata sostanza tossica nel latte materno di una specifica madre. Sulla linea inferiore ci sono delle sigle che sono le abbreviazioni dei nomi delle singole donne. Quattro di queste donne erano mie pazienti e abbiamo misurato i valori di PBDE (che sono fitofarmaci) che arrivano nel latte materno dal corpo della madre. Di questi fitofarmaci si sa che possono modificare sostanzialmente l’orientamento sessuale del neonato; noi sappiamo che oggi…

Dunque, in questo latte materno c’era solo poca di questa sostanza che modifica gli ormoni; nel latte di quest’altra madre di PBDE ce n’era moltissimo; di queste sostanze si sa che provocano il cancro, tumori al cervello nell’infanzia oppure tumori collegati agli ormoni nell’età adulta, gravi disturbi del comportamento nei bambini, iperattività, aggressività e così via.

E adesso viene una cosa particolare, uno dei miei studi, vedete questa linea più scura delle altre linee? L’agenzia USA per la salute, l’EPA, Environmental Protection Agency, ha dichiarato: “Quando un liquido contiene una quantità di questo veleno che supera questa soglia [mostra una linea sotto la metà del grafico], è fatto divieto di smaltire questo liquido attraverso la toilette.” È considerato un atto criminale negli Stati Uniti buttare questo liquido nella toilette, e tuttavia il latte di sei di queste madri ha oltrepassato questi limiti!

…Dunque, in questo latte materno c’era solo poca di questa sostanza che modifica gli ormoni; nel latte di quest’altra madre di PBDE ce n’era moltissimo; di queste sostanze si sa che provocano il cancro, tumori al cervello nell’infanzia oppure tumori collegati agli ormoni nell’età adulta, gravi disturbi del comportamento nei bambini, iperattività, aggressività e così via.

E adesso viene una cosa particolare, uno dei miei studi, vedete questa linea più scura delle altre linee? L’agenzia USA per la salute, l’EPA, Environmental Protection Agency, ha dichiarato: “Quando un liquido contiene una quantità di questo veleno che supera questa soglia [mostra una linea sotto la metà del grafico], è fatto divieto di smaltire questo liquido attraverso la toilette.” È considerato un atto criminale negli Stati Uniti buttare questo liquido nella toilette, e tuttavia il latte di sei di queste madri ha oltrepassato questi limiti!

Mi è stato chiesto di riassumere ancora brevemente. Tramite quello che sappiamo dall’epigenetica, il danno che soffriamo nella nostra vita non ha un effetto solo su di noi, ma su tutte le future generazioni. Prima nella medicina si pensava che solo la radioattività causasse dei danni genetici che poi vengono trasmessi alla discendenza. Oggi sappiamo che le microonde che vengono usate per le comunicazioni dei ripetitori dei cellulari provocano gravi danni epigenetici, gli erbicidi, i pesticidi, gli insetticidi fanno massicci danni alla nostra epigenetica e ogni generazione che è esposta a questi fattori tossici accumula danni che vengono completamente trasmessi alla generazione successiva. E questa generazione subisce ulteriori danni e ci sono poche sostanze che sono responsabili della maggior parte di tutti questi danni. In cima a tutto oggi ci sono: alluminio in forma di nano-particolato, che viene spruzzato intenzionalmente nel cielo, in Germania quasi ogni giorno quasi ovunque, molto pesantemente in Norvegia, Svezia, Gran Bretagna, ma anche in Italia, Spagna, ecc. La seconda sostanza [per importanza] è il glifosato, la componente del mezzo di annientamento delle erbe infestanti più usato: la combinazione di entrambi [cioè alluminio e glifosato] distrugge il nostro cervello. Noi possiamo proteggerci da questo annientamento. L’alluminio viene espulso mediante prodotti a base di acido silicico. Il glifosato: dobbiamo nutrirci con alimenti biologici [“organic food”] e la terapia della sauna ha un ruolo importante. Dovremmo sudare ogni giorno per dieci minuti. Altri semplici passi per detossificarsi ve li comunicherò sulla mia pagina Internet. E la terza parte – per cui non ho avuto tempo – è come ci si protegge dalle microonde.

E per me è importante che voi vi abituiate a questo pensiero: che se voi guardate dal vostro punto di vista il resto del mondo, è molto probabile che vedrete molti molti bambini che si ammalano in numero rapidamente crescente; e voi sappiate che questa è un conseguenza di queste condizioni ed è evitabile, si può proteggersi interamente. Ci occorre una agricoltura completamente diversa. Sappiamo che esistono metodi naturali per coltivare cereali e per coltivare verdure senza l’uso di sostanze tossiche, oppure perfino per far arricchire il suolo sempre di più, raccolto dopo raccolto. Ma coloro che rappresentano questi metodi vengono oppressi; i media attualmente cooperano totalmente con coloro che detengono il potere in queste industrie che operano nascoste nel buio. Nella mia generazione, quando ero studente di medicina, eravamo tutti socialisti. Il 90 per cento dei miei colleghi di allora oggi cooperano con queste cose oscure, compresi coloro che “ce l’hanno fatta” ad andare a lavorare allo Stern o a Der Spiegel [due importanti settimanali tedeschi], oppure coloro che sono diventati moderatori alla TV. Forse vi dico ancora una piccola cosa che può rendere più chiaro il tutto. Un mio paziente è un produttore di Hollywood. Due anni fa ha ricevuto un incarico da Disney per rielaborare tutte le vecchie pellicole di Disney in modo da inserire nei cieli quelle strisce, così la gente quando vede questi film al giorno d’oggi, dice: “Tu Klinghardt dici che queste strisce [in cielo] sono peggiorate solo negli ultimi anni: ma guarda qui, c’è un film del 1954, guarda il cielo, lo vedi che c’erano già allora le stesse strisce. Le strisce sono un fenomeno naturale!” Il mio paziente per questo [lavoro] ha ricevuto 60 milioni di dollari. Io ho guadagnato da questo paziente 700 dollari.

Dietrich Klinghardt, laureato in medicina (1969-1975) e  psicologia (1975-1979) a Friburgo (Germania) ha proseguito con un dottorato di ricerca sul coinvolgimento del sistema nervoso autonomo in malattie autoimmuni. Fin dall’inizio della sua carriera si è interessato agli esiti di tossicità cronica (soprattutto piombo, mercurio, inquinanti ambientali e campi elettromagnetici) in caso di malattia.

Ha potuto integrare la sua  formazione occidentale lavorando in India da medico più giovane e venendo a conoscere i concetti orientali di eziologia della patologia. Questo ha gettato le basi per il suo sistema di Medicina Integrativa. 

Dopo essere emigrato negli Stati Uniti, ha trascorso tre anni come medico di emergenza a tempo pieno prima di diventare Direttore del Pain Centre a Santa Fe. Dal 1970 ha contribuito significativamente alla comprensione della tossicità dei metalli e della sua connessione con la malattia, le infiammazioni croniche e il dolore.

Egli è considerato un’autorità in questo campo ed è stato determinante nel progresso della medicina biologica, della gestione del dolore in forma non invasiva con varie tecniche, della medicina anti invecchiamento, della tossicologia, della pediatria (disturbi dello sviluppo neurologico), della psicologia, dell’odontoiatria biologica, e altro.

Ha inoltre sviluppato un sistema diagnostico (Autonomic Response Test).

Klinghardt  è fondatore dell’Accademia Klinghardt (USA), dell’American Academy of Neural Therapy, direttore medico dell’Istituto di Neurobiologia con sede a Woodinville, Washington. Egli è anche fondatore e presidente dell’Istituto di Neurobiologia (Germania e Svizzera). Ha tenuto conferenze presso le università di Illinois, Utah, Friburgo, Adelaide, Capital University (Washington DC) e altre, e le scuole di medicina di Ginevra e Zurigo.

Tra il 1996 e il 2005 è stato Professore Associato presso il Dipartimento di Neurobiologia Applicata presso Capital University. È regolarmente invitato a tenere seminari e conferenze durante il  Medicine Week a Baden-Baden (Germania) e presso il Lyme internazionale e malattie associate (ILADS). Molti dei suoi insegnamenti sono  disponibili grazie al suo sito  www.klinghardtacademy.com . La Klinghardt Academy (USA) fornisce insegnamenti in lingua inglese.

Klinghardt ha ricevuto come medico il premio dell’anno  dalla Global Foundation of Integrative Medicine nel maggio 2007, e nel 2011 premio dell’ anno dall’Accademia Internazionale di Odontoiatria Biologica e Medicina ( Physician of the Year Award for the International Academy of Biological Dentistry and Medicine).

Sito di riferimento: http://www.complottisti.com/dott-dietrich-klinghardt-volessi-mettere-ginocchio-lumanita-spruzzerei-glifosato-cibo-spruzzerei-alluminio-nellaria-aggiungerei-un-po-alluminio/

 




Microchip sottopelle, Fusaro: “E’ la società di controllo di Deleuze. Superati Urss e Hitler”

Diego Fusaro, giovane filosofo che si definisce  “allievo indipendente di Hegel e Marx. Al di là della destra e della sinistra”, risponde ad alcune domande di intelligonews.it su un tema di cui si parla da tempo. Inizialmente si ridicolizzava chi parlasse di microchip sottopelle; adesso pare non ci sia niente da ridere.

Sorgente: Microchip sottopelle, Fusaro: “E’ la società di controllo di Deleuze. Superati Urss e Hitler” – Intelligo News – notizie, ultima ora e gossip




Come ci hanno deindustrializzato

Dopo aver pubblicato la conferenza di Ettore Gotti Tedeschi, proprio sulla deindustrializzazione dell’Italia, ecco un’altra voce, quella dell’economista Nino Galloni, anche lui testimone di fatti che hanno cambiato la storia dell’Italia, in peggio.

Lavoro ad opera di Claudio Messora, byoblu.com




Le quattro fasi del declino dell’Italia

Un intervento di Ettore Gotti Tedeschi al Centro Machiavelli del 18 febbraio 2017. Per capire la situazione economica in cui versa l’Italia. Linguaggio non paludato. Analisi schematica.

Importante punto.




Un manifesto contro la follia neoliberista

Un vero e proprio manifesto programmatico, in pochi punti, dell’avvocato Marco Mori, segretario nazionale di Riscossa Italia. Con citazioni di Ghidini, La Pira e Aldo Moro. Niente politichese, nessuna ideologia, attuare la Costituzione. Non in politichese; in italiano.

Un manifesto contro la follia neoliberista

Grazie al Sindaco di Berceto, Lucchi, il mio breve manifesto contro il neoliberismo è stato inoltrato a tutti i sindaci d’Italia. Un fatto straordinario per riuscire ad aprire sempre più le menti, verso la ragione unica della crisi.

* * * *

La crisi economica non accenna a finire, è giunta dunque l’ora che le Istituzioni comprendano quali sono le sue ragioni, altrimenti sarà impossibile risolvere questo drammatico problema.

L’analisi non può essere infarcita da ideologie o dogmi, ma deve guardare in faccia la realtà e per la comprensione della stessa nulla ci aiuta di più che studiare la genesi della nostra Costituzione.
La nostra Carta fissa i suoi principi fondamentali e poi elabora un modello economico e sociale idoneo a rendere effettivi tali principi e così raggiungere gli obiettivi su cui si fonda la Repubblica, in primis quello di garantire il diritto al lavoro in senso ampio, quale massima espressione della dignità umana.

Gli articoli della parte economica della Costituzione, ovvero quelli che vanno dal 35 al 47, tracciano una rotta che oggi è stata completamente tradita, tale tradimento è la causa unica della situazione che viviamo. In sostanza la crisi economica dipende da un perdurante fatto illecito che si consuma ormai da alcune decadi.

L’iniziativa privata era certamente riconosciuta dai nostri Padri Costituenti, come era riconosciuto il diritto di proprietà, ma entrambi avevano limiti. L’iniziativa privata, se si vuole rispettare la Costituzione e garantire il maggior benessere possibile, non può infatti svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana (art. 41 Cost.). La proprietà può essere in particolare limitata allo scopo di divenire accessibile a tutti e per assicurarne la sua funzione sociale.

I Padri Costituenti in sostanza mettevano al bando il capitalismo privo di controlli democratici e di limiti, ovvero era bandito il super capitalismo, era dunque bandito proprio il modello che oggi impera nel mondo e che ha trovato addirittura in Europa una vera e propria codificazione all’interno dei Trattati Europei. Oggi siamo davanti ad un liberismo ordinamentale, ovvero all’ordo-liberismo.

Se si esamina compiutamente il ragionamento che portò i nostri Padri Fondatori a disciplinare questo modello economico si comprende benissimo che si riconosce nell’egoismo un motore di sviluppo, ma si comprende anche che se esso non viene limitato, la società ne viene interamente travolta.

Gustavo Ghidini, deputato dell’Assemblea Costituente, ci ricordava già nel 1947 che:

“Se si lascia libero sfogo alla legge della libera concorrenza e alla libera iniziativa animata solo dal fine del profitto personale, si arriva pur sempre al super capitalismo e così a quelle conseguenze (omissis…) fra le quali primeggia la guerra tremenda che fu la rovina di tanti popoli (omissis…).

Ci sono limiti, perché non si vuole che si formino delle grandi concentrazioni di proprietà che sottraggono all’iniziativa privata grandi strati di produttori e costituiscono a un tempo delle potenze economiche tali che, se anche potessero condurre ad un grado di produttività più elevato, portano altresì a quella potenza politica che, non avendo altro intento che il vantaggio patrimoniale privato, disconosce e travolge gli interessi materiali, morali e politici della collettività scatenando quelle conflagrazioni che ci hanno portato alla miseria attuale.
Noi invece vogliamo che la proprietà si conformi alla sua funzione sociale”.

Un brivido scuote quando si prende atto che, per i Costituenti, la seconda guerra mondiale fu la conseguenza del super capitalismo, proprio di quello stesso super capitalismo che domina anche i nostri tempi e che, se non fermato, anche nella sua evoluzione ordinamentale, porterà alle stesse identiche conseguenze.

Altrettanto degne di menzione le parole di Giorgio La Pira che, sempre durante l’Assemblea Costituente, invitata a cercare una terza via in economia, stante il fallimento, già acclarato settant’anni fa, del liberismo:

“l’attuale situazione di fatto, nella quale esistono larghe crisi periodiche di disoccupazione mentre non è attuata una effettiva e consapevole partecipazione della massa lavoratrice al meccanismo produttivo, sorge il problema: l’ordinamento economico liberale, che ha creato questi due fatti, ha una virtù interna tale da poterli superare? La risposta non può essere che negativa.

Di qui la domanda: qual è lo strumento economico nuovo e quindi la nuova struttura economica capace di superare questi due fatti? Respinto l’ordinamento liberale, occorre creare una struttura economica nuova, la quale realizzi quella dignità della persona umana sulla quale tutti sono d’accordo”.

Ed ancora Aldo Moro:

“è effettivamente insostenibile la concezione liberale in materia economica, in quanto vi è necessità di un controllo in funzione dell’ordinamento più completo dell’economia mondiale, anche e soprattutto per raggiungere il maggiore benessere possibile. Quando si dice controllo della economia, non si intende però che lo Stato debba essere gestore di tutte le attività economiche, ma ci si riferisce allo Stato nella complessità dei suoi poteri e quindi in gran parte allo Stato che non esclude le iniziative individuali, ma le coordina, le disciplina e le orienta”.

Oggi l’Unione Europea, ben lontana dall’essere quel sogno di pace e fratellanza di cui ci avevano parlato, è un’insieme di norme giuridiche che vieta allo Stato di fare ciò che i nostri Padri fondatori desideravano, alla luce delle tragedie che avevano vissuto.

L’Unione vieta il controllo, la disciplina ed il coordinamento dello Stato nell’economia, anzi si pone in condizione di eliminare lo Stato stesso, impedendogli addirittura di detenere una delle sue prerogative fondanti, la sovranità monetaria: il potere di creare moneta dal nulla e di imporre tale moneta come mezzo di pagamento sul proprio territorio.
La Banca Centrale europea ha l’incredibile divieto di creare moneta per gli Stati, potendolo fare solo in favore dei mercati finanziari, non è una prestatrice illimitata di ultima istanza. In sostanza siamo in presenza del massimo liberismo possibile dove lo Stato viene retrocesso al livello di qualsivoglia soggetto di diritto privato, e come ogni soggetto privato può fallire per ragioni di diritto commerciale.

Senza una Banca Centrale lo Stato non controlla l’economia, ma subisce inerme qualsivoglia attacco speculativo sia gradito ai grandi detentori di capitale, tradendo l’opposto disposto costituzionale che invece impone che la Repubblica debba disciplinare, coordinare e controllare il credito (art. 47 Cost.).

Con i vincoli di bilancio, si pensi al noto tetto del deficit, abbiamo poi trasformato la società in quella che Keynes chiamava “la parodia dell’incubo di un contabile”.
Ricordava l’economista in “Autarchia Economica” del 1933 che già nel secolo XIX, proprio come avviene oggi:

“tutta la condotta della vita era stata ridotta a una specie di parodia dell’incubo di un contabile. Invece di usare le loro moltiplicate riserve materiali e tecniche per costruire la città delle meraviglie, gli uomini dell’ottocento costruirono dei sobborghi di catapecchie; ed erano d’opinione che fosse giusto ed opportuno di costruire delle catapecchie perché le catapecchie, alla prova dell’iniziativa privata, «rendevano», mentre la città delle meraviglie, pensavano, sarebbe stata una folle stravaganza che, per esprimerci nell’idioma imbecille della moda finanziaria, avrebbe «ipotecato il futuro», sebbene non si riesca a vedere, a meno che non si abbia la mente obnubilata da false analogie tratte da una inapplicabile contabilità, come la costruzione oggi di opere grandiose e magnifiche possa impoverire il futuro”.

Uno Stato, al crescere dell’economia, avrà anche la necessità di immettere nel sistema una sempre maggiore quantità di moneta, che consenta ai cittadini sia di risparmiare che di continuare a scambiare beni e servizi.

Se lo Stato si priva della possibilità giuridica di fare politiche espansive, sarà l’intera economia che non potrà più espandersi.

Se lo Stato si indebita poi in una moneta che non può emettere, ovviamente potrà, esattamente come avviene oggi, trovarsi nella situazione di non poter onorare i suoi debiti, sarà obbligato a recuperare i soldi necessari dalle tasche dei cittadini, impoverendoli.

La messa al bando delle politiche espansive, dietro il dogma “imbecille” dell’aver vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ha una precisa valenza politica e sociale. Consente a quei pochissimi privati che detengono grandi strati di proprietà e capitali, di smantellare pezzo dopo pezzo tutto ciò che è pubblico, appropriandosi di ulteriori beni, di ulteriore ricchezza, ed in definitiva di ulteriore potere.

Se si gioca a Monopoli, perfetto esempio di applicazione teorica neoliberista, le ricchezze e le proprietà, in assenza dell’intervento redistributivo dello Stato, finiscono tutte in mano ad un solo giocatore, tutti gli altri perdono tutto.

Ma nella vita reale chi perde tutto si trova senza più alcuna dignità e talvolta arriva addirittura a togliersi la vita, al contrario chi detiene ogni ricchezza si trasforma in un potere politico in grado di travolgere, come ricordava appunto Ghidini, diritti e democrazia.

Così i Parlamenti, come denunciato anche di recente dal Ministro della Giustizia in carica Orlando, vengono svuotati dei loro poteri e messi di fronte a fatti compiuti che si determinano in ambito sovranazionale. Ecco come il Ministro spiegò l’inserimento del pareggio in bilancio in Costituzione, come un ricatto dei mercati finanziari e della Banca Centrale Europea che ne tutela gli interessi.

Così si dice anche addio alla sovranità, che apparterrebbe al popolo e non certo al capitalista più influente.
A questo punto è necessario porre fine a questa drammatica situazione ponendo in essere i seguenti provvedimenti con effetto immediato:

1. ripristino della sovranità monetaria ed economica dello Stato;

2. abbandono delle politiche di austerità ed immissione, attraverso la spesa pubblica in deficit, da finanziarsi attraverso una Banca Centrale controllata dallo Stato, o anche attraverso la Zecca, della moneta necessaria a far ripartire la domanda di beni o servizi oggi distrutta dalle politiche dissennate di austerità;

3. piena occupazione quale obiettivo delle politiche monetarie dello Stato, abbandono del dogma della stabilità dei prezzi imposto dall’UE;

4. applicazione del diritto del lavoratore ad una retribuzione adeguata alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a se ed alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa, fine delle politiche di deflazione salariale;

5. ripristino della funzione sociale della proprietà limitando gli accentramenti eccessivi della stessa e redistribuendo tra la popolazione le relative ricchezze, misura che dovrà riguardare i grandi gruppi di capitale nazionale ed internazionale che dovranno essere nuovamente sottoposti a regole in funzione dell’interesse pubblico, proprio al fine di raggiungere il maggior benessere possibile ed impedire che il potere economico diventi nuovamente un potere politico;

6. divieto delle iniziative private in contrasto con l’interesse pubblico e pieno potere del Parlamento di coordinare, disciplinare e controllare l’economia secondo la volontà dei rappresentanti del popolo.

In parole povere dunque ciò che va fatto è unicamente applicare alla lettera la Costituzione del 1948 e tornare a rispettare il modello economico sociale in essa contenuto. I mercati non possono nulla contro uno Stato, l’attuale nostra sottomissione ad essi è solo dovuta alla mancanza della sovranità. Se lo Stato tornerà nel possesso dei suoi elementi fondanti, tra cui appunto la sovranità, i mercati non potranno più porre in essere alcun tipo di ricatto e, esattamente come volevano i Padri Costituenti, la sovranità del popolo italiano tornerà ad essere incondizionata ed incondizionabile sul nostro territtorio fermando l’eversione dell’ordinamento democratico in corso.

Immaginiamo il futuro, immaginiamo uno Stato che torni ad essere semplicemente normale, facendo solo ciò che la Costituzione già prevede.

Avv. Marco Mori – Riscossa Italia, autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on line su ibs.




“Solo chi conosce la verità potrà difendersi” di Giulietto Chiesa

Se questo intervento fosse stato fatto prima dell’apertura di questo blog avrei potuto dire di essermi ispirato ad esso. Invece l’intervento è di ieri, la frase di Lev Tolstoj sotto il titolo del blog si trova lì dall’inizio. Lo dirò a Giulietto, che su certe cose siamo molto in sintonia…




Cose che Moro Sapeva. Quarant’anni prima di noi – Pietro Ratto

Un’altra importantissima intervista di Claudio Messora a Pietro Ratto a proposito del suo ultimo libro sul caso Moro.

Aldo Moro è oggi, qui, adesso! Pietro Ratto, filosofo, giornalista, insegnante e musicista, racconta al pubblico di Byoblu, intervistato da Claudio Messora, le “cose che Moro sapeva”, nel suo libro “L’Honda anomala”




Idiozia e dolo. Come la sinistra prepara l’invasione

Ottimo dossier di Giampaolo Rossi, fitto di dati, date e documenti. Molto interessante, un obbligo leggerlo se vogliamo capire i meccanismi di ciò che succede e trarre le conclusioni, eventualmente ci fosse ancora concesso votare.

 

QUEI MANIFESTI DEL PD
Era il 2009 e le città italiane si riempirono di questi manifesti colorati, targati Pd.
Doveva ancora venire il “contrordine compagni” con cui, nel lessico politically correct della sinistra italiana, la parola “clandestini” sarebbe stata abolita; anche per legge, visto che pochi anni dopo il governo Renzi-Alfano avrebbe depenalizzato il reato di immigrazione clandestina togliendo, di fatto, l’unico freno legislativo all’invasione dal Mediterraneo.
Ma il manifesto piddino del 2009, rimane una pietra miliare della stupidità della sinistra, della sua criminale responsabilità nel disastro che stiamo vivendo, della sua ipocrisia vestita di peloso umanitarismo.

In quei mesi l’Italia aveva da poco chiuso un accordo con il governo libico: Il “Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione” stipulato tra Berlusconi e Gheddafi, rappresentava anche il più efficace strumento di controllo dell’immigrazione dal sud del mondo (peraltro in buona parte finanziato dall’Unione Europea).
Nei tre anni precedenti (dal 2006 al 2008), gli anni del Governo Prodi per intenderci, il nostro Paese aveva conosciuto una prima invasione dal Mediterraneo con numeri di sbarchi mai raggiunti fino a quel momento: oltre 100 mila. Numeri che oggi fanno quasi sorridere rispetto a quello che sta avvenendo.
Quando Berlusconi arrivò a Palazzo Chigi, nel Giugno 2008, il nuovo esecutivo approntò immediatamente la decisione dell’accordo bilaterale per bloccare gli sbarchi. L’accordo, approvato dal Parlamento all’inizio del 2009, ottenne uno straordinario risultato: in quello stesso anno gli immigrati sbarcati si ridussero a 9.500 e l’anno successivo (2010) solo a 4 mila.
Ovviamente questi risultati si ottennero non solo perché c’era un Governo che aveva chiaro cosa significasse difendere la sovranità nazionale e gli interessi del Paese, ma anche perché la situazione geopolitica lo consentiva.

Dal 2011 le cose cambiarono: la Primavera Araba, che secondo i cantori del progressismo democratico doveva portare libertà e benessere, generò solo conflitti e radicalizzazione islamista facendo esplodere come una polveriera il nord Africa. La criminale guerra di aggressione alla Libia voluta da Sarkozy ed Obama (e benedetta dagli intellettuali di sinistra) trasformò quella nazione in uno Stato fallito, oggi via centrale di passaggio del nuovo mercato degli schiavi.
La guerra alla Siria, voluta dalle potenze occidentali, dai loro pusher sauditi e dall’élite mondialista, ha completato l’opera di trasformazione di Africa e Medio Oriente in un’area destabilizzata, con una forza demografica dirompente che preme in maniera irreversibile sui confini dell’Europa generando l’esodo migratorio le cui conseguenze le sconteremo per almeno 50 anni.

Ma il 2011 cambiò anche il corso del nostro Paese; il complotto ordito dai centri di potere tecnocratico contro il governo Berlusconi e realizzato da Napolitano, dalla sinistra e dal Deep State italico (quella palude contaminata di magistratura, poteri finanziari, media e grande industria) ha di fatto commissariato la nostra democrazia sospendendo la sovranità popolare ed alternando governi tecnocratici e del Pd imposti da giochi di potere e ricatti incrociati.

I CAMALEONTISenza-titolo442
Ed è in questa fase che la sinistra italiana ha cambiato per l’ennesima volta la sua pelle e, con la capacità camaleontica che la caratterizza, ha archiviato definitivamente l’internazionalismo proletario per quello globalista.
Perché parliamoci chiaro, alla sinistra degli immigrati non frega nulla tranne quando dieci di loro vanno a disturbare l’estetica delle ville radical-chic di Capalbio; e a quel punto è facile vedere intellettuali, imprenditori liberal, boiardi di Stato, femministe al caviale e vecchi notabili di partito ribellarsi alla contaminazione multiculturale.

E se un tempo a sinistra avevano il pudore (e l’ipocrisia) di costruire una narrazione umanitaria dietro il loro disegno di favorire l’immigrazione (sono “profughi a cui non possiamo negare ospitalità”, sono “poveri da accogliere” ci dicevano), oggi non hanno neanche il bisogno di manipolare la parola: la Boldrini li chiama “risorse” (più che altro necessarie ad alimentare quel business dell’accoglienza di cui il mondo catto-comunista si ciba da anni) e Tito Boeri ci dice che serviranno a “pagarci le pensioni” (cosa ovviamente non vera perché l’immigrazione di massa non servirà a pagare le pensioni agli italiani ma a garantire forza lavoro a basso costo nella nuova ristrutturazione economica in atto).

Fatto sta che negli ultimi anni, la sinistra di governo ha scientificamente approvato o progettato decisioni atte a favorire l’immigrazione invece che a controllarla e arginarla: dalla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina, allo Ius Soli che anche ieri Renzi ha definito “una battaglia di civiltà” e su cui inspiegabilmente si stanno mobilitando intellettuali, poteri economici, pezzi del mondo catto-comunista, affinché la Legge passi anche a colpi di fiducia. Uno strano senso delle priorità per il Paese sopratutto considerando che l’attuale legislazione già garantisce ai cittadini stranieri di divenire italiani attraverso un serio percorso di maturazione e consapevolezza (tanto che, come abbiamo dimostrato in questo articolo, in due anni abbiamo dato la cittadinanza a 400 mila nuovi italiani).

E così un risvolto “immigrazionista” lo si può trovare anche in battaglie del Pd apparentemente lontane dal tema. Per esempio, l’obbligatorietà dei vaccini imposti per legge dallo Stato in quantità che non impone nessun altro Governo europeo ai propri cittadini, può essere letto come la preparazione ad un’invasione; è scappato detto alla stessa ministra Lorenzin: la vaccinazione di massa servirà a scongiurare “malattie di ritorno” dovute ai “flussi migratori di milioni di persone che provengono da paesi in cui queste epidemie ci sono”. 

E così, anche lo scandalo di questi giorni va letto in una luce diversa:  che il governo Renzi nel 2014 abbia chiesto all’Ue che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia (come ha rivelato incautamente Emma Bonino) non può essere spiegato solo con il dilettantismo di un leader arrogante e incapace che ha cercato di barattare con l’Europa, il fallimento economico del proprio governo; è lecito pensare che sia voluto allo scopo proprio di aumentare la presenza di immigrati nel nostro Paese.

pd-20130820-182411IDIOZIA E DOLO
La sensazione è che l’Italia si appresti a diventare un test di laboratorio, la sperimentazione di come dissolvere uno Stato nazionale ed imporre modelli sociali e politici più funzionale alla globalizzazione apolide. E la sinistra sta scientificamente operando per questo, scardinando l’assetto demografico, sociale e culturale dell’Italia; accettando passivamente l’immigrazione incontrollata come fosse un disegno del destino e non uno “schema indotto” dal potere globalista.

Per chi volesse approfondire cos’è “l’immigrazione indotta”, l’abbiamo spiegato qui.

Tutto questo, quindi non è solo idiozia della sinistra (che comunque accompagna buona parte della sua intellighenzia mainstream); è proprio un disegno che i maggiordomi di Soros e dei suoi potenti amici, stanno cercando di attuare partendo dal nostro Paese; perché qui è dove è più debole l’identità nazionale, minata da 70 anni di catto-comunismo e dove i poteri forti garantiscono da tempo governi non eletti dai cittadini che, non dovendo rispondere alla sovranità popolare, possono rispondere alla sovranità dell’élite globalista (ed è questo il motivo per cui, nel pieno dell’emergenza immigrazione e nei giorni in cui è scoppiato lo scandalo della Ong, George Soros si è precipitato a Roma ad incontrare “riservatamente” il Presidente del Consiglio italiano per dispensargli suggerimenti e magari qualche sereno avvertimento).

L’immigrazionismo è la nuova ideologia del sinistra italiana. Il nuovo approdo di una cultura debole che si arrende alla forza del potere tecnocratico. Ecco perché occorre smascherare l’ipocrisia umanitarista dei nuovi schiavisti.