LEADER MONDIALE DELL’AMBIENTALISMO CHIEDE SCUSA: ABBIAMO ESAGERATO

Il libro di Michael Shellenberger, “Apocalypse never” demitizza le tesi alla base del terrorismo ambientalista che sta funestando la società globale, soprattutto negli ultimi decenni. Dopo le performances di Greta Tunberg si sono levate le voci di centinaia di scienziati in tutto il mondo per mettere in discussione quelle tesi strampalate, basate su teorie scientifiche sistematicamente smentite dai fatti, ma niente, esiste evidentemente un programma a livello globale che non può essere ostacolato, prova ne sia il fatto che Forbes, dopo aver pubblicato l’articolo, lo abbia immediatamente censurato.

Certo che si dovrebbe leggere Apocalypse never, ma intanto cogliete da questo articolo una serie di punti fondamentali.

Tratto da scenarieconomici.it

Michael Shellenberger é un noto guru ambientalista  scelto dalla rivista Times come uno degli “Eroi dell’ambiente” nel 2008. Il suo libro “Break through” ha vinto il premio ” Green book” dello stesso anno. Fondatore del Breakthrough Institute ha collaborato con Ted Nordhaus ed è definito un “Ecomodernista”. Recentemente ha pubblicato “Apocalypse never”, rivedendo alcune delle sue visioni più radicali.

A nome degli ambientalisti di tutto il mondo, vorrei scusarmi formalmente per la paura del clima che abbiamo creato negli ultimi 30 anni. Il cambiamento climatico sta accadendo. Ma non è la fine del mondo. Non è nemmeno il nostro problema ambientale più grave.

Potrei sembrare una persona strana a dire tutto questo. Sono stato un attivista del clima per 20 anni e un ambientalista per 30.

Ma poiché un esperto di energia ha chiesto al Congresso di fornire una testimonianza obiettiva di esperti e invitato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) a collaborare come revisore esperto del suo prossimo rapporto di valutazione, sento l’obbligo di scusarmi per quanto noi ecologisti abbiamo tratto in errore il pubblico.

Ecco alcuni fatti che pochi conoscono:

  • Gli umani non stanno causando una “sesta estinzione di massa”
  • L’Amazzonia non è “i polmoni del mondo”
  • Il cambiamento climatico non sta peggiorando le catastrofi naturali
  • Gli incendi sono diminuiti del 25% in tutto il mondo dal 2003
  • La quantità di terra che utilizziamo per la carne – il più grande uso di terra da parte dell’umanità – è diminuita di un’area grande quasi quanto l’Alaska
  • L’accumulo di legna da ardere e altre case vicino alle foreste, e non i cambiamenti climatici, spiegano perché ci siano incendi sempre più pericolosi in Australia e California
  • Le emissioni di carbonio sono in calo nella maggior parte delle nazioni ricche e sono diminuite in Gran Bretagna, Germania e Francia dalla metà degli anni ’70
  • Adattarsi alla vita sotto il livello del mare ha reso i Paesi Bassi ricchi non poveri
  • Produciamo il 25% in più di cibo di cui abbiamo bisogno e le eccedenze alimentari continueranno ad aumentare man mano che il mondo diventa più caldo
  • La perdita di habitat e l’uccisione diretta di animali selvatici rappresentano una minaccia maggiore per le specie rispetto ai cambiamenti climatici
  • Il combustibile di legno è molto peggiore per le persone e la fauna selvatica rispetto ai combustibili fossili
  • Prevenire le pandemie future richiede più , e non meno, “Agricoltura industriale”.

So che i fatti di cui sopra suoneranno come “negazionismo climatico” per molte persone. Ma questo dimostra solo il potere dell’allarmismo climatico.

In realtà, i fatti di cui sopra provengono dai migliori studi scientifici disponibili, compresi quelli condotti o accettati dall’IPCC, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) e altri importanti organismi scientifici.

Alcune persone, leggendo questo, immaginano che io sia un anti-ambientalista di destra. Non lo sono. A 17 anni, ho vissuto in Nicaragua per mostrare solidarietà alla rivoluzione socialista sandinista. A 23 anni ho raccolto fondi per le cooperative di donne guatemalteche. All’inizio dei 20 anni vivevo nella semi-amazzonia facendo ricerche con piccoli agricoltori che combattevano le invasioni della terra. A 26 anni ho aiutato a denunciare le cattive condizioni nelle fabbriche Nike in Asia.

Sono diventato ambientalista a 16 anni quando ho lanciato una raccolta fondi per Rainforest Action Network. A 27 anni ho aiutato a salvare le ultime sequoie antiche non protette in California. A trent’anni ho sostenuto le energie rinnovabili e aiutato con successo a convincere l’amministrazione Obama a investire 90 miliardi di dollari in esse. Negli ultimi anni ho contribuito a salvare un numero sufficiente di centrali nucleari dalla sostituzione di combustibili fossili per evitare un forte aumento delle emissioni, ma fino allo scorso anno, per lo più ho evitato di parlare contro la paura del clima. In parte è perché ero imbarazzato. Dopo tutto, sono colpevole di allarmismo come qualsiasi altro ambientalista. Per anni ho definito i cambiamenti climatici una minaccia “esistenziale” per la civiltà umana e l’ho definita una “crisi”.

Ma soprattutto avevo paura. Rimasi in silenzio sulla campagna di disinformazione climatica perché avevo paura di perdere amici e finanziamenti. Le poche volte in cui ho evocato il coraggio di difendere la scienza del clima da coloro che l’hanno travisata ho sofferto gravi conseguenze. E così per lo più sono rimasto vicino e non ho fatto quasi nulla mentre i miei colleghi ambientalisti terrorizzavano il pubblico.

Sono stato anche al fianco della gente alla Casa Bianca e molti nei media hanno cercato di distruggere la reputazione e la carriera di uno scienziato eccezionale, un brav’uomo e un mio amico, Roger Pielke, Jr., un democratico progressista permanente e ambientalista che ha testimoniato a favore delle normative sul carbonio. Perché l’hanno fatto? Perché la sua ricerca dimostra che i disastri naturali non stanno peggiorando.

Poi, l’anno scorso, le cose sono andate fuori controllo.

Alexandria Ocasio-Cortez ha dichiarato: “Il mondo finirà tra dodici anni se non affrontiamo i cambiamenti climatici”. Il gruppo ambientalista di più alto profilo della Gran Bretagna ha affermato “Il cambiamento climatico uccide i bambini”.

Il giornalista verde più influente del mondo, Bill McKibben, ha definito il cambiamento climatico la “più grande sfida che gli umani abbiano mai affrontato” e ha affermato che “spazzerebbe via le civiltà”.

I giornalisti mainstream hanno riferito, ripetutamente, che l’Amazzonia era “Il polmone del mondo” e che la deforestazione era come una bomba nucleare che esplode.

Di conseguenza, la metà delle persone intervistate in tutto il mondo l’anno scorso ha dichiarato di ritenere che il cambiamento climatico avrebbe estinto l’umanità. E a gennaio, uno su cinque bambini britannici ha dichiarato ai sondaggisti di avere incubi sul cambiamento climatico.

Devo ammettere che posso essere sensibile perché ho una figlia adolescente. Dopo che abbiamo parlato della scienza, è stata rassicurata, ma le sue amiche sono profondamente disinformate e quindi, comprensibilmente, spaventate.

Così ho deciso che dovevo parlare. Sapevo che scrivere alcuni articoli non sarebbe bastato. Avevo bisogno di un libro per disporre correttamente tutte le prove.

E così le mie scuse formali per la paura che ci circonda si presentano sotto forma del mio nuovo libro, Apocalypse Never: Perché l’allarmismo ambientale fa male a tutti noi.

Si basa su due decenni di ricerca e tre decenni di attivismo ambientale. A 400 pagine, di cui 100 note, “Apocalypse Never” tratta dei cambiamenti climatici, della deforestazione, dei rifiuti di plastica, dell’estinzione delle specie, dell’industrializzazione, della carne, dell’energia nucleare e delle energie rinnovabili.

Alcuni punti salienti del libro:

  • Le fabbriche e l’agricoltura moderna sono le chiavi della liberazione umana e del progresso ambientale
  • La cosa più importante per salvare l’ambiente è produrre più cibo, in particolare carne, su meno terra.
  • La cosa più importante per ridurre l’inquinamento atmosferico e le emissioni di carbonio è passare dal legno al carbone, dal petrolio al gas naturale, all’uranio
  • Il 100% di energie rinnovabili richiederebbe un aumento della terra utilizzata per l’energia dallo 0,5% al ​​50% di oggi
  • Dovremmo desiderare che città, fattorie e centrali elettriche abbiano densità di potenza più elevate, non inferiori
  • Il vegetarianismo riduce le emissioni di meno del 4%
  • Greenpeace non ha salvato le balene, passando dall’olio di balena al petrolio e all’olio di palma
  • La carne bovina “ruspante” richiederebbe 20 volte più terra e produrrebbe il 300% in più di emissioni
  • Il dogmatismo di Greenpeace ha peggiorato la frammentazione delle foreste dell’Amazzonia
  • L’approccio colonialista alla conservazione dei gorilla in Congo ha prodotto un contraccolpo che potrebbe aver provocato l’uccisione di 250 elefanti

Come ci hanno ingannato?

Negli ultimi tre capitoli di Apocalypse Never espongo le motivazioni finanziarie, politiche e ideologiche. I gruppi ambientalisti hanno accettato centinaia di milioni di dollari da interessi sui combustibili fossili. Gruppi motivati ​​da credenze anti-umaniste hanno costretto la Banca Mondiale a smettere di cercare di porre fine alla povertà e rendere la povertà “sostenibile”. E lo stato di ansia, depressione e ostilità nei confronti della civiltà moderna sono alla base di gran parte dell’allarmismo

Una volta che ti rendi conto di quanto siamo stati male informati, spesso da persone con motivazioni palesemente sgradevoli o malsane, è difficile non sentirsi ingannati.

Apocalypse Never farà mai qualche differenza? Vi sono certamente ragioni per dubitarne.

I media hanno pronunciato dichiarazioni apocalittiche sui cambiamenti climatici dalla fine degli anni ’80 e non sembrano disposti a smettere.

L’ideologia alla base degli allarmi ambientali – il malthusianesimo – è stata ripetutamente sfatata per 200 anni e tuttavia è più potente che mai.

Ma ci sono anche ragioni per ritenere che l’allarmismo ambientale, se non avrà fine del tutto, avrà un potere culturale in diminuzione.

La pandemia di coronavirus è una vera crisi che mette in prospettiva la “crisi” climatica. Anche se pensi che abbiamo reagito in modo esagerato, Covid-19 ha ucciso quasi 500.000 persone e distrutto economie in tutto il mondo.

Le istituzioni scientifiche tra cui l’OMS e l’IPCC hanno minato la propria credibilità attraverso la ripetuta politicizzazione della scienza. La loro esistenza e rilevanza future potrebbero dipendere solo da una nuova leadership e da una seria riforma.

I fatti contano ancora, e i social media stanno consentendo una più ampia gamma di voci nuove e indipendenti per superare i giornalisti ambientalisti allarmisti nelle loro pubblicazioni.

Le nazioni stanno tornando apertamente all’interesse nazionale e lontano dal malthusianesimo e dal neoliberismo, a favore del nucleare e contro le energie rinnovabili. 

Le prove sono schiaccianti che la nostra civiltà ad alta energia sia migliore per le persone e la natura rispetto alla civiltà a bassa energia a cui gli allarmisti climatici ci riporterebbero.

Gli inviti dell’IPCC e del Congresso sono segni di una crescente apertura a nuove idee sul cambiamento climatico e sull’ambiente. Un altro è stato la risposta al mio libro di scienziati del clima, ambientalisti e studiosi ambientali. “Apocalypse Never” è un libro estremamente importante”, scrive Richard Rhodes, l’autore vincitore di Pulitzer di The Making of the Atomic Bomb. “Questo potrebbe essere il libro più importante sull’ambiente mai scritto”, afferma uno dei padri del clima moderno scienza Tom Wigley.

“Noi ambientalisti condanniamo coloro che hanno idee antitetiche di ignorare la scienza e suscettibili di parzialità di conferma”, ha scritto l’ex capo di The Nature Conservancy, Steve McCormick. “Ma troppo spesso siamo colpevoli della stessa cosa. Shellenberger offre “amore duro:” una sfida a ortodosse radicate e mentalità rigide e autolesionistiche. Apocalypse Never traccia occasionalmente punti di vista pungenti, ma sempre ben fatti, basati sull’evidenza, che aiuteranno a sviluppare il “muscolo mentale” di cui abbiamo bisogno per immaginare e progettare non solo un futuro pieno di speranza, ma sostenibile“.

Questo è tutto ciò che speravo di scriverlo. Se sei arrivato a leggere fino a qui, spero che sarai d’accordo sul fatto che forse non è così strano come sembra che un ambientalista, progressista e attivista del clima per tutta la vita abbia sentito il bisogno di parlare contro l’allarmismo.

Spero vogliate accogliere le mie scuse.




L’articolo originale è tratto da ZeroHedge https://www.zerohedge.com/political/forbes-censors-award-winning-environmentalists-apology-over-three-decade-climate-scare-so




ABBIAMO APERTO UN CANALE TELEGRAM!

Unireipunti ha aperto un canale Telegram, raggiungibile a questo indirizzo t.me/unireipunti da cui si possono ascoltare le più importanti news, tratte da byoblu.com , da pandoratv.it e da altre fonti indipendenti, in formato AUDIO. L’approccio è dunque estremamente parsimonioso dal punto di vista della batteria e dei megabyte da scaricare. Finalmente possiamo ascoltare le più importanti news in treno, in auto, o mentre camminiamo frettolosamente verso il posto di lavoro, senza spendere un euro.

Dal momento che è divenuto obsoleto ascoltare le normali radio – stiamo attendendo con trepidazione che Marcello Foa cominci a riformare la RAI – riteniamo che questo canale Telegram possa rispondere all’esigenza di molti, di attingere a fonti affidabili per seguire il flusso dei fatti, e per approfondire temi cui finora ci è stato di fatto negato l’accesso.

t.me/unireipunti




Sosteniamo Pandora TV!

Dobbiamo ammettere che Pandora TV è una delle fonti privilegiate di ispirazione di questo videoblog.

Anche se ci sono diverse cose che non condividiamo con Giulietto Chiesa, anche se abbiamo con Giulietto differenti provenienze culturali. Di fronte al delicato momento che questo governo sta vivendo, attaccato com’è praticamente da tutti gli organi di stampa, dal mondo delle banche e dalla finanza, dai burocrati europei, tutte entità espressioni dei poteri forti, manifestazioni palesi del nemico, è indispensabile disporre di fonti di informazioni alternative.

Pandora TV è indipendente ed è sostenuta solo dagli ascoltatori. Lanciamo, nel nostro piccolo, un appello perché questa preziosa fonte di informazioni non si spenga per mancanza di fondi.

Postiamo questo intervento live apparso su Facebook nei giorni scorsi, nel quale Giulietto Chiesa sintetizza con grande lucidità la situazione attuale in relazione al governo giallo-verde, manifestando una encomiabile onestà intellettuale, oltre che un grande senso di responsabilità nei confronti del popolo italiano del quale rispetta le scelte.

La situazione è di emergenza, dice Giulietto, ma dobbiamo comportarci democraticamente, rispettando la volontà popolare. Chi vorrebbe rovesciare questo governo, è una minoranza, contro il popolo, e dalla parte del nemico.

Intervento esemplare.

 

GIULIETTO CHIESA IN DIRETTA ORA: E' EMERGENZA. Chi ha domande da porre le scriva qui. Risponderò in diretta alle domande degli spettatori.

Опубликовано GIULIETTO CHIESA Четверг, 30 августа 2018 г.

Fonte: https://www.facebook.com/giuliettochiesa/videos/255401005107709/.

 




“La verità ha sempre una sua bellezza”. Alberto Bagnai cita il nostro blog!

Riportiamo con orgoglio il frame in cui Alberto Bagnai cita il nostro blog, anche se con una piccola inesattezza, infatti parla di “unire i puntini” invece di “unire i punti”, ma al Nostro si perdona questo ed altro…

 

Con l’occasione vi raccomandiamo vivamente di ascoltare per intero la conferenza in occasione della presentazione della seconda edizione del libro di Marcello Foa “Gli stregoni della notizia” cui ha partecipato anche Vladimiro Giacché.

Fondamentale ascoltare gli interventi dei nostri tre eroi della dissidenza, in quanto ognuno di essi apporta un contributo assolutamente ineludibile per interpretare in maniera corretta i gravi processi di censura dell’informazione in atto. Inoltre è importante soffermarsi sul fatto che partecipino alla stessa conferenza, con grande armonia, “un comunista, un liberale ed un keynesiano” (Bagnai dixit); questo ci deve far riflettere sul fatto che l’approccio all’attuale situazione da “destra” o da “sinistra”, cioè prettamente ideologico, sia semplicemente obsoleto.

La sfida che abbiamo dinanzi oggi è se capiamo che l’Unione Europea sia una colossale trappola ad opera delle élites finanziarie (dei “padroni universali” – definizione di Giulietto Chiesa) oppure se continuiamo a considerarla pedissequamente come ce la vorrebbero vendere; un altissimo valore, una realtà metafisica, dunque ineluttabile, da accettare in ogni caso.

In un altro intervento il professor Bagnai notava che in presenza di forti compressioni sui diritti dei lavoratori l’unica strada per mantenere una qualche stabilità del sistema fosse una proporzionale manipolazione del sistema dell’informazione. Questo è il nodo centrale attorno al quale si dipanano gli acutissimi interventi dei nostri tre intellettuali cui va tutto il nostro plauso.

Fonte: byoblu.com




Attenti, Twitter prepara la censura invisibile

Ancora un importante articolo di Marcello Foa, apparso sul suo seguitissimo blog, riguardante la grave situazione della censura che sta avanzando ovunque, che sta avanzando in Italia. La cosa ci riguarda, da vicino. Chiaro che quando i diritti della maggioranza (i lavoratori dipendenti) vengono calpestati il dissenso nella società aumenta, e il conflitto sociale si accende. Come fare a governare la situazione?

Esiste solo una soluzione: silenziare il dissenso, e costruire una informazione preconfezioata, da un lato distraendo l’opinione pubblica con scandali dati per essere di grandissima importanza e dall’altra diffondendo notizie rigorosamente false; in tal modo la popolazione si divide e si accapiglia su questioni di poco conto, e poi non riesce ad individuare l’avversario. “Sono corrotti, hanno stipendi altissimi, e vitalizzi…”

Divide et impera, dice il vecchio adagio.

Sulla censura avevamo già parlato, su questo blog, sempre postando un articolo di Foa, con all’interno alcuni importanti link, e a proposito della proposta legge di Gentiloni.

La situazione purtroppo è in evoluzione, nel senso peggiorativo del termine; Twitter, un mezzo che finora è servito alla dissidenza per rendere virali importanti notizie accuratamente nascosteci dai media mainstream (di regime),  adesso si organizza per una scrupolosa censura dei contenuti scomodi.

Leggere per credere.

di Marcello Foa

Attenti, Twitter prepara la censura invisibile

twitterMissione compiuta: ieri ho consegnato all’editore Guerini il testo completo del secondo atto de Gli Stregoni della notizia, che è risultato molto più ampio e completo di quanto ipotizzassi quando ho iniziato a scriverlo. Che estenuante e splendida esperienza, scrivere un libro. Giorno dopo giorno la penna migliora: dapprima avanza faticosa, un po’ arruginita, com’è inevitabile quando hai perso l’abitudine, poi inizia a scorrere, sempre più veloce, sempre più incisiva. Alla fine sei esausto e ti dici: che follia, mai più. Ma menti a te stesso e ricordi lo scrittore Giovanni Arpino il quale diceva che dopo ogni opera aveva l’impressione di non sentire più le mani e provava un senso di nausea alla vista della tastiera, ma dopo poche ora non poteva esimersi dal riprendere a scrivere.

Di questo mio nuovo saggio vi parlerò più a lungo nei prossimi giorni. Oggi voglio rendervi attenti a una notizia che pochissime testate hanno dato e che, invece, è tanto importante quanto inquietanze. Pochi giorni fa un’inchiesta di Project Veritas ha rivelato che Twitter sta lavorando alacremente a misure che, una volta introdotte, limiteranno la vostra libertà di esprimervi. A confessarlo sono stati alcuni ingegneri della società, captando le loro confidenze con una camera nascosta durante le feste natalizie. Un po’ come fa Report, per intenderci. Non immaginando di essere registrati si sono lasciati andare. Pochi ne hanno parlato in Italia e chi lo ha fatto  (come Repubblica) si è soffermato sulle indiscrezioni riguardo la violazione della privacy: Twitter scandaglierebbe i messaggi per raccogliere informazioni private e archivierebbe tutti i messaggi diretti, anche quelli cancellati, per poterli consegnare al Dipartimento di Giustizia qualora li richieda, anche a distanza di anni. Naturalmente alla vostra e alla nostra insaputa. Esploso lo scandalo, la società naturalmente ha negato sostenendo  di” far rispettare le nostre regole senza pregiudizi e responsabilizzando ogni voce sulla nostra piattaforma“.

Ma ben più inquietante è un altro progetto: quello del cosiddetto “shadow banning” ovvero una “censura ombra” o, più propriamente, invisibile, che permetterà di escludere un utente senza che egli se ne accorga ovvero: voi continuerete a twittare ma nessuno vedrà più  i vostri cinguettii. Progetto a cui si accompagna l’algoritmo che consente di individuare e di schedare gli utenti in base alle idee politiche , con le conseguenze che potrete facilmente immaginare: quelle gradite all’establishment avranno visibilità, quelle sgradite e anticonformiste saranno confinate in una bolla, private della virtù di Twitter: la viralità.

E’ improbabile che gli ingegneri si siano inventati tutto. E’ un segnale inquietante che, purtroppo, conferma la tendenza in atto. Quella parola “shadow banning” suona sinistramente profetica del mondo che stanno cercando di costruire, in cui la libertà d’opinione sarà più apparente che reale. E in cui prevarrà,  e di gran lunga, la verità omologata, che non morde, che non fa male, che acquieta le coscienze. Un mondo che bisogna denunciare adesso, con coraggio, per impedire che si realizzi.  Io non mi tiro indietro.

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2018/01/17/ebbene-si-twitter-prepara-la-censura-invisibile/

 




STIAMO SCIVOLANDO VERSO UNA DITTATURA

Titolo altisonante, direte voi; cerchiamo di non procurare allarme, e di vedere le cose in maniera positiva…ci pare di sentire l’obiezione di molti.

Ebbene, non è facile rimanere ottimisti sulla attuale limitazione delle libertà, con il clima che si sta facendo ogni giorno più pesante. Quello che si sta prefigurando, e molti segnali ce lo confermano, è una vera e propria dittatura, Oddio, solo i più anziani ce lo potrebbero confermare cosa sia una dittatura…

Ma in questa preoccupazione non siamo soli, anzi, ci sentiamo appoggiati da numerosi intellettuali che, almeno finora si può, stanno cercando di metterci in guardia. È di pochi giorni fa la pubblicazione di un intervento sconvolgente del giurista Ugo Mattei che ci ha svelato della installazione di un miliardo e quattrocento milioni di sensori, solo nel mondo occidentale. 1.400.000.000 sensori, così ci capiamo meglio. A cosa mai potrebbero servire tutti questi sensori ce lo spiega ironicamente un pezzo pubblicato da pandoratv.it , in questi giorni.

Vi proponiamo un acuto articolo di Marcello Foa, uno dei maggiori esperti di comunicazione, cui certe cose non stanno passando certo inosservate.

Aprite gli occhi sulle fake news! Sono solo un pretesto per imporre la censura. Ve lo dimostro qui

di Marcello Foa

Non è un caso. E’ un metodo. Con un pretesto, le fake news, e uno scopo finale: mettere a tacere le voci davvero libere. Attenzione, non si tratta di una questione meramente italiana bensì di quella che definirei una “corale internazionale”. Il là lo hanno dato gli Stati Uniti, dove, dopo la vittoria di Trump, è partita una massiccia campagna ispirata dagli ambienti legati al partito democratico con l’entusiastico consenso di quello repubblicano, nella consapevolezza che la prima grande e inaspettata sconfitta dell’establishment che governa gli Usa da decenni non sarebbe avvenuta senza la spinta decisiva dell’informazione non mainstream. A seguire si sono mobilitati diversi Paesi europei, la Germania in primis, ma anche la Gran Bretagna del post Brexit e, ovviamente, l’Italia, del post referendum.

Sia chiaro: il problema delle fake news esiste; soprattutto quando a diffonderle sono società o singoli a fini di lucro. Gli esempi, anche recenti, abbondano. O quando vengono usate dagli haters, gli odiatori, ovviamente senza mai esporsi in prima persona. Ma le soluzioni vanno trovate nel rispetto della libertà d’opinione e nell’ambito del sistema giudiziario del singolo Paese. La diffusione sistematica di notizie false al solo fine di generare visualizzazioni è semplicemente una truffa e in quanto tale va trattata. Il problema degli haters è più complesso. Io da sempre sostengo che bisogna avere il coraggio di mettere la faccia e che l’anonimato assoluto per chi si esprime pubblicamente non sia salutare in una vera democrazia. Anche in questo ambito si possono trovare soluzioni intelligenti ad hoc.

Le proposte che sono state formulate negli ultimi tempi – e guarda caso tutte su iniziativa del Pd – si caratterizzano, invece, per la tendenza da un lato a delegare il giudizio a organismi extragiudiziali – talvolta anche extraterritoriali – dall’altro per l’intenzione di colpire arbitrariamente le parole e dunque, facilmente, anche le idee.

Non mi credete? Eppure è così. Ricordate il decreto Gentiloni sulla schedatura di massa degli utenti web e telefonici e la misura che autorizzava una censura di fatto e contro cui ho condotto una battaglia furibonda su questo blog? La prima misura è da regime autoritario, senza precedenti in democrazia; la seconda delega all’Agcom la facoltà di valutare se un sito viola il diritto di autore e, un caso affermativo, di oscurarlo. Ovvero appropriandosi di funzioni che spettano normalmente alla magistratura.

E leggete la proposta di legge contro le Fake News annunciata da Renzi. Cito una fonte insospettabile, la Repubblica, che la definisce una legge sulle fake news che non parla di fake news. Scrive Andrea Iannuzzi:

Nel ddl elaborato dai senatori Zanda e Filippin si impone ai social network con oltre un milione di utenti la rimozione di contenuti che configurano reati che vanno dalla diffamazione alla pedopornografia, dallo stalking al terrorismo. La valutazione dei reati viene demandata ai gestori delle piattaforme, che di fatto sostituiscono il giudice: la libertà di espressione potrebbe essere a rischio. Previste sanzioni pesanti per chi non rispetta una serie di adempimenti burocratici

Persino la Repubblica – sì proprio il giornale che ha amplificato le denunce di Renzi contro le Fake News – non ha potuto esimersi dall’ammettere che così i giudici non servirebbero più, violando uno dei principi fondanti della nostra civiltà, e dal riconoscere che la libertà di opinione è in pericolo.

E non finisce qui. Sentite cosa dice Marco Carrai, amico e consigliere di Renzi, che in un’intervista al Corriere della Sera rivela:

Stiamo lavorando con uno scienziato di fama internazionale alla creazione di un “algoritmo verità”, che tramite artificial intelligence riesca a capire se una notizia è falsa. L’altra idea è creare una piattaforma di natural language processing che analizzi le fonti giornalistiche e gli articoli correlandoli e, attraverso un grafico, segnali le anomalie. A mio avviso ciò dovrebbe essere fatto anche a livello istituzionale.

Traduco: significa che un algoritmo e meccanismi di analisi semantica stabiliranno se un singolo articolo è vero o è una fake news. Scusate, ma io rabbrividisco. Queste sono tecniche da Grande Fratello, e non solo perché i criteri rimarranno inevitabilmente segreti (per impedire che vengano aggirati), ma soprattutto perché così si potranno discriminare le idee, i concetti, bannando quelli che un’autorità esterna (il gestore dei social!) riterrà inappropriati. D’altronde sta già avvenendo su Facebook e su Twitter, dove opinionisti anche conosciuti si sono visti cancellare gli account da un amministratore che, nel migliore dei casi, si presenta con un nome di battesimo (Marco, Jeff o Bill) e che decide che si sono “violate le regole della comunità”. Oggi sono ancora incidenti episodici, ma domani – sotto la minaccia di sanzioni milionarie già ventilate da Renzi – i gestori sboscheranno con l’accetta. E basterà un’”esuberanza semantica”, ad esempio scrivere zingari anziché rom, o accusare un’istituzione di diffondere dati falsi o incompleti per sparire dalla faccia del web.

Perché per gente come Renzi e Carrai e Gentiloni, tutti veri splendidi progressisti, evidentemente non può che esistere una sola Verità. Quella Ufficiale, quella certificata da loro e difesa dagli implacabili gestori dei social media, novelli guardiani dell’ordine costituito.

Cose che possono esistere solo in una “Fake Democracy”. Quella a cui ci vogliono portare.

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/11/28/aprite-gli-occhi-sulle-fake-news-sono-solo-un-pretesto-per-imporre-la-censura-ve-lo-dimostro-qui/

 




UE come URSS! Vladimir Bukovskij: “Io sono già stato nel vostro futuro, e vi assicuro che non c’è niente di buono”

Riusciremo ad aprire gli occhi su quello che sta succedendo con la Unione Europea?

Sarà prudente continuare a vivere correndo e distrattamente formare le nostre opinioni senza ricorrere a qualche fonte alternativa di informazioni? Nessuno avverte la stridente contraddizione fra quello che ci dicono, parlando continuamente di libertà, di democrazia e contemporaneamente ciò che accade in termini di restrizioni delle libertà, compressioni dei più elementari diritti, ostracizzazione delle voci discordanti? Pensiamo soltanto al decreto sugli obblighi vaccinali, alla proposta di legge di Gentiloni sulla censura, alla campagna “contro le fake news” della Boldrini, a come vengano trattati dai media quelli di CitizenGO e ‘Generazione famiglia’…

Il noto dissidente sovietico Vladimir Bukovskij  prova a metterci in guardia, e dopo la sua amara esperienza (12 anni di gulag) è molto preoccupato del fatto che qui nessuno si preoccupa.

“Io sono già stato nel vostro futuro, e vi assicuro che non c’è niente di buono”. 

I sottotitoli sono a cura di byoblu.com

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Dzw59dK0PA8




CONTINUA IL GENOCIDIO IN YEMEN A OPERA DEL REGIME SAUDITA

VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!…

Da lantidiplomatico.it

Basterebbe questo video per inorridire. Ma nell’occidente della libera informazione l’Arabia Saudita è un alleato prezioso, perché il luogotenente degli Stati Uniti nel Golfo. E quindi queste immagini non le vedrete. Le urla di questi bambini da una scuola dello Yemen non passeranno mai nel mainstream europeo.

Noi ve le mostriamo, sconsigliando la visione ad un pubblico particolarmente sensibile. Nella giornata di sabato il regime saudita ha bombardato un’accademia di polizia a Sana’a vicina a tre scuole. Le scuole erano piene, l’edificio della polizia vuoto.

Quella dell’Arabia Saudita è un vero e proprio genocidio. Per citare solo l’ultimo dei dati: secondo l’UNICEF ci sono circa 400.000 bambini nello Yemen che rischiano di morire per malnutrizione a causa del blocco terrestre, aereo e marittimo imposto dall’Arabia Saudita. Non si può dire ad alta voce per il blocco mediatico imposto. Passate parola voi.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-immagini_forti_le_urla_dei_bambini_dello_yemen_mentre_il_regime_saudita_bombarda/82_22119/

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TWITTER HA CENSURATO TRUMP: ADESSO ABBIAMO LE PROVE

Se alcuno aveva ancora qualche dubbio che stiamo vivendo non la realtà, ma la realtà che qualcuno decide che noi viviamo, con questo ottimo articolo di Giampaolo Rossi abbiamo le dimensioni del problema; addirittura si è arrivati a censurare lo stesso presidente Trump, durante la campagna elettorale. Cadono miseramente le ipotesi di ingerenza russa (peraltro mai provate con un minimo di riscontri) e appare la realtà, senza tante storie.

Per favore, ragioniamo; se addirittura una delle persone più potenti del mondo viene censurata senza tanti problemi allora non sarebbe meglio avere un risveglio di senso critico e, come ha detto Alberto Bagnai, moltiplicare per -1 ogni notizia che ci viene propinata semplicemente pensando che la verità, sarà, con molte probabilità, l’esatto contrario di ciò che ci viene detto?

Dunque diffidare di tutte le notizie che non riportano a chiare lettere le date, i nomi, le fonti, ciò che potete vedere qui di seguito, e cominciare a ragionare con la propria testa.

Almeno proviamoci.

 

Twitter ha censurato Trump. Ecco le prove

trump-the-hashSHADOW BANNING SU TRUMP
All’inizio sembrava essere solo una voce: Twitter, uno dei più importanti social network del mondo, era entrato a gamba tesa nella campagna elettorale americana danneggiando volutamente Donald Trump e favorendo la sinistra liberal di Hillary Clinton.

I primi sospetti sorsero nel Luglio 2016, quando una serie di tweet pubblicati da Trump sul suo profilo, non erano comparsi sui feed dei follower; come se quei tweet non fossero mai esistiti. Qualcuno sospettò che Twitter avesse messo in atto un’azione di “shadow banning” tecnicamente un “gettare nell’ombra” alcuni contenuti da lui pubblicati così da non farli vedere sulle bacheche dei suoi supporter.

Qualche mese prima la rivista BuzzFeed anticipò il progetto di Twitter di introdurre una timeline algoritmica per ordinare i contenuti; cosa che preoccupò molti per il rischio che un filtro definito a monte (e non più il naturale ordine cronologico) avrebbe deciso quali tweet rendere visibili ai follower e quali no.
In altre parole, gli utenti che avrebbero pubblicato i loro contenuti non avrebbero avuto più la certezza che tutti i loro follower sarebbero stati in grado di leggerli.

Milo Yiannopoulos, eretico pensatore della destra anglo-americana ed esperto dell’universo digital, svelò come Twitter stesse creando proprio una blacklist di account non graditi a cui l’algoritmo avrebbe oscurato i messaggi impedendone la divulgazione; e tra questi, nel settore della politica, gli account conservatori e di destra.

LA CONFESSIONE DI TWITTER
Il sospetto che Twitter abbia manipolato la campagna elettorale Usa, è ora una certezza, per ammissione diretta di Sean Edgett, Consigliere generale della società di San Francisco.
Qualche giorno fa, in audizione alla Commissione Giustizia del Senato americano, il manager ha ammesso che Twitter ha svolto un’azione di censura su alcuni contenuti vitali nella campagna elettorale, ufficialmente per arginare le azioni di spam.

Dopo aver spiegato che Twitter è impegnato a fornire un servizio che favorisce e facilita il dibattito democratico libero e aperto, per promuovere un cambiamento positivo nel mondo”ha spiegato che durante la campagna elettorale  i tecnici della piattaforma social  hanno contribuito a mitigare l’impatto dei Tweets automatizzati che pomuovevano l’hashtag #PodestaEmails, nato dalla pubblicazione di migliaia di email da parte di Wikileaks” relative a John Podesta il potente capo della campagna elettorale della Clinton.
In altre parole Twitter (dietro la scusa degli spam) ha censurato molti tweet di Wikileaks che trattavano lo scandalo di intrighi e illegalità in cui è stata coinvolta Hillary Clinton ed il suo potente collaboratore.

“Dei circa 426.000 tweet pubblicati in due mesi da 57.000 utenti” ha dichiarato Edgett , “il 25% di quelli che usavano l’hashtag #PodestaEmails e il 48% di quelli che usavano l’hashtag DNCLeaks” sono stati oscurati.

LA BALLA DEI RUSSI
Il manager di Twitter ha rivelato anche che “meno del 4% dei Tweets contenenti l’hashtag #PodestaEmails è venuto da account con potenziali collegamenti con la Russia”; e solo il 2% di quelli con #DNCLeaks.

Se si mostrasse il dato degli account italiani o inglesi che hanno utilizzato questi hashtag, probabilmente ci troveremo percentuali più alte; dimostrazione ennesima che la famosa ingerenza russa nella campagna elettorale di Trump è una balla colossale.

twitter-jail-AP-640x480E LA NEUTRALITÀ?
Questa è la prova che Twitter spesso non svolge una funzione neutra nel processo di comunicazione globale; ma entra in campo, si schiera, prende posizioni politiche a favore o contro candidati o battaglie politiche.

D’altro canto Adam Sharp uno dei capi di Twitter e già consulente strategico del Partito Democratico, lo anticipò in un’intervista nel Gennaio 2016; in quell’occasione disse che soldi, endorsement o strutture territoriali “sono ormai secondarie per fornire un messaggio convincente alla base degli elettori” e che strumenti come Twitter avrebbero consentito di “bypassare” gli strumenti tradizionali delle campagne elettorali.

Trump l’ha capito, per questo è stato il candidato presidenziale che ha meno investito in campagne sul mainstream (pur avendo la maggiore disponibilità economica) e ha più lavorato sui social network. Anche Twitter l’ha capito, per questo ha cercato di boicottarlo.

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/11/05/twitter-ha-censurato-trump-ecco-le-prove/?mobile_detect=false


Su Twitter: @GiampaoloRossi




Putin stringe le maglie della rete, ma in Italia andiamo peggio, molto peggio.

Il fattore di pericolo più grande da noi in Italia non è che stiamo scivolando in una dittatura, ma il fatto che nessuno dice niente. Oggi sta per essere approvata una delle peggiori leggi bavaglio della libera espressione dei cittadini e la notizia passa del tutto inosservata; tuttavia veniamo a sapere che “Putin il terribile” in Russia vuole limitare la libertà – e con che enfasi ce lo dice Repubblica.

I principali periodici oramai possiamo chiamarli collaborazionisti del potere, perché l’unica cosa che fanno è sviare le nostre percezioni verso  scenari inesistenti semplicemente per nasconderci la realtà. Postiamo questo video per tutti quelli che non sono ancora arrivati a byoblu.com di Claudio Messora che sta facendo un lavoro di primaria importanza, specialmente nel deprimente panorama italiano dell’informazione, anzi, della disinformazione.

Fonte: http://www.byoblu.com/post/video-dal-web/stretta-di-putin-sulla-rete-ma-i-media-non-vi-dicono-che