Aleppo e Raqqa: la doppia verità dei media

Ancora un pezzo di Giampaolo Rossi dal suo blog ospitato da Il giornale, tanto per puntualizzare che siamo immersi in un bagno informativo puzzolente. Le menzogne che ci hanno raccontato sulla vicenda della Siria non sono finite e quello che prevale non è l’informazione, ma il bisogno di replicare una versione romanzata dei fatti. Cosa che sottolinea e documenta molto bene Gaiampaolo Rossi.

Ci domandiamo che prospettive abbiano i giovani che vogliano intraprendere la carriera di giornalisti, visto l’aria che tira.

IL PUNTO DI NON RITORNO
Era più o meno un anno fa quando l’esercito siriano e l’aviazione russa lanciarono l’assalto definitivo per la liberazione di Aleppo da tre anni sottomessa al terrore jihadista dell’Isis.
La battaglia fu devastante, quartiere per quartiere, casa per casa. Il costo umano spaventoso e il prezzo di sangue che la popolazione dovette pagare, altissimo; come sempre accade quando la storia si muove lungo il crinale delle “guerre per la libertà”.La battaglia di Aleppo ha segnato le sorti di quella che l’Occidente chiama guerra “civile” siriana, ma che i siriani chiamano guerra di aggressione; ed è stato grazie a questa vittoria che le bande di tagliagole tafkire e i mercenari jihadisti (travestiti da ribelli) hanno iniziato quella ritirata che sta liberando la Siria dall’incubo del Califfato.

Eppure in quei giorni l’Occidente era preoccupato solo di una cosa: denunciare i bombardamenti russi con l’aggiunta di descrizioni di crudeltà commesse dall’esercito siriano.
Intellettuali, giornalisti e politici facevano a gara per dimostrare che Aleppo era la fine della civiltà per colpa di Assad e Putin.
Le canaglie islamiste che da tre anni tenevano sotto il giogo gli abitanti di una delle più libere città del Medio Oriente, sembravano le vittime.

BUGIE SU BUGIE SU BUGIE
Bernard Henry-Levy, il menestrello delle bombe umanitarie che da 30 anni benedice le guerre dell’Occidente, i massacri e le violazioni del Diritto sotto forma di civiltà democratica, regalava aulici articoli in cui, parlando dell’assedio di Aleppo, definiva Putin “piccolo zar volgare capo di uno Stato canaglia” e Assad “l’anima più abietta, nera e vigliacca tra quelle dei peggiori criminali della nostra epoca”.
Proprio lui, il consigliere di Sarkozy che inventò la balla dei Ribelli libici per legittimare l’aggressione Nato distruggendo una nazione chiave negli equilibri nordafricani e consentire il suo saccheggio economico e morale; lui che ha benedetto l’assalto alla Siria e prima quello alla Serbia (grazie al quale oggi i Balcani sono la centrale jihadista d’Europa).

Le tv americane non risparmiavano incredibili servizi in cui affermavano che 100 mila persone erano intrappolate nella “enclave ribelle” (così erano definiti i miliziani di Al Qaeda e Al Nusra) e che le truppe siriane facevano esecuzioni di massa; dimenticando che l’area sotto assedio era di 3 km quadrati, e che i soldati siriani sacrificavano la loro vita per liberare e soccorrere la popolazione aprendo corridoi umanitari mentre sui siti jihadisti si propagandavano video orribili e foto delle torture e decapitazioni di soldati siriani catturati dai “Ribelli”.

Obama minacciava nuove sanzioni contro la Russia se Putin non avesse fermato l’offensiva di Aleppo. In Germania e Gran Bretagna si promuovevano appelli per denunciare i russi di crimini di guerra.
I giornali italiani si distinguevano in Europa per una faziosità al limite dello sciacallaggio. Su tutti il Corriere della Sera dove si potevano leggere articoli sul “genocidio dei bambini di Aleppo” con l’immancabile foto dei Caschi Bianchi che Hollywood si stava preparando a consacrare come i nuovi eroi, o resoconti la cui disonestà intellettuale raggiungeva vette straordinarie: come questo della immancabile Rula Jebreal (versione femminile di Bernard Henry Levy) che paragonava Aleppo al Ruanda affermando che la strategia di Assad era “rilasciare gli jihadisti e perseguitare gli attivisti per la democrazia, torturarli e massacrarli”.

Bugie su bugie su bugie

L’Occidente su Aleppo costruì le sue migliori fake news per dimostrare all’opinione pubblica internazionale che i cattivi erano russi e siriani; o al massimo che tra loro e l’Isis non c’era differenza.
Una delle più famose fu la storia del piccolo Omran, trasformata in simbolo della spietatezza russa. Una costruzione emotiva straordinariamente filtrata da quella foto divenuta simbolo del dolore e di quella innocenza violata che ogni maledetta guerra porta con sé.
La vera storia della foto e del piccolo Omran l’abbiamo raccontata qui, nel silenzio dei media occidentali in una delle più vergognose manipolazioni tra le tante messe in atto dal mainstream occidentale.

DKwT4QdW4AAPPgTOggi Aleppo è libera, grazie a quel sacrificio di sangue, di dolore; e i suoi abitanti rimettono in piedi le rovine fisiche e spirituali di una guerra criminale che i siriani non hanno voluto; come in questa foto dove giovani cristiani e musulmani si apprestano ad assistere ad un concerto musicale nella cittadella; immagini di un ritorno alla vita e alla speranza che nessun media occidentale farà vedere.

SILENZIO SU RAQQA
Ora, in questi giorni, a Raqqa, capitale del Califfato Islamico, si sta consumando una battaglia del tutto simile a quella di Aleppo. Solo che qui, a bombardare le postazione jihadiste sono gli americani e a terra, l’avanzata è condotta da curdi e reparti speciali Usa. Anche qui è una battaglia casa per casa; anche qui i morti civili sono un numero esorbitante (lo racconta in questo bel reportage Marco Gombacci su Gli Occhi della Guerra).
Nelle ultime settimane le Nazioni Unite hanno contato 150 morti civili di 6 bombardamenti Usa.
Qualche giorno fa, Airwars ha stimato che, nel mese di Agosto, l’offensiva americana ha causato almeno 430 morti civili in 72 bombardamenti della Coalizione.
Numeri “inaccettabili” secondo le Nazioni Unite che affermano che le forze d’attacco potrebbero “non rispettare i principi internazionali di prevenzione, distinzione e proporzionalità del diritto umanitario internazionale”.
Eppure di tutto questo non trovate traccia sul mainstream occidentale; nessun afflato emozionale, nessuna accusa di genocidio, barbarie, nessun Ruanda all’orizzonte.

Sia chiaro, non saremo certo noi ad accusare l’America di crimini perché siamo convinti che i vertici militari Usa e quelli politici stiano facendo di tutto per limitare le vittime civili, soccorrere la popolazione e alleviare le sofferenze dei civili, inevitabili quando hai a che fare con un nemico che non rispetta le regole umanitarie, né quelle di guerra, né quelle dell’onore; che si fa scudo dei civili e utilizza il terrore delle esecuzioni per piegare le resistenze di una popolazione ostile.
Ma questa verità che vale per Raqqa dove i bombardamenti sono americani (o a Mosul in Iraq dove la battaglia di liberazione della coalizione Usa ha prodotto 7.000 morti civili stimati da Amnesty) non valeva per Aleppo dove i bombardamenti erano russi: perché?

LA LIBERTÀ È VERITÀ
In una guerra ci sono crimini fisici e crimini morali: manipolare la verità da parte dei media, appartiene ai secondi. Se un aereo russo uccide un civile è un crimine di guerra, un orrore della disumanità; se un aereo americano o occidentale uccide 10 civili è un danno collaterale, un incidente di percorso nella lotta per la libertà.

Ma la libertà è strettamente connessa alla verità. E questo è ciò che ha rappresentato il tratto distintivo dell’Occidente, la sua carta d’identità da mostrare alla dogana della storia.
I media occidentali, da almeno due decenni, sembrano aver perso il senso di questa relazione: il naturale legame tra una verità da raccontare e la libertà da difendere. Questa perdita è il vero pericolo per la democrazia.

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/09/28/aleppo-e-raqqa-la-doppia-verita-dei-media/?mobile_detect=false


Su Twitter: @GiampaoloRossi

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USA E ISIS ATTACCANO INSIEME LE FORZE RUSSE IN SIRIA

Breve commento di Giulietto Chiesa da Facebook.

Secondo informazioni di diversi siti statunitensi e russi, raccolte dal blog di Paul Craig Roberts, in almeno tre occasioni documentate, i servizi segreti USA che operano sul campo in Siria, agiscono con il deliberato scopo di uccidere soldati e ufficiali russi. In un caso ci sono riusciti, uccidendo il generale Valerij Asapov, insieme a due colonnelli di cui non viene fornito il nome. In un altro caso, nei pressi di Der es Zor, l’ISIS, appoggiata dai militari americani ha cercato di intrappolare 29 soldati e ufficiali russi. L’operazione è stata sventata con l’intervento della forza aerea russa, che ha inflitto gravi perdite ai terroristi. I russi hanno fornito le prove fotografiche della convergenza tra ISIS e i consiglieri americani.
Considerazione ovvia: è ormai evidente anche ai ciechi che Pentagono e CIA furono fin dall’inizio protettori e alleati di Daesh. Adesso che la ritirata dei tagliagole è in pieno svolgimento, si vede meglio di prima che l’America è il protettore del terrorismo. Quello stesso che mette le bombe in Europa e esegue gli attentati nelle capitali europee. Gli organizzatori sono gli stessi. Siamo sotto il ricatto del nostro principale alleato della Nato. Qualcuno lo va a spiegare al nostro ministro degl’interni, signor Minniti? E qualcuno lo va a spiegare al candidato premier Di Maio che ci ha già annunciato di voler restare nella NATO?




Il 96% dei casi di pedofilia dei preti sono infondati

L’ultimo presunto scandalo di pedofilia ha dato adito ai media di continuare a dipingere la Chiesa come un covo di pedofili; dunque con questo articolo cerchiamo, nel nostro piccolo, di ristabilire un poco di verità, dato l’assordante silenzio di quasi tutti i media che hanno strillato le accuse al cardinale Pell e adesso vigliaccamente tacciono, tanto oramai il danno è fatto, con buona pace dell’onestà intellettuale e della deontologia giornalistica.

Dalla redazione di Campari & de Maistre

Si sgretolano le accuse contro Pell

Oggi è il 28 settembre ed esattamente tre mesi fa il Cardinale Pell si apprestava a difendersi davanti ad una corte australiana dalle infamanti accuse di pedofilia, piombategli fra capo e collo, che lo hanno esposto ad una gogna mediatica pesantissima.
Prendendo atto che, anche in area cattolica “conservatrice” il nostro blog è stato fra i pochissimi che si è speso per difenderlo (mentre Giuliano Ferrara lo difese su Il Foglio), molti lettori ci hanno chiesto come mai, dopo quell’interrogatorio di tre mesi fa nel quale il cardinale si è dichiarato innocente, è calato il silenzio tombale sulla questione.
Ebbene, possiamo dire con certezza che il silenzio è calato perché i media sono estremamente imbarazzati. Le accuse si sono sciolte come neve al sole e il card. Pell si sta apprestando a tornare a Roma da trionfatore, forte anche di un sostegno dell’opinione pubblica australiana che poco tempo fa sembrava vacillare.

Al riguardo, ci pare opportuno citare un articolo comparso sul Venerdì di Repubblica, riportato da Dagospia, grassetti nostri:

In Australia, invece, l’opinione pubblica cattolica è convinta della sua innocenza e con una sottoscrizione sta generosamente finanziando le spese legali per la sua difesa”.
“E che queste [accuse] fossero inconsistenti è apparso chiaro l’ 8 settembre quando il tribunale ne ha consegnato agli avvocati difensori una sintesi. Gli accusatori (e gli avvocati) appartengono a quella compagnia di giro che ha già portato uomini e donne di Chiesa (il 96 per cento delle volte, senza giusta causa) davanti ai tribunali di Inghilterra ed Irlanda. E se non ci fossero state le polemiche e i veleni che la sua avventura romana ha coagulato contro la sua persona , il cardinale Pell forse avrebbe affrontato questa disavventura senza dover diventare la caricatura che gira sul web”.
“Ora che il processo appare per quello che è, probabilmente Pell tornerà a Roma. E a quanti allora papa Francesco presenterà i suoi ormai famosi conti?”

Dunque ricapitolando:
Pell ha fatto girare le scatole a molta gente, a partire dalla lobby che si occupa di mungere le diocesi australiane chiedendo risarcimenti su accuse infondate, passando per il sistema mediatico australiano che al grosso prelato l’ha giurata da anni;
Probabilmente qualcuno in Vaticano ha pensato bene di usare queste porcherie per levarlo di mezzo, ma come si vede l’operazione è durata l’arco di un’estate.
– En passant, emerge che il 96% delle volte i religiosi tirati in mezzo in queste situazioni sono innocenti.

Per fortuna la verità viene sempre a galla, ma i media cercano di coprirla per bene, altrimenti dovrebbero spiegare perché e per conto di chi hanno cercato, in parte riuscendoci, di distruggere l’immagine di un uomo di Chiesa, che non ha mai fatto del male ad un bambino in vita sua.

Fonte:http://www.campariedemaistre.com/2017/09/si-sgretolano-le-accuse-contro-pell.html?m=1




Non siamo in una crisi economica: in realtà ci stanno ingannando

Sappiamo oramai che attualmente chiunque cerchi di ragionare e di proporre una interpretazione della realtà differente da quella che ci viene proposta a reti unificate e dai media in generale venga tacciato di complottismo.

Se colui che ragiona sui fatti e si procura le fonti e i documenti è un complottista, bene, siamo complottisti. Dunque complottista è un complimento.

 La conferenza del giurista e magistrato Luciano Barra Caracciolo del 27 ottobre 2016 serve per riuscire a capire che ci troviamo in un grande inganno, ordito a partire dagli anni ’40, si avete letto bene. Se avete ascoltato Paolo Barnard (Il più grande crimine) egli ha datato la nascita dell’Euro nel 1943…

L’occasione della conferenza è stata la presentazione del libro “Gli inganni della finanza – Come svelarli come difendersene” di Paolo Maddalena (giurista, magistrato, ex giudice costituzionale)

Tutto ciò potrebbe sembrare fantapolitica, o fantaeconomia, ma lasciatevi portare dalle argomentazioni di Barra Caracciolo, che ha basato la conferenza in questione su un approccio simile a quello di un pubblico ministero, dunque non basandosi su opinioni o interpretazioni ma su prove, prove scritte, dichiarazioni fatte, dai vari protagonisti della storia di cui vediamo e viviamo le conseguenze.

Al fine di facilitarvi la fruizione di questo magistrale intervento ci serviamo di una frase detta in questa occasione proprio da Barra Caracciolo: «…la complessità che io vi invito ad affrontare non è la complessità in sé, ma è la coscienza che quello che è da approfondire è soltanto diverso da quello che vi è stato detto e che voi non vi ricordate più quando vi è stato detto finché non è diventato ciò che voi credete di pensare»

 

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=9KD1uqYV17E




VACCINI: pediatra affronta il dr. Montanari in diretta!

La registrazione della diretta di RADIO STUDIO 54 risale al 15 marzo scorso, ma ci pare essere ancora attuale perché, grazie all’intervento di un pediatra vaccinatore possiamo verificare alcune nostre (errate) convinzioni sui vaccini.

A nostro avviso la situazione attualmente è complicata dal fatto che, incredibilmente, sono state trovate nei vaccini sostanze non dichiarate e incompatibili con l’organismo umano, elemento quest’ultimo ignorato dal Ministero della Salute (della salute di chi??). Di questi agenti patogeni esistono le foto e prove scientifiche che, pare, è vietato diffondere.

Apprendiamo dal dr. Montanari che ben tre denunce sono state fatte agli organi competenti, due ai NAS e una alla Procura della Repubblica di Catanzaro, ma sono state archiviate; qualcuno ci spieghi perché.

Inoltre il dr. Montanari racconta che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin scrisse a suo tempo una lettera al Parlamento Europeo perché fosse impedito al dr. Stefano Montanari di parlare. In tale occasione il dr. Montanari insieme al premio Nobel Luc Montagnier fecero la loro conferenza in un cinema di Bruxelles.

Adenocarcinoma con microparticella di Zirconio da 50 micron.

L’immagine da microscopio elettronico è tratta da: “Nanopatologie: cause ambientali e possibilità di indagine”, di Stefano Montanari*e Antonietta M. Gatti**

(*) NANODIAGNOSTICS, Via E.Fermi 1/L 41057 San Vito (Modena)

(**) LABORATORIO DI BIOMATERIALI, UNIVERSITÀ DI MODENA E REGGIO EMILIA

Per ragioni di Copyright potete ascoltare la diretta di Radio Studio 54 da qui

 



Questo è il potere: nomi e cognomi

“Questa conferenza è la base di tutto quello che stiamo vivendo. Senza l’ascolto di questa conferenza, è praticamente impossibile cogliere il nesso di quello che sta accadendo oggi, in Italia, in Europa, e nel mondo”.

Questo era l’incipit, il 7 luglio, quando abbiamo pubblicato questa conferenza. La riproponiamo perché la riteniamo fondamentale. Dopo averla ascoltata non si rimane indifferenti e si è stimolati a più profonde riflessioni, anche se ciò comporta senz’altro un certo livello di destabilizzazione; ma è il prezzo da pagare per una più profonda comprensione della nostra storia contemporanea.

 

Quello che ascolterete è una sintesi che si può confrontare con centinaia di analisi dei migliori giornalisti e intellettuali attualmente in circolazione. Le citazioni sono rigorose e tutte rintracciabili. Non interessa se il relatore in altre occasioni ha detto cose discutibili o se spesso ama il paradosso.

Qui avete accesso a preziose informazioni e a importanti collegamenti spesso non colti da seppur validi esperti.

Quello che state per ascoltare è, di tutti i punti che vi servono per comporre il disegno, il punto numero uno. A cura del grande Paolo Barnard

Anche stasera niente Sky.




Vaccini: il punto di Giulietto Chiesa

Fino a che siamo in tempo informiamoci correttamente su quanto sta accadendo sul tema dei vaccini. Qui abbiamo una pacata quanto documentata disamina di Giulietto Chiesa che ci conviene ascoltare dato che i nostri media sono capaci solo di alzare vere e proprie cortine di fumo, appositamente per renderci difficile una corretta valutazione del problema.

Della bimba deceduta per malaria non abbiamo sentito più niente, ma sappiamo che oramai dovrebbe essere pronto il vaccino contro la malaria della Glaxo GSK.

Fonte: pandoratv.it




Le auto elettriche, nuova frontiera ecologista; per diminuire l’emissione di CO2? Anche no.

Sulle auto elettriche e la loro irresistibile ascesa mediatica – purtroppo supportata dalle multinazionali, concretamente, abbiamo già pubblicato un importante contributo.

Qui si va sullo specifico con un articolo abbastanza complesso, scevro di opinioni politicamente corrette, e ricco di dati, per chi voglia documentarsi, seriamente, anche sulla storia del riscaldamento del pianeta causato dalle attività umane.

Cosa si nasconde dietro la spinta mediatica verso le auto elettriche, da imporre per legge ai consumatori (senza ridurre la CO2 emessa)

Auto elettrica una truffa? Mi direte dopo. Mi ha sempre intrigato la fesseria delle auto elettriche: ad oggi tali veicoli non riducono l’emissione di CO2, anzi la aumentano. Va ricordato che dietro a tale policy globale sulla CO2 (con visione distonica, vedasi il seguito) ci sono enormi interessi che puntano a far pagare ai consumatori un cambio tecnologico immaturo e dunque molto dubbio se non direttamente dannoso, imponendo tale – costosissima – tecnologia grazie a sovvenzioni pubbliche e leggi ad hoc. Sempre la solita storia, i grandi trend devono essere cavalcati economicamente dai soliti noti, col supporto dei governi….
Oggi leggo che VW, quella del dieselgate, prevede l’introduzione di un pulmino solo elettrico dal 2020.
Facciamoci alcune domande.

Prima di tutto, quale è la maggiore fonte di CO2 antropogenica (prodotta dall’uomo)? Risposta: la combustione fossile (87%, circa 33.5-34 mld tons, su un totale di emissioni antropogeniche pari a ca. 39 mld tons annue).

In particolare, la fonte maggiore di CO2 è la produzione di energia elettrica (41%), non i trasporti (intesi in aggregato su aria, ruote/strada, nave, rotaia, sia per merci che per persone: 22/23%), dati al 2012. Ossia la più grande, singola fonte di CO2 attuale – elettricità da combustibili fossili – è la stessa che dovrebbe essere utilizzata per alimentare le auto elettriche! Strano, eh?

Va inoltre ricordato come le emissioni annue di CO2 a livello globale nascondano una verità troppo spesso taciuta: sulla base di dati ufficiali (La Quere et al., 2013; IEA, 2013; IPCC, 4th Assessment Report, 2007) le emissioni naturali annue – ossia NON antropogeniche – di CO2 sono superiori a 770 miliardi di tonnellate di CO2 mentre le emissioni causate dell’uomo sono stimate in circa 39 miliardi di tonnellate (media su range SRES IEA: 29-49 mld tons CO2), ossia ca. 20 volte meno delle emissioni che occorrono spontaneamente, gettando il seme del dubbio sul reale effetto di una grande riduzione di CO2 anche, per ipotesi, del 10%, visto che ciò rappresenterebbe comunque una frazione del tutto marginale rispetto alle emissioni totali annue (CO2 naturale+antropogenica, 770+39 ca = ca. 809/810 mld tons). (vedrete oltre che tale valore, 10%, è il massimo di riduzione di emissione di CO2 raggiungibile per l’autotrasporto spostandosi verso l’elettrico con le tecnologie attuali; rappresentando per altro un’enorme riduzione di CO2 in un lasso di tempo così breve, ad es. al 2020, addirittura impensabile in assenza di un cambio radicale di tecnologia nella produzione di energia ad oggi non ipotizzabile nemmeno in via prospettica)

Infatti dei 39 mld tons di emissioni antropogeniche di CO2, meno di ca. 34 mld tons sono derivati dalla combustione fossile e di questi 34 mld ca. 8 mld di tons (23%) sono relative ai trasporti in generale, di cui ca. il 74% ossia meno di ca. 6.7 mld tons annue di CO2 sono relative al trasporto di persone su strada, includendo anche bus e taxi. Ovvero la riduzione del 10% indicata sopra come obiettivo dello shift elettrico nell’autotrasporto terrestre inciderebbe solo su 6.7 mld tons annue di CO2, implicando una riduzione massima di emissioni di 0.7 mld tons annue su una emissione globale di CO2 di oltre 800 mld tons. Una vera presa per i fondelli, che dite?  Va ricordato che la maggior fonte di C02 antropogenica deriva dalla generazione elettrica (usata per alimentare le auto elettriche), visto che i principali paesi (escluso il Canada e possibilmente la Francia per via del nucleare che però ha ben altre criticità) ottengono dal 60 al 90% della loro energia dalla combustione di combustibili fossili.
Dunque – conti alla mano – imporre i veicoli elettrici ai privati come soluzione dei problemi di emissione della CO2 globale significa raccontare una bugia di proporzioni epiche, anche e soprattutto in considerazione del fatto che, come verrà spiegato oltre, i veicoli elettrici NON riducono l’emissione globale di CO2 ma la aumentano!!!
Per dare un’idea, anche includendo solo gli elementi a supporto dei fautori dello shift elettrico dell’automotive senza considerare alcun elemento contrario, la sostituzione dei veicoli a motore a scoppio con i motori elettrici, sempre che ci sia una riduzione di emissioni, includendo anche il miglioramento di efficienza di generazione (la cui fisica è chiara, meno i costi associati che il gestore del servizio elettrico imporrà, con suo margine – vedasi oltre le stime termodinamiche) porterebbe ad un risparmio massimo di circa 0.6-0.8 mld tons CO2 annue – conto della serva – ossia meno dello 0.1% delle emissioni totali di anidride carbonica annue (naturali+antropogeniche), vedasi oltre, ipotizzando circa un 10% di riduzione di emissione di CO2 grazie allo shift elettrico negli autotrasporti su strada. Insomma, un nonnulla.

Va compreso se lo scopo è veramente quello di ridurre la CO2, che come vedremo non significa necessariamente limitare il riscaldamento globale.

In secundis, domanda, la CO2 è la sostanza che ha l’effetto più rilevante in tema di riscaldamento globale? La risposta è NO, ci sono numerose sostanza con un effetto di “warming” molto maggiore. Ad esempio il metano, che un effetto specifico da 15 a 25 volte superiore (vedasi sotto), secondo le varie fonti. Per non parlare dei clorofluorocaburi ancora oggi usati nei sistemi di condizionamento privato, industriale ed automobilistica che hanno un effetto serra CO2 equivalente di almeno 1500 volte la CO2. Pensate che addirittura la famosa emissione di ossidi di azoto NO(x) e di particolato che in teoria condannano il motore diesel – di cui allo scandalo dieselgate – hanno entrambi un effetto di raffreddamento sul pianeta, in quanto gli ossidi di azoto contribuiscono a dissolvere il metano presente in alta quota mentre i particolati riducono l’irradiazione solare che raggiunge la terra.

Tertium, le auto elettriche producono zero CO2? Risposta: NO, anzi le auto elettriche (ZEV) generano più CO2 di quanto evitano.
In effetti le autorità di Singapore hanno cassato brutalmente la supposta emissione zero delle auto ZEV di Tesla fissando per legge una reale immissione calcolata del produttore californiano usando dati ufficiali e metodologie pubbliche ovvero includendo la CO2 immessa in atmosfera in forza dell’elettricità usata e poi immagazzinata nelle batterie al Litio (enormemente inquinanti per l’ambiente, sia per la produzione che per lo smaltimento), pari a 222 g/km, ossia circa come la nuova Ferrari Portofino (240 g/km).


Recentemente uno studio di Morgan Stanley – in rappresentanza del mondo finanziario che conta – di fatto ha confermato tale tesi (infatti Tesla sta lentamente ma progressivamente scendendo in borsa).

Tradotto, base dati le auto elettriche (soprattutto le Tesla) si sostengono economicamente solo grazie ad enormi finanziamenti pubblici (introdotti dalla fallimentare presidenza Obama, ndr) ossia grazie a tasse imposte ai cittadini poi usate per arricchire soggetti privati che sebbene abbiano enormi cointeressenze con la politica Dem globale che conta in realtà fanno un danno netto ai cittadini sotto svariati punti di vista (tasse, ambiente ecc.), non generando certamente un vantaggio. Ricordo solo che Elon Musk, il proprietario di Tesla, è stato uno dei più ferventi sostenitori (e finanziatori) di Hillary Clinton/Fondazione Clinton.


Commento personale: in un periodo in cui i cittadini occidentali stanno annegando nel debito e nelle tasse non è più il momento di arricchire ulteriormente i soliti noti con supposte innovazioni addirittura dannose per la collettività.

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Se poi volete veramente approfondire il tema del riscaldamento del pianeta…

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Come vedete ho evitato bellamente la discussione sulla correttezza delle teorie sul global warming. Se può interessare, la mia personale view è che siamo più vicini ad un periodo di glaciazione che di riscaldamento globale, sebbene ciò non sia immediatamente dimostrabile, alla pari delle tesi sul riscaldamento globale. Infatti queste ultime si basano su dati che è stato provato scientificamente essere stati volutamente falsati con il fine di far emergere una situazione in cui prevalesse la teoria del global warming (vedasi “On the validity of NOAA, NASA, Hadley CRU Global Average Surface Temperature Data & the validity of EPA’s CO2 Endangerment Findings”, June 2017, paper verificato da eminenti ricercatori ed ex amministratori EPA oltre a scienziati del MIT e delle principali università americane). Inoltre resta perfettamente antiscientifico interpretare un fenomeno di lungo termine come il riscaldamento globale sulla scorta di solo circa 100 anni di storia (…).


La mia semplice osservazione è che oggi il clima del pianeta è più freddo di quello che fu nel medio evo o alla nascita di Gesù, non più caldo (caso scuola è la Groenlandia, Greenland in inglese – paese verde -, che solo alcune centinaia di anni fa era un enorme pascolo ma a causa del raffreddamento del pianeta, “Little Ice Age” tra il 1500 ed il 1600, è diventata una landa invivibile che, prima popolosa, si è rapidamente depopolata; idem il passaggio di Annibale sulle Alpi con gli elefanti, proprio perché il clima era più caldo allora, ndr).

Ossia l’errore sta nel confondere i trend di lungo termine con le esperienze a memoria d’uomo, diciamo 100 anni, esperienze “umane” che nella rappresentazione dei trend naturali non sono assolutamente significative. Ad esempio non vengono citate le influenze dell’attività solare, elemento che ha saputo spiegare per millenni le evoluzioni della temperatura sulla terra. O  di converso analizzare ad esempio le influenze gravitazionali interplanetarie – innegabili a livello teorico – sulla temperatura terrestre, fattore che dovrebbe invece interessarci molto in quanto secondo quanto riportato dai sumeri – che hanno saputo costantemente anticipare TUTTE le scoperte astronomiche poi rese di pubblico dominio dalla NASA, in realtà solo riprese dai nostri antenati – nei prossimi 70 anni il sistema solare vedrà il ritorno di un pianeta la cui orbita impiega molto più di Plutone a completare il suo ciclo di rotazione solare (e che corrisponde perfettamente ai cicli di temperatura di lungo termine sotto evidenziati, poco meno di 4000 anni). Oggi invece sembra si faccia a gara a puntare sempre e solo su un effetto relativamente significativo per quanto riguarda il riscaldamento, ovvero la CO2 in atmosfera. Capiremo il perchè più avanti.

Chi scrive, vista l’universale accettazione della teoria di una terra “viva” che si adatta (Gaia, cfr. J. Lovelock), si sente di propendere per un progressivo adattamento del globo terracqueo con il fine se necessario di tornare all’equilibrio di lungo termine ossia maggiore vapore acqueo a bassa quota in grado di raffreddare il pianeta, oltre ad esplosioni vulcaniche in grado di oscurare il cielo (…, in questo contesto i terremoti sono la prima parziale evidenza di detta – prossima, secondo lo scrivente – manifestazione, mentre fenomeni meteorologici estremi ne sono il corollario, sebbene l’indice ACE – Accumulated Cyclones Energy, smentisca anche questa tesi, vedasi il minimo dell’attività degli uragani mondiali negli ultimi 45 anni, dati al 2015, per approfondimenti in riguardo all’ACE ed uragani annessi vedasi il seguente articolo, al LINK ; vedasi in particolare l’enorme costo delle forti rinnovabili pagate già oggi dai piccoli consumatori italiani – non i grandi – con la componente A3, per altro esistente anche all’estero, che costa al kWh, in dipendenza dei paesi, anche il doppio del costo della mera energia! – DOMANDA: se si sostituiranno le auto diesel e benzina con l’energia elettrica chi pagherà per le accise che oggi gravano sui carburanti fossili da autotrazione? Dunque, l’energia elettrica raddoppierà di prezzo per compensare il buco di gettito oggi pagato dai consumatori di benzina e diesel quando si passerà alle auto elettriche?). Da qui la probabilità di una prossima, nuova glaciazione, tesi corroborata sulla base dei cicli solari ed alla bassa attività attesa dal sole nei prossimi anni (la correlazione tra le temperature storiche terrestri e tali cicli solari hanno ben spiegato le fluttuazioni di temperatura degli ultimi millenni, …).

 

Ma il punto saliente non è questo: l’errore – volutamente taciuto dai vari governi e scienziati al soldo – sta nella scientificamente scorretta gestione dell’equazione

– riscaldamento globale [^C] = f(emissione CO2)       [1]

Tale funzione [1] è infatti forviante e parziale: appunto confondere riscaldamento globale e emissione CO2 è forviante, a maggior ragione se non si intende combattere TUTTA la emissione di CO2 antropogenica ma solo una minima parte, nel caso solo quella dei trasporti auto tralasciando le fonti di energia elettrica, sebbene enormemente prevalenti. La situazione è troppo scandalosamente chiara per non capirla: gli ZEV [Zero (?) Emissions Vehicles] usano energia elettrica da fonti fossili, le quali sono già oggi la maggiore fonte di inquinamento! Inoltre, come sopra ricordato, ad es. il metano emesso in atmosfera ha un effetto da ca. 15 a 25 volte [a seconda delle fonti] maggiore dell’anidride carbonica [chiamasi emissione CO2 equivalente, ndr] in termini di effetto serra a parità di quantità. E di sostanze con comportamenti paragonabili ed anzi molto superiori al metano ce ne sono diverse e largamente diffuse nell’uso quotidiano di oggigiorno, refigeranti nei frigoriferi, impianti di condizionamento fissi e mobili, pompe di calore, aerosol, ecc, con potenziali CO2 equivalenti anche migliaia di volte quelli della CO2….


Ecco perché non è una fesseria – anzi – affermare che le scorregge animali ed umane sono una fonte assai rilevante in termini di emissione di CO2, visto il numero di bovini, ovini, suini e di umani sulla terra. Oltre a non considerare in detta equazione un imperante effetto nel riscaldamento terrestre costituito dall’irraggiamento solare e dalla relativamente semplice possibilità di riduzione di tale certo effetto (aspetto che invece non viene affrontato sebbene importantissimo). E’ così forse abbiamo anche inquadrato la propaganda pro-vegana degli ultimi anni…


Prova del nove: oggi nell’atmosfera c’è il 3.6% di CO2 e lo 0.36% di metano. In considerazione della pericolosità relativa delle due sostanze in termini di effetto serra bisognerebbe combattere il Metano in atmosfera e non la CO2 (almeno il 5.4% o anche oltre l’ 8% in base alle varie fonti sopra citate, come effetto serra equivalente del Metano rispetto alla CO2, la quale si attesta al 3,6%). Ed invece nessuno ne parla….

Quello che va detto è che il riscaldamento globale è dato da un insieme di fattori e contributi – molti dei quali ancora oggi non modellizzati – tali da rendere la prova della semplice correlazione funzionale tra CO2 e riscaldamento globale quanto meno incompleta se non dubbia: meglio detta, le teorie che oggi ci vengono propinate come verità assoluta non considerano numerosi effetti paralleli. Già Carlo Rubbia nel 1987 nel suo libro post Chernobyl meditava sul problema della disponibilità di energia globale considerando ad es. che se si fosse ricoperta buona parte delle aree incolte terrestri con pannelli fotovoltaici ciò avrebbe determinato un aumento rilevante della temperatura del pianeta semplicemente perché così facendo si sostituisce una superficie più chiara con una tendente al nero.
Infatti l’equazione corretta dovrebbe quanto meno (…) essere posta nei termini seguenti:

– riscaldamento globale [^C] = f(emissione CO2 equivalente totale da tutte le fonti, accumulo energetico da irraggiamento) [2]

Senza dimenticare che il fabbisogno energetico da fonti energetiche rinnovabili resterà giocoforza limitato, essendo impossibile per questioni fisiche produrre più del 20-22% del fabbisogno energetico mondiale da rinnovabili entro il 2050, almeno con le tecnologie attuali (in base a studi recenti i limiti di solare e eolico sono molto prossimi, vedasi i valori stimati da: “Limits to growth in the renewable energy sector”, J.P. Hansena, P.A. Narbelb, D.L. Aksnesc, Renewable and Sustainable Energy Reviews, 70/2017, da cui i grafici sotto sono stati tratti).

 

Va per altro notato che, con la formulazione sopra proposta [2], indirettamente si coglie anche l’effetto dell’entropizzazione terrestre (leggasi, incremento della popolazione) che implica edificazione industriale ed abitativa incrementante lo spettro di assorbimento energetico terrestre (forse quello che nessuno vuole dirci è che semplicemente sulla terra siamo in troppi).

_________________________

Quanto va dunque compreso è perché ci venga propinata cotanta mistificazione sulle auto elettriche.

Il motivo secondo chi scrive NON sta nella volontà di combattere il riscaldamento globale ma piuttosto nel voler imporre enormi extra costi ai cittadini: infatti le sovvenzioni ai produttori di ZEV saranno una minima parte dei costi imposti per legge alle masse. Il punto è infatti capire che il fine di questa supposta guerra alla CO2 automobilistica del motore a scoppio – CO2 che invece aumenterà con gli ZEV – è di imporre la sostituzione delle auto convenzionali con mezzi elettrici, imponendo costi iperbolici alla cittadinanza!
Forse così si spera di innescare un trend di crescita per uscire dalla stagnazione secolare di inizio III. millennio che rischia di condannare a morte il capitalismo, frutto di un accumulo di debito decennale – e di parallelo, stratosferico arricchimento di pochissimi – che ha avuto il suo parossismo nella presidenza Obama e nel circa raddoppio del debito federale in soli 8 anni. Non è un caso che anche l’ex presidente USA sia parte del network della Fondazione Clinton (…).
Avete capito spero.
Anche perché auto elettriche significa soprattutto una cosa: obsolescenza programmata, visto che un package di batterie al litio dura al massimo 10 anni e poi il costo della sostituzione degli accumulatori di fatto obbliga a cambiare il mezzo…

Bang! Consumi obbligati. L’obiettivo vero è obbligarvi a consumare!

Aggiungete a tale aspetto – di per se dirimente – che dopo lo scandalo del dieselgate con dati truccati dai tedeschi sia emersa prepotentemente che senza truffe è impossibile andare oltre l’Euro 6, forse al massimo all’Euro 7 in termini di emissioni auto oneste. Dunque è stata inizialmente trovata una soluzione parziale nell’alimentazione ibrida in grado di recuperare gli attriti; senza però accennare al fatto che tale soluzione è addirittura più dispendiosa ed inquinante se usata ad esempio in autostrada e comunque fuori del percorso urbano. Pur restando sempre una bomba ad orologeria sia in termini di costi di smaltimento batterie (per cui oggi non ci sono oneri, la cui introduzione è invece certa a termine) che di obsolescenza programmata, i soliti 10 anni circa.

Se poi facciamo un raffronto puramente termodinamico tra motore elettrico e un motore diesel ad alta efficienza scopriamo che la conversione energetica tra energia dei combustibili in meccanica è pari per i diesel in circolazione almeno al 33% circa (oggi si arriva tranquillamente attorno al 34-35% nei nuovi motori diesel con l’obiettivo di arrivare entro un decennio verso il 40% [con efficienze termiche verso il 45% o anche superiori per motori diesel di grandi dimensioni], mentre Toyota ha già prodotto nel 2016 un motore a benzina, intrinsecamente meno efficiente del diesel, con una efficienza termica del 37%!!!. vedasi il LINK). Le auto elettriche – seguendo tutta la filiera elettrica – usano invece l’energia elettrica prodotta, si noti bene, sempre coi combustibili fossili la cui efficienza oggi è pari a circa il 55% per i cicli più efficienti (turbogas, che, si noti, producono CO2 per un ammontare di circa 0.25/0.3 tons/kWh; i cicli a carbone – ancora i più diffusi al mondo per produzione elettrica – hanno invece efficienza del 40% ed inquinano in CO2 tre o quattro volte tanto i turbogas); a ciò va sottratto il trasporto elettrico in loco consumo che per una tensione domestica di utilizzo implica perdite di rete (incluse trasformazioni in bassa tensione) di circa il 12%, ossia siamo a 43% di efficienza per i cicli più efficienti, che non sono però i più diffusi. Di seguito il motore elettrico ha efficienza del 95% ovvero arriviamo come efficienza globale sotto il 40%, a cui dobbiamo ancora sottrarre uno o due punti percentuali di efficienza di batteria: alla fine la differenza di rendimento elettrico tra motore diesel diciamo attuale ed elettrico sta tra più verso il 5 che verso gli 8-9 punti percentuali (range: 5%-8/9%) di maggior efficienza per quello elettrico, gap che si appiattisce verso il 5% o anche meno per i motori diesel di nuovissima generazione; notasi che i motori elettrici avendo efficienza del 95+% non possono migliorare ulteriormente le loro performance se non molto marginalmente!].

Anche un bambino capisce che per ridurre di così poco l’emissione di CO2 (al massimo l’8%, addirittura meno del 10% ipotizzato sopra), ossia per ridurre AL MASSIMO di solo lo 0.1% le emissioni di CO2 totali in atmosfera (antropogeniche+naturali) non vale la pena sobbarcarsi l’onore di sostituire tutto il parco auto esistente. Ossia, che dietro c’è dell’altro: chiamasi interessi a far pagare al popolino lo sviluppo di una tecnologia immatura facendo fare un sacco di soldi ai soliti noti. Punto.

E’ triste rilevare che, base dati ONU, la decisione sia già stata presa sul cambio tecnologico, senza dirvi però che il veicolo elettrico non ha futuro visto che il vero cambio di tecnologia avverrà con le celle a combustibile (la cui efficienza sarà superiore al 60%), tecnologia ad oggi molto immatura e per cui i cittadini dovranno pagare lo sviluppo con i loro risparmi passando per le auto elettriche, di per se inutili ed anche dannose per l’ambiente [e poi vi chiedete perchè l’uomo è destinato all’estinzione, ndr].

Ci siete arrivati, vero? La cosa che davvero non comprendo è come cotanta spesa possa essere imposta ai cittadini in presenza di austerity (in gran parte dell’EU), tasse elevate, debito enorme e, nei paesi periferici, elevata disoccupazione, bassa partecipazione al lavoro, bassa qualità a dell’impiego (anche negli USA) e miseria galoppante!
Impossibile spingere i cittadini a cotanta spesa aggiuntiva senza fare crack.
A meno che il piano implichi più livelli, ad es. reddito di cittadinanza per dare da vivere a tutti a spese dello Stato – ossia incrementando il debito -; poi tali soldi distribuiti a pioggia verranno usati in gran parte per consumi obbligati e per legge, ad esempio le auto elettriche (oltre che – nei paesi più stupidi e kamikaze – direttamente per pagarci le tasse, vedasi gli 80 euro di Renzi per intenderci). E poi la fine dei contanti in modo da obbligare la gente a depositare i propri averi in banca ossia mettendo le istituzioni in condizione di attingere ai conti correnti privati quando l’eccesso di debito impagato di stato e privati farà fallire gli istituti di credito. Avete capito spero.

Un nuovo feudalesimo insomma. Che sostituisca il capitalismo morente mantenendo la spropositata ricchezza accumulata negli ultimi anni dove sta oggi ossia in mano dello 0.01% della popolazione mondiale. E senza rivoluzioni questa volta.
Guarda caso tale 0.01% rappresenta gli stessi soggetti che oggi impongono – col supporto dei governi – le auto elettriche pur se dannose per l’ambiente, il caso Tesla di Elon Musk è addirittura spudorato.
Scenario da paura, non c’è altro da aggiungere.

Mitt Dolcino

Fonte: https://scenarieconomici.it/truffa-co2-auto/




Appello di alcuni insegnanti ed educatori: “Subito una legge sullo Ius soli, i bambini sono tutti uguali”

 

 

Il titolo storpia quello che si trovava scritto su Repubblica del 17 settembre; l’inganno era di far passare l’iniziativa di un paio di promotori, seguiti da qualche firma, come una istanza di tutti gli insegnanti; insopportabile mistificazione che pare sfuggire ai più…

Postiamo un bel commento alla fake news scritto da Enzo Pennetta, condividendolo in toto; bizzarro che chi si sciacqua la bocca di solidarietà e antirazzismo poi di fatto si confessi nei fatti razzista nella maniera più abietta. Leggere per credere.

Comunque, per inciso, “Lorenzoni, Affinati e i firmatari, parlate a nome personale”!

(di Enzo Pennetta, 20 settembre 2017)

Appello di insegnanti e educatori: “Subito una legge sullo Ius soli, i bambini sono tutti uguali“, così si leggeva su Repubblica del 17 settembre, e così anche la categoria di insegnanti ed educatori viene fatta passare per favorevole allo Ius soli.

I promotori dell’appello sono il maestro Franco Lorenzoni e lo scrittore e professore Eraldo Affinati, i due sostengono la necessità dell’approvazione dello Ius soli perché a loro parere la mancanza sarebbe elemento di discriminazione per i giovani studenti:

Ecco il testo dell’appello:

Noi insegnanti guardiamo negli occhi tutti i giorni gli oltre 800.000 bambini e ragazzi figli di immigrati che, pur frequentando le scuole con i compagni italiani, non sono cittadini come loro. Se nati qui, dovranno attendere fino a 18 anni senza nemmeno avere la certezza di diventarci, se arrivati qui da piccoli (e sono poco meno della metà) non avranno attualmente la possibilità di godere di uguali diritti nel nostro paese.

Ci troviamo così nella condizione paradossale di doverli educare alla “cittadinanza e costituzione”, seguendo le Indicazioni nazionali per il curricolo – che sono legge dello stato – sapendo bene che molti di loro non avranno né cittadinanza né diritto di voto.

Questo stato di cose è intollerabile. Come si può pretendere di educare alle regole della democrazia e della convivenza studenti che sono e saranno discriminati per provenienza? Per coerenza, dovremmo esentarli dalle attività che riguardano l’educazione alla cittadinanza, che è argomento trasversale, obbligatorio, e riguarda in modo diretto o indiretto tutte le discipline e le competenze che siamo chiamati a costruire con loro…

Noi insegnanti guardiamo negli occhi tutti i giorni gli oltre 800.000 bambini e ragazzi figli di immigrati”, quel “noi insegnanti” appare subito come un espediente retorico per far pensare che la posizione espressa sullo Ius soli dai due sia quella di tutti gli insegnanti mentre invece si riferisce solo al fatto che gli insegnanti guardano negli occhi gli studenti. Ciò detto, cosa vedono guardando negli occhi dei figli di immigrati Lorenzoni e Affinati? Loro non vedono gli esseri umani, no loro vedono dei ‘non cittadini italiani’, parafrasando Hume la discriminazione è negli occhi di guarda.

Questi insegnanti vedono davanti a sé dei poveri africani desiderosi di liberarsi della loro origine, impazienti di disfarsi della loro cultura per identificarsi con quella italiana (evidentemente percepita come superiore, così la pensavano anche gli inglesi con i nativi nelle loro colonie), i due insegnanti guardando negli occhi i figli di immigrati vedono davanti a sé qualcuno che soffre perché non può fregiarsi dell’appellativo di ‘cittadino italiano’.

Per i due non è concepibile che un povero africano arrivato ai 18 anni non si decida per la cittadinanza italiana, chi non lo vorrebbe fare al loro posto, chi non lo vorrebbe se fosse africano? Infatti nessuno si pone la stessa domanda per altri cittadini, nessuno si preoccupa per figli di statunitensi o tedeschi nati in Italia per cui lo Ius soli non si mai ipotizzato, certo, quelli hanno una fierezza da difendere, mica come quei poveri neri (negri?) che devono vergognarsi del loro paese di origine.

C’è un colonialismo più grande di questo?

Ma non basta, con una logica aberrante i due educatori, insegnanti scrittori neocolonialisti, arrivano a sostenere l’inutilità dell’educazione per i non cittadini italiani. Cioè per loro se uno non è cittadino italiano e vive in Italia frequentando una scuola italiana, che lo educhiamo a fare ‘alle regole della convivenza e della democrazia’? Discriminazione, neanche fossero insegnanti attivi nel Sud Africa dell’Apartheid.

Lo sguardo di Affinati e Lorenzoni io lo vidi negli anni ’80 quando, non certo da figlio di immigrati, soggiornai negli USA in un campus universitario a San Diego per un periodo di studio. Di quell’esperienza ricordo molto chiaramente un episodio, il giorno in cui una professoressa accogliendo noi, un gruppo di studenti provenienti da vari paesi del mondo, spiegava che le regole sull’ingresso negli USA dovevano essere molto severe, perché diceva lei:

“…chiunque vorrebbe diventare cittadino USA”.

Ricordo ancora chiaramente il fastidio che avvertii ascoltando quelle parole, sentii sulla mia pelle il disprezzo per i valori e la storia che portavo in me, immediatamente mi vennero in mente tutti i motivi per cui la cultura da cui provenivo era più ricca della sua. Se i due educatori, Lorenzoni e Affinati si sforzeranno di guardare bene negli occhi i loro studenti potrebbero trovarci qualcosa che finora gli è sfuggito, qualcosa come il mio sguardo  di quel giorno quando sentii di essere capitato in un ambiente che esprimeva un edulcorato disprezzo nei confronti di noi che venivamo da altri paesi. Il paese in cui mi trovavo mi guardava in quel momento attraverso gli occhi di una insegnante che vedeva in noi dei ragazzi desiderosi di liberarci della nostra cittadinanza. Un paese nel quale mi ero recato con sentimenti di simpatia ma verso il quale, in quel momento, sentivo nascere diffidenza.

Non è lo Ius soli il problema, Lorenzoni e Affinati, i ragazzi che guardiamo sono tutti uguali perché nostri fratelli e non perché c’è o non c’è lo Ius soli, quando guarderete negli occhi i ragazzi figli di immigrati cercate l’essere umano e non il cittadino di un paese inferiore che non aspetta altro che di essere promosso a cittadino di un paese superiore.

E infine non pensate, voi e i media, di parlare a nome degli insegnanti in generale, anche il sottoscritto è insegnante e scrittore, e potrei portare a mia volta molti altri insegnanti a sostegno del NO allo Ius soli.

Lorenzoni, Affinati e i firmatari, parlate a nome personale.

Fonte: https://www.enzopennetta.it/2017/09/il-colonialismo-dal-volto-buonista-appello-agli-insegnanti/




Notizie da Satan

Quando diciamo che a volte le persone o le istituzioni sono strumentalizzate, magari a loro insaputa, ecco, siamo invitati a capire da chi, leggendo queste note di Maurizio Blondet che parte da alcuni scritti ricevuti da lettori.

A questo punto diremmo che sarebbe il caso di individuare quale sia la istituzione che veicola certi messaggi, e successivamente chi li ritrasmette e se ne fa orgoglioso propugnatore, qui da noi.

NOTIZIE DA SATAN

Maurizio Blondet, 19 settembre 2017

Un lettore mi scrive:

“…..Un fatto inquietante accaduto pochi giorni fa nella Città di Porto Alegre – Rio Grande do Sul – Brasile:: La locale sede del Banco Santander (spagnolo), aveva dato inizio ad una esposizione di pittura mediante il proprio “Santander Cultural”. Nei quadri in esposizione erano rappresentati: Scene esplicite di sesso di adulti con bambini (pedofilia),

Bisogna spiegare la differenza (fra le due forme di “arte”?)

 

scene esplicite di sesso con animali (zoofilia), figure di bambini “omosessuali” maschietti con vestitini da bambina, rappresentazioni della Vergine Maria che tiene in braccio una scimmietta, con aureola intorno alla testa,

Vergine ha partorito scimmia.

una crocefissione con aggiunta di diverse braccia, stile dea indiana Kalì, e diverse gambe disposte a raggiera intornio al corpo del Cristo…

La popolazione di Porto Alegre si è rivoltata, ha lanciato pietre contro le vetrine della banca. Hanno tracciato scritte del tipo “SATAN der” Molti hanno ritirato i propri soldi lì depositati, Il gerente della banca ha apostrofato una vecchietta che protestava chiamandola “ignorante” incompetente di manifestazioni artistiche!”. L’esposizione, che avrebbe dovuto durare anche per il mese di ottobre è stata sospesa.

La popolazione del Brasile è in gran parte cattolica e in buona parte protestante evangelica, ma comunque cristiana. I giornali e la TV in Brasile hanno censurato l’evento. Ma ne ha parlato la “Gazeta do Povo” (Gazzetta del popolo) di Curitiba – Paranà. Una testata che si dice sia sull’orlo del fallimento e quindi i giornalisti, normalmente frenati dalla censura, ora, per vendetta si stanno scatenando a presentare i fatti  come stanno.

Come si vede la tendenza promosse dalle Hillary, dagli Obama, e dai Bush, e dall’Europa ora dilaga ora anche in America latina.

Cordiali saluti ed auguri Carissimo sig Blondet”.

Eliseo Malorgio

In Brasile si ribellano. Da noi invece:

OMS PRESCRIVE CORSI DI MASTURBAZIONE ALL’ASILO

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), di comune accordo con l’agenzia governativa tedesca per l’Educazione sanitaria, sta diffondendo presso tutti i ministeri della Salute e dell’Istruzione d’Europa un documento, chiamato «Standard di Educazione Sessuale in Europa», che invita a una maturazione della consapevolezza sessuale già nei primissimi anni di età dell’individuo

Nel mondo di oggi l’innocenza e la purezza stanno  diventando qualcosa di marginale, da sopprimere quanto prima. Almeno è ciò che vorrebbe l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), la quale, di comune accordo con l’agenzia governativa tedesca per l’Educazione sanitaria, sta diffondendo presso tutti iministeri della Salute e dell’Istruzione europei un documento di 83 pagine, chiamato «Standard di Educazione Sessuale in Europa», che invita a una maturazione della consapevolezza sessuale già nei primissimi anni di età dell’individuo.
Si legge, addirittura, che ai bambini dai 0 ai 4 anni si insegni la masturbazione e il raggiungimento del piacere. Una sorta di primo step verso una consapevolezza più matura.

ALL’ASILO

Ai bimbi dagli 0 ai 4 anni, si legge, «gli educatori dovranno trasmettere informazioni su masturbazione infantile precoce e scoperta del corpo e dei genitali, mettendoli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel “gioco del dottore”». Dai 4 ai 6 anni i bambini dovranno invece essere istruiti «sull’amore e le relazioni con persone dello stesso sesso», «parlando di argomenti inerenti la sessualità con competenza comunicativa».

ALLE ELEMENTARI

La vera crescita avverrà coi bimbi tra i 6 e i 9 anni, cui i maestri terranno lezioni su «cambiamenti del corpo, mestruazioni ed eiaculazione», facendo conoscere loro «i diversi metodi contraccettivi». Su questo aspetto i bambini tra 9 e 12 anni dovranno già avere ampia competenza, diventando esperti nel «loro utilizzo» e venendo informati su «rischi e conseguenze delle esperienze sessuali non protette (le gravidanze indesiderate)».

[…]

DOCUMENTO GIÀ RECEPITO DALL’UE

Queste direttive sono già state recepite a livello comunitario nella risoluzione Estrela votata giorni fa al Parlamento europeo e ora in discussione in Commissione. Nel testo presentato dall’europarlamentare socialista Edite Estrela, la masturbazione viene infatti indicata come metodo di educazione sessuale, prendendo atto del fatto che «i ragazzi più giovani sono esposti, sin dalla più tenera età, a contenuti pornografici soprattutto su Internet».
Il rapporto Estrela, inoltre, invita l’Ue a «prevenire le gravidanze indesiderate» e a garantire «il diritto d’aborto», combattendo «l’abuso dell’obiezione di coscienza» da parte del personale sanitario.

Chissà perché noi non ci ribelliamo.  Ah già, abbiamo lo sport come sfogo:

 

Il Giro d’Italia 2018, la grande corsa ciclistica a tappe, nel 2018
partirà da Gerusalemme con tre tappe in Israele, per celebrare i 70 > anni di Israele. (…)

 

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/notizie-da-satan/