I minibot spiegati da Claudio Borghi Aquilini

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Attualmente il debito dello stato verso le imprese ammonta a circa 70 miliardi di Euro.

Ecco dall’economista Matteo Borghi Aquilini, una proposta che ultimamente sta facendo discutere molto la politica e sta facendo preoccupare i burocrati di Bruxelles, quella della emissione di “minibot” da parte dello Stato.

In effetti questa manovra potrebbe fare uscire l’Italia dal tunnel dando nell’immediato una boccata di ossigeno all’economia, e potrebbe essere la strategia giusta per liberarsi dai soffocanti lacci dei trattati europei, come? Ce lo spiega in poche parole Claudio Borghi.

Gli altri pensano alle poltrone? Noi facciamo proposte: i minibot

Claudio Borghi Aquilini - Responsabile dipartimento economia Lega Nord

di Claudio Borghi Aquilini – Responsabile dipartimento economia Lega Nord

– 26 Agosto 2017 alle 20:12

Gli altri pensano alle poltrone? Noi facciamo proposte: i minibot
 Le idee sono come dei semi, le pianti, aspetti, ed improvvisamente germogliano. La Lega presentò ufficialmente l’idea dei minibot nella grande conferenza “Oltre l’Euro” del 31 gennaio scorso, al Palazzo delle Stelline a Milano e in pochissimi ne parlarono. Dopo sette mesi da quella presentazione, grazie anche ad una tenace campagna giornalistica di Libero e La Verità l’idea è esplosa in tutta la sua portata rivoluzionaria, scuotendo persino i mercati e i palazzi di Bruxelles che si sono affrettati a dire che la doppia moneta è vietata dai trattati. Cari euroburocrati, lo sappiamo bene, portate la notizia a chi incautamente propone la “doppia moneta” in altri partiti, dal M5S a Forza Italia, la nostra idea è invece perfettamente legale e non prevede alcuna “doppia moneta”, si tratta semplicemente di Titoli di Stato di piccolo taglio e nessun trattato ci dice quale deve essere il taglio minimo di un nostro Buono del Tesoro.

Spieghiamo bene di che si tratta: se la Lega dovesse andare al governo lo Stato emetterà buoni del Tesoro in forma cartacea in tagli del tutto simili a quelli delle attuali banconote pagando (fino a una certa somma) immediatamente e senza alcuna lungaggine tutti i suoi debiti nei confronti dei cittadini e delle imprese. A scelta del creditore verrebbero saldati con minibot: i debiti della Pubblica Amministrazione, i crediti di imposta inclusi quelli pluriennali (ad esempio: chi ha effettuato una ristrutturazione si vedrebbe riconosciuto immediatamente il credito irpef che normalmente incasserebbe in dieci anni), i risarcimenti degli obbligazionisti azzerati ecc. ecc. ecc.

Questa operazione metterebbe in circolo dai 70 ai 100 miliardi di minibot che non rappresentano debito aggiuntivo perché sono già debiti dello stato che verrebbero semplicemente (e finalmente!) onorati. Questa massa di minibot cartacei attiverà immediatamente una circolazione dei medesimi per qualsiasi pagamento e il loro valore sarà garantito dallo Stato che li accetterà sia per il pagamento di qualsiasi imposta sia per qualsiasi servizio erogato da aziende statali (biglietti del treno, pieno di benzina ai distributori Eni, bollette). La garanzia di accettazione dello Stato comporta che il valore dei minibot non potrà essere mai diverso dal loro valore nominale in Euro perché se, poniamo, un matto volesse vendere un minibot da 100 a 90 euro ci sarà sempre qualcuno che lo comprerà fregandosi le mani e facendo, ad esempio, un pieno di benzina da 100 avendolo pagato 90.

Tutti i negozi accetteranno subito i minibot pena perdere clienti in favore di chi li accetterà (si pensi a cosa accade adesso ad un negozio che non accetta carte di credito o ad un bar che non accetta buoni pasto) e in breve tempo ci saranno in circolazione tanti minibot quanti adesso sono gli euro di carta e il sistema si adatterà in fretta a gestirli, con modifiche ai bancomat e ai distributori automatici.
Perché tutto questo? Semplice: oltre a fare una cosa sacrosanta, sempre promessa e mai fatta quale il pagamento integrale di tutte le pendenze dello Stato, il minibot sarà il nostro scudo contro i ricatti di Bruxelles. Vi ricordate la Grecia? Vi ricordate le banche chiuse e i bancomat a secco perché i Greci stavano osando disubbidire alle ricette mortali dell’Unione Europea? Vogliamo rischiare di fare la stessa fine? Vogliamo rischiare che al primo tentativo di attuare il nostro programma, che si tratti di abolire la legge Fornero, che si tratti di applicare la Flat Tax o di rispedire a casa i migranti da Bruxelles ci venga detto no, fate come diciamo voi o vi blocchiamo i soldi? Noi vogliamo ridiscutere tutti i trattati, a cominciare da quello di Maastricht, ma se ci dicono di no? Vogliamo rischiare di fare come Tsipras?

Ebbene, in tutte queste situazioni i minibot sarebbero del tutto sottratti al potere di Bruxelles, li stampiamo noi, li gestiamo noi e lo Stato ne garantisce il valore. Anche se provassero a chiudere le banche potremmo sempre distribuirli via Bancoposta che, forse non tutti lo sanno, ma non è una banca e quindi non è sottoposta al volere di Draghi oggi e magari di Weidmann domani. In pratica i minibot sono uno strumento senza controindicazioni che però, all’occorrenza, se le negoziazioni con l’Europa dovessero andare male, diventerebbe istantaneamente la nuova moneta, già pronta e già circolante in caso di aggressioni finanziarie. Tutta questa garanzia in più semplicemente emettendo titoli di Stato di piccolo taglio. Ne vale la pena.

Fonte: http://www.ilpopulista.it/news/26-Agosto-2017/17822/gli-altri-pensano-alle-poltrone-noi-facciamo-proposte-i-minibot.html#.WaKMIrrXy1Y.twitter

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