Attenti, Twitter prepara la censura invisibile

Ancora un importante articolo di Marcello Foa, apparso sul suo seguitissimo blog, riguardante la grave situazione della censura che sta avanzando ovunque, che sta avanzando in Italia. La cosa ci riguarda, da vicino. Chiaro che quando i diritti della maggioranza (i lavoratori dipendenti) vengono calpestati il dissenso nella società aumenta, e il conflitto sociale si accende. Come fare a governare la situazione?

Esiste solo una soluzione: silenziare il dissenso, e costruire una informazione preconfezioata, da un lato distraendo l’opinione pubblica con scandali dati per essere di grandissima importanza e dall’altra diffondendo notizie rigorosamente false; in tal modo la popolazione si divide e si accapiglia su questioni di poco conto, e poi non riesce ad individuare l’avversario. “Sono corrotti, hanno stipendi altissimi, e vitalizzi…”

Divide et impera, dice il vecchio adagio.

Sulla censura avevamo già parlato, su questo blog, sempre postando un articolo di Foa, con all’interno alcuni importanti link, e a proposito della proposta legge di Gentiloni.

La situazione purtroppo è in evoluzione, nel senso peggiorativo del termine; Twitter, un mezzo che finora è servito alla dissidenza per rendere virali importanti notizie accuratamente nascosteci dai media mainstream (di regime),  adesso si organizza per una scrupolosa censura dei contenuti scomodi.

Leggere per credere.

di Marcello Foa

Attenti, Twitter prepara la censura invisibile

twitterMissione compiuta: ieri ho consegnato all’editore Guerini il testo completo del secondo atto de Gli Stregoni della notizia, che è risultato molto più ampio e completo di quanto ipotizzassi quando ho iniziato a scriverlo. Che estenuante e splendida esperienza, scrivere un libro. Giorno dopo giorno la penna migliora: dapprima avanza faticosa, un po’ arruginita, com’è inevitabile quando hai perso l’abitudine, poi inizia a scorrere, sempre più veloce, sempre più incisiva. Alla fine sei esausto e ti dici: che follia, mai più. Ma menti a te stesso e ricordi lo scrittore Giovanni Arpino il quale diceva che dopo ogni opera aveva l’impressione di non sentire più le mani e provava un senso di nausea alla vista della tastiera, ma dopo poche ora non poteva esimersi dal riprendere a scrivere.

Di questo mio nuovo saggio vi parlerò più a lungo nei prossimi giorni. Oggi voglio rendervi attenti a una notizia che pochissime testate hanno dato e che, invece, è tanto importante quanto inquietanze. Pochi giorni fa un’inchiesta di Project Veritas ha rivelato che Twitter sta lavorando alacremente a misure che, una volta introdotte, limiteranno la vostra libertà di esprimervi. A confessarlo sono stati alcuni ingegneri della società, captando le loro confidenze con una camera nascosta durante le feste natalizie. Un po’ come fa Report, per intenderci. Non immaginando di essere registrati si sono lasciati andare. Pochi ne hanno parlato in Italia e chi lo ha fatto  (come Repubblica) si è soffermato sulle indiscrezioni riguardo la violazione della privacy: Twitter scandaglierebbe i messaggi per raccogliere informazioni private e archivierebbe tutti i messaggi diretti, anche quelli cancellati, per poterli consegnare al Dipartimento di Giustizia qualora li richieda, anche a distanza di anni. Naturalmente alla vostra e alla nostra insaputa. Esploso lo scandalo, la società naturalmente ha negato sostenendo  di” far rispettare le nostre regole senza pregiudizi e responsabilizzando ogni voce sulla nostra piattaforma“.

Ma ben più inquietante è un altro progetto: quello del cosiddetto “shadow banning” ovvero una “censura ombra” o, più propriamente, invisibile, che permetterà di escludere un utente senza che egli se ne accorga ovvero: voi continuerete a twittare ma nessuno vedrà più  i vostri cinguettii. Progetto a cui si accompagna l’algoritmo che consente di individuare e di schedare gli utenti in base alle idee politiche , con le conseguenze che potrete facilmente immaginare: quelle gradite all’establishment avranno visibilità, quelle sgradite e anticonformiste saranno confinate in una bolla, private della virtù di Twitter: la viralità.

E’ improbabile che gli ingegneri si siano inventati tutto. E’ un segnale inquietante che, purtroppo, conferma la tendenza in atto. Quella parola “shadow banning” suona sinistramente profetica del mondo che stanno cercando di costruire, in cui la libertà d’opinione sarà più apparente che reale. E in cui prevarrà,  e di gran lunga, la verità omologata, che non morde, che non fa male, che acquieta le coscienze. Un mondo che bisogna denunciare adesso, con coraggio, per impedire che si realizzi.  Io non mi tiro indietro.

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2018/01/17/ebbene-si-twitter-prepara-la-censura-invisibile/