LEADER MONDIALE DELL’AMBIENTALISMO CHIEDE SCUSA: ABBIAMO ESAGERATO

Il libro di Michael Shellenberger, “Apocalypse never” demitizza le tesi alla base del terrorismo ambientalista che sta funestando la società globale, soprattutto negli ultimi decenni. Dopo le performances di Greta Tunberg si sono levate le voci di centinaia di scienziati in tutto il mondo per mettere in discussione quelle tesi strampalate, basate su teorie scientifiche sistematicamente smentite dai fatti, ma niente, esiste evidentemente un programma a livello globale che non può essere ostacolato, prova ne sia il fatto che Forbes, dopo aver pubblicato l’articolo, lo abbia immediatamente censurato.

Certo che si dovrebbe leggere Apocalypse never, ma intanto cogliete da questo articolo una serie di punti fondamentali.

Tratto da scenarieconomici.it

Michael Shellenberger é un noto guru ambientalista  scelto dalla rivista Times come uno degli “Eroi dell’ambiente” nel 2008. Il suo libro “Break through” ha vinto il premio ” Green book” dello stesso anno. Fondatore del Breakthrough Institute ha collaborato con Ted Nordhaus ed è definito un “Ecomodernista”. Recentemente ha pubblicato “Apocalypse never”, rivedendo alcune delle sue visioni più radicali.

A nome degli ambientalisti di tutto il mondo, vorrei scusarmi formalmente per la paura del clima che abbiamo creato negli ultimi 30 anni. Il cambiamento climatico sta accadendo. Ma non è la fine del mondo. Non è nemmeno il nostro problema ambientale più grave.

Potrei sembrare una persona strana a dire tutto questo. Sono stato un attivista del clima per 20 anni e un ambientalista per 30.

Ma poiché un esperto di energia ha chiesto al Congresso di fornire una testimonianza obiettiva di esperti e invitato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) a collaborare come revisore esperto del suo prossimo rapporto di valutazione, sento l’obbligo di scusarmi per quanto noi ecologisti abbiamo tratto in errore il pubblico.

Ecco alcuni fatti che pochi conoscono:

  • Gli umani non stanno causando una “sesta estinzione di massa”
  • L’Amazzonia non è “i polmoni del mondo”
  • Il cambiamento climatico non sta peggiorando le catastrofi naturali
  • Gli incendi sono diminuiti del 25% in tutto il mondo dal 2003
  • La quantità di terra che utilizziamo per la carne – il più grande uso di terra da parte dell’umanità – è diminuita di un’area grande quasi quanto l’Alaska
  • L’accumulo di legna da ardere e altre case vicino alle foreste, e non i cambiamenti climatici, spiegano perché ci siano incendi sempre più pericolosi in Australia e California
  • Le emissioni di carbonio sono in calo nella maggior parte delle nazioni ricche e sono diminuite in Gran Bretagna, Germania e Francia dalla metà degli anni ’70
  • Adattarsi alla vita sotto il livello del mare ha reso i Paesi Bassi ricchi non poveri
  • Produciamo il 25% in più di cibo di cui abbiamo bisogno e le eccedenze alimentari continueranno ad aumentare man mano che il mondo diventa più caldo
  • La perdita di habitat e l’uccisione diretta di animali selvatici rappresentano una minaccia maggiore per le specie rispetto ai cambiamenti climatici
  • Il combustibile di legno è molto peggiore per le persone e la fauna selvatica rispetto ai combustibili fossili
  • Prevenire le pandemie future richiede più , e non meno, “Agricoltura industriale”.

So che i fatti di cui sopra suoneranno come “negazionismo climatico” per molte persone. Ma questo dimostra solo il potere dell’allarmismo climatico.

In realtà, i fatti di cui sopra provengono dai migliori studi scientifici disponibili, compresi quelli condotti o accettati dall’IPCC, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) e altri importanti organismi scientifici.

Alcune persone, leggendo questo, immaginano che io sia un anti-ambientalista di destra. Non lo sono. A 17 anni, ho vissuto in Nicaragua per mostrare solidarietà alla rivoluzione socialista sandinista. A 23 anni ho raccolto fondi per le cooperative di donne guatemalteche. All’inizio dei 20 anni vivevo nella semi-amazzonia facendo ricerche con piccoli agricoltori che combattevano le invasioni della terra. A 26 anni ho aiutato a denunciare le cattive condizioni nelle fabbriche Nike in Asia.

Sono diventato ambientalista a 16 anni quando ho lanciato una raccolta fondi per Rainforest Action Network. A 27 anni ho aiutato a salvare le ultime sequoie antiche non protette in California. A trent’anni ho sostenuto le energie rinnovabili e aiutato con successo a convincere l’amministrazione Obama a investire 90 miliardi di dollari in esse. Negli ultimi anni ho contribuito a salvare un numero sufficiente di centrali nucleari dalla sostituzione di combustibili fossili per evitare un forte aumento delle emissioni, ma fino allo scorso anno, per lo più ho evitato di parlare contro la paura del clima. In parte è perché ero imbarazzato. Dopo tutto, sono colpevole di allarmismo come qualsiasi altro ambientalista. Per anni ho definito i cambiamenti climatici una minaccia “esistenziale” per la civiltà umana e l’ho definita una “crisi”.

Ma soprattutto avevo paura. Rimasi in silenzio sulla campagna di disinformazione climatica perché avevo paura di perdere amici e finanziamenti. Le poche volte in cui ho evocato il coraggio di difendere la scienza del clima da coloro che l’hanno travisata ho sofferto gravi conseguenze. E così per lo più sono rimasto vicino e non ho fatto quasi nulla mentre i miei colleghi ambientalisti terrorizzavano il pubblico.

Sono stato anche al fianco della gente alla Casa Bianca e molti nei media hanno cercato di distruggere la reputazione e la carriera di uno scienziato eccezionale, un brav’uomo e un mio amico, Roger Pielke, Jr., un democratico progressista permanente e ambientalista che ha testimoniato a favore delle normative sul carbonio. Perché l’hanno fatto? Perché la sua ricerca dimostra che i disastri naturali non stanno peggiorando.

Poi, l’anno scorso, le cose sono andate fuori controllo.

Alexandria Ocasio-Cortez ha dichiarato: “Il mondo finirà tra dodici anni se non affrontiamo i cambiamenti climatici”. Il gruppo ambientalista di più alto profilo della Gran Bretagna ha affermato “Il cambiamento climatico uccide i bambini”.

Il giornalista verde più influente del mondo, Bill McKibben, ha definito il cambiamento climatico la “più grande sfida che gli umani abbiano mai affrontato” e ha affermato che “spazzerebbe via le civiltà”.

I giornalisti mainstream hanno riferito, ripetutamente, che l’Amazzonia era “Il polmone del mondo” e che la deforestazione era come una bomba nucleare che esplode.

Di conseguenza, la metà delle persone intervistate in tutto il mondo l’anno scorso ha dichiarato di ritenere che il cambiamento climatico avrebbe estinto l’umanità. E a gennaio, uno su cinque bambini britannici ha dichiarato ai sondaggisti di avere incubi sul cambiamento climatico.

Devo ammettere che posso essere sensibile perché ho una figlia adolescente. Dopo che abbiamo parlato della scienza, è stata rassicurata, ma le sue amiche sono profondamente disinformate e quindi, comprensibilmente, spaventate.

Così ho deciso che dovevo parlare. Sapevo che scrivere alcuni articoli non sarebbe bastato. Avevo bisogno di un libro per disporre correttamente tutte le prove.

E così le mie scuse formali per la paura che ci circonda si presentano sotto forma del mio nuovo libro, Apocalypse Never: Perché l’allarmismo ambientale fa male a tutti noi.

Si basa su due decenni di ricerca e tre decenni di attivismo ambientale. A 400 pagine, di cui 100 note, “Apocalypse Never” tratta dei cambiamenti climatici, della deforestazione, dei rifiuti di plastica, dell’estinzione delle specie, dell’industrializzazione, della carne, dell’energia nucleare e delle energie rinnovabili.

Alcuni punti salienti del libro:

  • Le fabbriche e l’agricoltura moderna sono le chiavi della liberazione umana e del progresso ambientale
  • La cosa più importante per salvare l’ambiente è produrre più cibo, in particolare carne, su meno terra.
  • La cosa più importante per ridurre l’inquinamento atmosferico e le emissioni di carbonio è passare dal legno al carbone, dal petrolio al gas naturale, all’uranio
  • Il 100% di energie rinnovabili richiederebbe un aumento della terra utilizzata per l’energia dallo 0,5% al ​​50% di oggi
  • Dovremmo desiderare che città, fattorie e centrali elettriche abbiano densità di potenza più elevate, non inferiori
  • Il vegetarianismo riduce le emissioni di meno del 4%
  • Greenpeace non ha salvato le balene, passando dall’olio di balena al petrolio e all’olio di palma
  • La carne bovina “ruspante” richiederebbe 20 volte più terra e produrrebbe il 300% in più di emissioni
  • Il dogmatismo di Greenpeace ha peggiorato la frammentazione delle foreste dell’Amazzonia
  • L’approccio colonialista alla conservazione dei gorilla in Congo ha prodotto un contraccolpo che potrebbe aver provocato l’uccisione di 250 elefanti

Come ci hanno ingannato?

Negli ultimi tre capitoli di Apocalypse Never espongo le motivazioni finanziarie, politiche e ideologiche. I gruppi ambientalisti hanno accettato centinaia di milioni di dollari da interessi sui combustibili fossili. Gruppi motivati ​​da credenze anti-umaniste hanno costretto la Banca Mondiale a smettere di cercare di porre fine alla povertà e rendere la povertà “sostenibile”. E lo stato di ansia, depressione e ostilità nei confronti della civiltà moderna sono alla base di gran parte dell’allarmismo

Una volta che ti rendi conto di quanto siamo stati male informati, spesso da persone con motivazioni palesemente sgradevoli o malsane, è difficile non sentirsi ingannati.

Apocalypse Never farà mai qualche differenza? Vi sono certamente ragioni per dubitarne.

I media hanno pronunciato dichiarazioni apocalittiche sui cambiamenti climatici dalla fine degli anni ’80 e non sembrano disposti a smettere.

L’ideologia alla base degli allarmi ambientali – il malthusianesimo – è stata ripetutamente sfatata per 200 anni e tuttavia è più potente che mai.

Ma ci sono anche ragioni per ritenere che l’allarmismo ambientale, se non avrà fine del tutto, avrà un potere culturale in diminuzione.

La pandemia di coronavirus è una vera crisi che mette in prospettiva la “crisi” climatica. Anche se pensi che abbiamo reagito in modo esagerato, Covid-19 ha ucciso quasi 500.000 persone e distrutto economie in tutto il mondo.

Le istituzioni scientifiche tra cui l’OMS e l’IPCC hanno minato la propria credibilità attraverso la ripetuta politicizzazione della scienza. La loro esistenza e rilevanza future potrebbero dipendere solo da una nuova leadership e da una seria riforma.

I fatti contano ancora, e i social media stanno consentendo una più ampia gamma di voci nuove e indipendenti per superare i giornalisti ambientalisti allarmisti nelle loro pubblicazioni.

Le nazioni stanno tornando apertamente all’interesse nazionale e lontano dal malthusianesimo e dal neoliberismo, a favore del nucleare e contro le energie rinnovabili. 

Le prove sono schiaccianti che la nostra civiltà ad alta energia sia migliore per le persone e la natura rispetto alla civiltà a bassa energia a cui gli allarmisti climatici ci riporterebbero.

Gli inviti dell’IPCC e del Congresso sono segni di una crescente apertura a nuove idee sul cambiamento climatico e sull’ambiente. Un altro è stato la risposta al mio libro di scienziati del clima, ambientalisti e studiosi ambientali. “Apocalypse Never” è un libro estremamente importante”, scrive Richard Rhodes, l’autore vincitore di Pulitzer di The Making of the Atomic Bomb. “Questo potrebbe essere il libro più importante sull’ambiente mai scritto”, afferma uno dei padri del clima moderno scienza Tom Wigley.

“Noi ambientalisti condanniamo coloro che hanno idee antitetiche di ignorare la scienza e suscettibili di parzialità di conferma”, ha scritto l’ex capo di The Nature Conservancy, Steve McCormick. “Ma troppo spesso siamo colpevoli della stessa cosa. Shellenberger offre “amore duro:” una sfida a ortodosse radicate e mentalità rigide e autolesionistiche. Apocalypse Never traccia occasionalmente punti di vista pungenti, ma sempre ben fatti, basati sull’evidenza, che aiuteranno a sviluppare il “muscolo mentale” di cui abbiamo bisogno per immaginare e progettare non solo un futuro pieno di speranza, ma sostenibile“.

Questo è tutto ciò che speravo di scriverlo. Se sei arrivato a leggere fino a qui, spero che sarai d’accordo sul fatto che forse non è così strano come sembra che un ambientalista, progressista e attivista del clima per tutta la vita abbia sentito il bisogno di parlare contro l’allarmismo.

Spero vogliate accogliere le mie scuse.




L’articolo originale è tratto da ZeroHedge https://www.zerohedge.com/political/forbes-censors-award-winning-environmentalists-apology-over-three-decade-climate-scare-so




L’INOCULO DELLA PAURA

Di Luca Schiesari.

Quello che è in
atto sembra un gigantesco esperimento sociale, teso a verificare fino
a quanto è possibile aumentare la pressione prima di provocare una
(eventuale) rottura.

Sembra.

Scuole chiuse. Attività chiuse. Interi paesi isolati e classificati come “no go zone”. Persone confinate a casa, in veri e propri arresti domiciliari o, a seconda di come lo si guarda, di sequestri di persona.

Per molto meno un ex
ministro è suscettibile di comparire in tribunale.

La corsa
all’accaparramento di generi alimentari e di mascherine protettive
come nei film di genere apocalittico.

Aprendo una parentesi, è curioso notare come il terreno sia stato accuratamente preparato negli anni da decine di opere di fantasia, che hanno posto un seme profondo nell’immaginario collettivo, coadiuvato da periodici sfoghi di epidemie reali auto consumate su sé stesse. Questo seme ha germogliato nell’inconscio, coperto dalla convinzione che fosse possibile solo nella fantasia, ma ha bucato con veemenza il terreno, generosamente annaffiato da un quotidiano bollettino allarmistico, crescendo esponenzialmente sotto il calore delle contorte disposizioni istituzionali. L’isolamento è divenuta una condizione “raccomandabile” e in pochi capiscono veramente la portata di questa affermazione. E i suoi effetti sul subconscio. Persone che evitano i contatti, stop completo ai baci, agli abbracci, alle strette di mano. Se proprio si deve vedere qualcuno, questo va tenuto a “distanza di sicurezza”.

Gli uffici pubblici
e le multinazionali ricorrono massicciamente al telelavoro.

Perfino le chiese, che hanno resistito alle guerre mondiali e alle epidemie di peste, vaiolo e di influenza spagnola, hanno capitolato senza colpo ferire, sospendendo le funzioni religiose e le la somministrazione di sacramenti (nei battesimi non si usa l’acqua). L’impatto sull’economia è potenzialmente devastante e rende la già traballante Italia, da decenni spolpata da politiche predatorie e speculative, ancora più in balia delle stesse.

Medici e personale ospedaliero allarmato che strillano di restare a casa, di non uscire, che non è mica Natale, non è mica Capodanno, non è neanche (ancora) Pasqua.

I decennali e scellerati tagli alla sanità hanno trasformato gli ospedali, in particolare la capacità di accoglienza dei reparti è per “pochi intimi” e non sarebbe in grado di fronteggiare la progressione geometrica dell’epidemia.

Viene stimato che
per un 90÷95% non ci sarebbe posto in ospedale nel pieno
dell’epidemia: è per questo che l’isolamento è invocato
ufficialmente come “l’effetto mangrovia” per le mareggiate,
dove l’innalzamento del livello del mare è contrastato dalla
capacità di tali piante di costruire un vero e proprio “terreno”
o sorta di suolo che rallenta l’incedere delle acque.

Ma sarà veramente
così?

Naturalmente, per
ogni pandemia che si rispetti si parla di un vaccino, che le case
farmaceutiche hanno già annunciato sarà pronto a breve per essere
SPERIMENTATO sulle persone.

Rileggete
attentamente la frase precedente, cercando di porre particolare
attenzione alla parola in maiuscolo. Se non è ancora comprensibile,
provate a rileggerla un’altra volta. Se ancora non scatta un
brivido lungo la schiena significa che la speciazione è già
iniziata e, in tal caso, non è possibile far più nulla per voi.

Altra notizia di
rilievo è la bizzarra coincidenza dell’attuale epidemia con la
massiccia esercitazione denominata “Event 201” che avuto luogo a
ottobre dello scorso anno presso il “Johns Hopkins Center for
Health Security” di New York in collaborazione con il “World
Economic Forum” e la “Fondazione Bill & Melissa Gates”.

Cos’è l’Event
201? Nient’altro che una simulazione di pandemia globale. Ma non
finisce qui, perché la causa scatenante era la stessa, precisamente
la stessa famiglia, dell’attuale epidemia.

Finora l’OMS non ha ancora dichiarato lo stato di pandemia, ufficialmente per via dei numeri di contagiati; numeri che, curiosamente, sono incompatibili con gli appelli allarmistici degli “addetti ai lavori” e che anche il Presidente Americano Trump definisce falsi. Abbiamo parlato in altro post dei cosiddetti “bond pandemia”, emessi sul mercato nel 2017 e che sono prossimi alla scadenza. Una dichiarazione di pandemia prima dello scadere dei termini equivarrebbe a una perdita ingente di soldi da parte di chi ha investito in essi (che non sono persone qualunque).

A tal proposito è
singolare la notizia di queste ultime settimane che la pandemia si
diffonda con la trasmissione della carta moneta. A essere sospettosi
non si può non notare la comunione di intenti con la cosiddetta
“lotta al contante” intrapresa recentemente dalle istituzioni
come soluzione all’evasione fiscale.

Rimarchevole che anche un quotidiano dai più considerato attendibile come “Il Sole 24 Ore” affermi che il rischio riguardi solo le persone anziane, precisamente gli ultra ottantenni, e perlopiù soggette ad altre (minimo due) patologie coesistenti. Relativamente agli organi di informazione va evidenziato il particolare metodo di diffusione delle notizie: quotidianamente martellano sulla diffusione dell’epidemia (di cui è doveroso sottolineare che il termine si riferisce al diffondersi di una malattia contagiosa e NON al suo potenziale pericolo) e dei provvedimenti presi per contenerla, e solo separatamente – e in sordina – ammettano che il rischio per la maggior parte della popolazione è basso. Quello che avviene nel microcosmo della quotidianità delle persone si riflette nel macrocosmo della Nazione. I nostri cittadini ora non sono desiderati in nessuna altra nazione e si arriva fino all’assurdo che la Cina, lo stesso paese da cui è iniziata l’epidemia, ci accusa di portare il contagio nella loro terra.

Questa Italofobia
assume tutt’altra connotazione alla luce della rivelazione che il
Paziente Zero è – sorpresa! – tedesco. Fatto assolutamente ben
occultato, sia dai media compiacenti, sia dalle autorità tedesche.

Un’altra curiosità è che, di fronte all’emergenza dichiarata, nel silenzio si forzino i tempi per approvare l’assurdo disegno di legge sull’omofobia, che ridurrebbe ulteriormente le libertà individuali di ognuno. In conseguenza di quanto sopra esposto, la situazione assume i connotati di qualcosa di più grande e vasto di una emergenza biologica; di sicuro non sembra limitata al campo della salute.

Sintetizzando:

I media parlano in
maniera stranamente coordinata di pandemia e le persone iniziano a
preoccuparsi seriamente.

Le istituzioni
varano disposizioni radicali di restrizione e le persone, che prima
erano molto preoccupate, vengono prese dal panico.

Le persone vengono
isolate, le attività chiuse e si aprono le porte di una prossima
crisi economica.

Questi
provvedimenti, tutti orientati a vietare l’incontro di persone
agiscono su vari fronti:

La chiusura delle
scuole pubbliche, delle Aziende, dei servizi pubblici, toglie la
SICUREZZA.

Il divieto di
aggregazioni di persone, siano esse pubbliche o private, toglie il
CONTATTO CON LA REALTÀ.

La mancanza di
contatto fisico (no a baci, abbracci e strette di mano) toglie il
CALORE UMANO.

La chiusura delle
chiese toglie ai fedeli la SPERANZA.

Gli allarmismi
quotidiani gonfiano la DIFFIDENZA VERSO IL PROSSIMO.

L’isolamento
conseguente crea SOLITUDINE.

È evidente che non
è solo qualcosa di biologico quello che ci minaccia, ma che il vero
contagio con cui abbiamo a che fare si propaga soprattutto per via
MEDIATICA.

È un efficace
modalità di ingegneria sociale al fine di condizionare le persone
affinché diano il consenso, in nome di una minaccia non alla loro
portata, alla riduzione di determinate libertà.

E per permettere che
il processo di condizionamento sia efficace ci impongono la
DIVISIONE.

Non importa qual è
la finalità con cui lo giustificano: CI VOGLIONO DIVISI.

E cosa garantisce
una efficace divisione?

LA PAURA.

PAURA MEDIATICA
INOCULATA DIRETTAMENTE NEL NOSTRO CENTRO EMOZIONALE.

La paura che spinge a lavarsi le mani ogni due minuti. La paura che genera isteria e corsa all’accaparramento dei generi alimentari, agli igienizzanti e alle mascherine protettive (peraltro inefficaci). La paura che fa rifiutare baci, saluti e abbracci. La paura che aumenta la distanza tra le persone per renderle sole e aprire la strada alla disperazione. La paura che convince all’isolamento volontario.

La paura che NON FA
RAGIONARE.

Con la paura si scende a compromessi anche con il più acerrimo nemico; anche con il carnefice dichiarato e manifesto. Questa è la nuova frontiera. L’ultimo passo sulla strada della DE-UMANIZZAZIONE.

Un attacco non solo
fisico/biologico ma, soprattutto, EMOTIVO.

Ovviamente non abbiamo la certezza del fine ultimo, ma è curioso notare che uno dei padri dell’UE che ci sta strangolando, l’economista e banchiere Jacques Attali, colui che aveva ipotizzato l’eutanasia di stato per eliminare i “vecchi” troppo costosi, nel 2009 ha dischiarato che solo la PAURA avrebbe causato le condizioni necessarie – o assenza di opposizione – per instaurare un epocale cambiamento sociale. Da decenni si registrano frammentazioni delle persone in fazioni opposte tra loro e il perché ce lo spiega Qualcuno che sembra saperne molto:

“Quando i cittadini sono divisi non hanno potere ‘collettivo’. Quando i cittadini non hanno potere collettivo non possono controllare le leve che li governano [leve di controllo]. [illusione di democrazia]”

“QUANDO SIETE
DIVISI, SIETE DEBOLI.

QUANDO SIETE DEBOLI,
NON AVETE ALCUN POTERE.

QUANDO NON AVETE
POTERE, NON AVETE CONTROLLO.

DIVISI PER RAZZA.

DIVISI PER CLASSE.

DIVISI PER
RELIGIONE.

DIVISI PER
AFFILIAZIONE POLITICA.

DIVISI COME ESSERI
UMANI.

DIVISI siete DEBOLI.

INSIEME siete FORTI

QUANDO SIETE FORTI
PENSATE CON LA VOSTRA TESTA.

QUANDO SIETE FORTI
SFIDATE QUELLO CHE VI VIENE DETTO DI CREDERE.

QUANDO SIETE FORTI
SIETE SVEGLI.

QUANDO SIETE FORTI NON SIETE PIU’ CONTROLLATI.

FIDATEVI DI VOI STESSI.

ABBIATE FEDE CHE NON SIETE DA SOLI.ABBIATE FEDE CHE CI SONO PERSONE BUONE PROPRIO VICINO A VOI CHE STANNO COMBATTENDO PER CIO’ CHE SAPPIAMO ESSERE GIUSTO.

CHE DIO VI BENEDICA
TUTTI.

WHERE WE GO ONE, WE
GO ALL!”

Quindi sta a noi la scelta se cedere alla paura e proseguire sulla strada del degrado morale e istituzionale dettato negli ultimi decenni oppure scegliere di non cedere e di conservare la nostra UMANITÀ. In chiusura evidenzio che non viene usato, di proposito, il nome del contagio che è sulla bocca di tutti; questo per evitare di alimentare l’eggregora che è stata creata dall’isterismo di massa.

Le dichiarazioni di
Attali del 2009:

L’articolo de
IlSole24Ore che parla del target dei contagiati:

https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-lombardia-769-nuovi-casi-113-morti-e-40-terapie-intensive-piu-550-guariti-26-rispetto-ieri-ADZlTtB

La parola
all’esperto di Bio-terrorismo:

https://www.tgcom24.mediaset.it/…/coronavirus-lesperto-amer…

Le dichiarazioni del
Presidente Trump sui dati OMS:

http://www.ansa.it/…/trump-falsi-i-dati-oms-sul-coronavirus…

La pandemia non
viene annunciata per le pressioni dei mercati finanziari:

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-coronavirus_per…/…/

L’Event 201:

https://disinformazione.it/…/lesercitazione-event-201-e-il…/

Il Paziente Zero è
tedesco:

https://www.theguardian.com//germany-confirms-first-human-…
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMc2001468

A proposito del
disegno di legge sull’omofobia:

https://www.provitaefamiglia.it/…/flash-mentre-pensiamo-al-…




Pianeta Terra: verso l’estinzione

La fine del mondo? La sua data è stata annunciata molte volte, da sedicenti visionari, da sette religiose, e nominata anche da scienziati; il 9 settembre 2019 l’ESA dava per poco probabile (1:7000) l’impatto dell’asteroide 2006 QV89 con la Terra. I russi parlano di un evento ancora meno probabile (1:2.300.000) con l’asteroide Apophis, nel 2068.

Adesso, se da un lato non possiamo parlare di date, possiamo di sicuro sapere che siamo all’inizio della fine, a causa della telefonia cellulare, del WIFI, con una tragica accellerazione grazie alla tecnologia 5G.

Qui non si parla di un evento traumatico, ma di un lenta, inesorabile, silente, ma non meno insidiosa modificazione della vita sulla Terra, che impatterà il nostro DNA, i nostri organismi, la stessa epigenetica, con conseguenze terrificanti. Qualche allarme gli scienziati lo stanno già valutando, l’incremento parossistico del cancro, delle malattie neurodegenerative, dell’autismo nei bambini. Con il 5G tutti questi fattori avranno un incremento enorme, ma non sarà facile valutarlo perché da quelle millimetriche onde saremo irraggiati TUTTI, 24/24, 7 giorni su 7 e 365 giorni l’anno.

Non vi tranquillizzi il fatto che media e tv parlano solo in toni rassicuranti.

Cosa possiamo fare? Innanzitutto collezioniamo qualche punto, come il prossimo, offertoci da pandoratv.it

Se la gente sapesse cosa sta succedendo si ribellerebbe. Ma, almeno qui da noi, nessuno sa assolutamente niente.




Geoingegneria o scie chimiche; dite come volete, ma ci stanno avvelenando.

Parlare di questo argomento è diventato quasi noioso, eppure non ci fermiamo e continuiamo a sollevare la questione; ci pare semplicemente pazzesco che la popolazione accetti le decisioni folli di potenti interessati ai propri scopi e non agli abitanti del pianeta.  Sappiamo che sull’argomento ci siano state anche alcune interrogazioni parlamentari, in Italia e anche a livello del parlamento europeo. I risultati ottenuti: zero.

Questo breve video sia di stimolo ai più pigri che non abbiano seguito alcuni post dedicati a questo argomento.

Abbiamo postato gli estratti di una conferenza di un ricercatore tedesco, Dietrich Klinghardt , e alcuni altri video, ultimamente di un dipendente aereoportuale che ha fatto un lavoro molto serio, completandolo con analisi chimiche, documentato in un primo video e in un secondo.

Addirittura il nove novembre scorso abbiamo avuto una ammissione sconvolgente del dottor Antonio Raschi, direttore dell’Istituto di Biometereologia del CNR di Firenze, che affermava essere in atto un esperimento planetario di controllo del clima.

Capiamo che molti non siano abituati a porsi domande e cosa una affermazione del genere potesse significare, ma a questo punto, se noi invece abbiamo capito, dovremmo cominciare a diffondere queste informazioni, pur a costo di essere presi per visionari. Anche se le immagini che vi proponiamo non lasciano molti dubbi sul fatto che, molto probabilmente, ci stanno avvelenando.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=H4waOa9MzG0&feature=youtu.be




INTERVISTA PROIBITA 1: AEROPORTUALE DENUNCIA LE SCIE

Da TVivo, 21 febbraio 2018 in collaborazione con tankerenemy.com

 

 

Insistiamo a postare materiale sulle scie chimiche. Non c’è niente da ridere; su questo argomento i media non dicono niente. Oppure, quando se ne parla, l’approccio non è mai serio, scientifico, ma a livello talmente basso da non garantire nemmeno una minima comprensione di ciò che sta realmente accadendo.

Stavolta abbiamo come testimone un operatore aeroportuale di Malpensa, Enrico Gianini, che elenca i fatti, snocciola dati, analisi chimiche, e correda quello che dice con foto e riprese.  Naturalmente il Gianini ha avuto la consulenza di Rosario Marcianò che da anni sta facendo un serio lavoro scientifico, servendosi di rilevamenti sul terreno e in quota con l’uso di droni attrezzati.

La nostra speranza è che quando molti sapranno queste cose forse sarà possibile agire per fermare questo che non appare essere un fenomeno marginale, ma un vero e proprio crimine contro l’umanità.

Perpretato da chi?

Ci sono numerose ipotesi, basta avere un poco di pazienza, cercare fra i siti internet di riferimento, nogeoingegneria.com , tankerenemy.com e cercare riscontri anche su altri siti; inoltre ci sono molti trattati sull’argomento.

Alcuni scopi sono addirittura dichiarati dalla CIA stessa. In ogni caso, qualunque sia lo scopo, occulto o no, queste irrorazioni vanno fermate e basta. 

Se la cosa vi pare interessante fatela girare.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=v2Ie31LFkCs




GEOINGEGNERIA E DISINFORMAZIONE

Ancora 50 minuti da investire, per segnarsi un punto importante riguardante il problema delle chemtrails, le cosiddette scie chimiche di cui abbiamo già trattato su questo blog pubblicando un estratto della conferenza di un professore americano, il dr. Dietrich  Klinghardt. L’argomento è stato talmente demolito dalla informazione convenzionale e da una miriade di troll su internet, che oramai sembra quasi impossibile farsi una opinione plausibile, in moltissimi oramai ci hanno rinunciato. Siamo invece convinti che con un piccolo sforzo sia possibile farsi una idea abbastanza chiara di tutta una serie di fatti che stanno accadendo, davanti ai nostri occhi, e coglierne alcune correlazioni.

Se, invece di semplici correlazioni, qualcuno volesse una soluzione definitiva al problema e le ragioni esatte per cui tutto ciò accade allora meglio lasciar perdere, perché come sempre dobbiamo convenire, la realtà è complessa.

Il contributo che vi proponiamo è tratto dal convegno “Geoingegneria e disinformazione,” tenutosi all’Istituto di Santa Maria in Aquiro, presso il Senato della Repubblica. I relatori: Giulietto Chiesa (direttore di Pandora tv, da cui abbiamo tratto il materiale), Serena Pellegrino (deputata), Bartolomeo Pepe (senatore), Paolo De Santis (fisico, venuto a mancare recentemente, e di cui abbiamo pubblicato recentemente un importante articolo), Gherardo Rossi (medico), Maria Heibel (pedagogista e blogger).

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=WqNZpL0SA3g




VACCINI : DICIASSETTE BAMBINI MORTI IN MENO DI TRE MESI?

Difficile rimanere impassibili di fronte alle morti di questi bambini. Che tutte siano state causate dai vaccini non è dimostrato; ma ci sono alcuni ragionevoli dubbi. Alcuni di questi bambini erano stati vaccinati contro tutto eppure…

Si può sempre rispondere a questi fatti cercando giustificazioni, e rifugiandosi in certe statistiche. Non sappiamo se la stessa cosa riuscirebbero a farla i genitori in questione.

Senza cadere in teorie di vario tipo possiamo fermarci su alcuni punti:

– I genitori possono aspettare qualche tempo a fare i vaccini; sul sito della COMILVA ci sono le istruzioni per farlo senza infrangere il decreto legge sui vaccini.

– I genitori hanno il diritto di chiedere che i vaccini vengano inoculati singolarmente, evitando che la contemporanea inoculazione di più vaccini renda impossibile capire eventuali reazioni avverse esponendo il bambino a reazioni ancora più nefaste al momento dei richiami.

– Si tratta di entrare in dialogo con la ASL di competenza, senza cercare il conflitto, ma esercitando il diritto a essere informati correttamente su qualunque procedimento medico venga effettuato sui figli.

di Maurizio Blondet, 20 dicembre 2017

L’elenco dei piccoli morti cresce giorno dopo giorno. Solo nelle ultime settimane DICIASSETTE sono i bimbi morti (da 3 mesi a 6 anni).
Continueremo a pubblicare l’elenco aggiornato con il solo intento di denunciare da una parte una situazione inaccettabile e dall’altra per sensibilizzare le masse su un problema gravissimo che potrebbe interessare chiunque.
Quanti bambini morti e bambini gravemente danneggiati serviranno prima che un magistrato illuminato e libero emetta un mandato di arresto nei confronti del ministro della salute Beatrice Lorenzin, colpevole di aver firmato e presentato un decreto-legge scellerato?
Quante anime dovranno ancora essere sacrificate sopra l’altare di una scienza (non democratica e gestita dalle industrie chimiche), prima che si comprendano i crimini contro l’infanzia che si stanno perpetrando?
Ecco l’elenco incompleto in ordine cronologico (estrapolato da quotidiani locali) delle tristissime morti avvenute di recente…
La stampa nazionale ha notizie molto più importanti da veicolare!

Porto San Giorgio (Fermo), 17 dicembre 2017
Bambino di 2 anni muore per difficoltà respiratorie. La causa della morte sarebbero complicanze dell’influenza…
http://www.ilrestodelcarlino.it/fermo/cronaca/bimbo-morto-1.3615483

Cles (Trento), 17 dicembre 2017
Bambino di 6 anni muore nella notte di arresto cardio-respiratorio. Il papà medico e la mamma pediatra.
Fonte: http://www.lavocedeltrentino.it/2017/12/18/tragedia-cles-bimbo-6-anni-muore-nella-notte/

Sant’Antioco, Sardegna, 11 dicembre 2017
Neonato di 2 mesi trovato morto nella culla dai genitori. Dai primi accertamenti potrebbe trattarsi di SIDS…
Fonte: http://www.unionesarda.it/…/sant_antioco_tragedia_in_casa_m…

Massarosa (Lucca), 10 dicembre 2017
Neonato di due mesi è stato trovato morto nella culla. Potrebbe trattarsi della SIDS morte in culla.
Fonte: http://www.lanazione.it/…/cro…/neonato-morto-culla-1.3594700

Caserta, 27 novembre 2017
Bimbo di pochi mesi trovato morto nella culla. Potrebbe trattarsi della SIDS morte in culla.
Fonte: www.cronacacaserta.it/bimbo-mesi-trovato-morto-nella-…/20846

Lecco, 22 novembre 2017
Bimbo di 18 mesi è morto nel reparto di terapia intensiva. “Non si esclude reazione avversa ai vaccini”
Fonte: www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/bimbo-morto-vaccino-1.3554157

Catania, 15 novembre 2017
Bambino di 4 anni morto per choc settico. Era vaccinato!
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/…/milano-bambina-m…/3954787/

Milano, 2 novembre 2017
Bambina di 6 anni morta per meningite. Era vaccinata per tutto.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/…/milano-bambina-m…/3954787/

Salsomaggiore, 1 novembre 2017
Bambina di 3 mesi muore in culla, dicono per un improvviso malore.
Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/…/muore-in-culla-a-tre-mesi.h…

Avellino, 25 ottobre 2017
Bimbo di 2 anni morto per meningite da pneumococco. Il bambino era stato vaccinato.
Fonte: www.ansa.it/…/bimbo-muore-per-meningite-da-pneumococco-era-…

Macerata, 27 ottobre 2017
Bambina di 2 anni ricoverata perché si è sentita male dopo una crisi epilettica e un arresto cardiaco. Attualmente si trova in condizioni gravissime.
Fonte: http://www.cronachemaceratesi.it/…/gravissima-bamb…/1026545/

Avellino, 25 ottobre 2017
Bambino (vaccinato) di 2 anni deceduto a causa di meningite da pneumococco, una forma delle patologia non infettiva.
Fonte: http://www.ansa.it/…/bimbo-muore-per-meningite-era-vaccinat…

Ferrara, 2 ottobre 2017
Bambina di 4 anni è morta per un arresto cardiaco.
Fonte: http://lanuovaferrara.gelocal.it/…/bambina-muore-per-un-arr…

Napoli, 1 ottobre 2017
Bimbo di 2 anni è morto per arresto cardiocircolatorio.
Fonte: https://www.ilmattino.it/…/bimbo_di_2_anni_muore-3274170.ht

Pisa, 24 settembre 2017
Bambino di 4 anni stroncato da un malore. Forse ha avuto un attacco cardiaco.
Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/…/muore-bambino-di-4-anni-per-u…

Como, 18 settembre 2017
Bambina di 4 anni dopo essersi sentita male è morta nella notte tra lunedì e martedì.
Fonte: http://giornaledicomo.it/…/tragedia-inverigo-muore-bimba-4…/

Lecco, 14 settembre 2017
Bimbo di 10 mesi stroncato da una malformazione congenita non diagnosticata oppure dalla Sids.
http://www.ilgiorno.it/…/casatenovo-malore-all-asilo-muore-…

Bergamo, 11 agosto 2017
Bimba di 4 mesi muore per arresto cardiaco. Il decesso è stato derubricato come Sids, «morte in culla».
Fonte: http://milano.corriere.it/…/monza-morte-in-culla-bambina-4-…

 

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/vaccini-diciassette-bambini-morti-meno-tre-mesi/

 




Gli alimenti radio-zombie

Dopo aver ascoltato una intervista a Paolo de Santis su Radio Gamma 5, che vi invitiamo caldamente ad ascoltare, abbiamo trovato l’articolo in questione di cui il De Santis è coautore, su un argomento a dir poco sconcertante, e incredibilmente nascostoci dai media che invece ci informano con grande dovizia di particolari sulle ultime vicende del “Grande fratello vip”.

Speriamo ardentemente non siate presi dal solito qualunquismo e che leggiate e rileggiate bene questo articolo, dopodiché lo passiate a tutti i vostri conoscenti, e che si formi una catena virtuosa di sana informazione dal momento che i nostri media a questo non pensano per niente.

Purtroppo oramai la TV ci ha abituato alle solite storie per cui una volta il pane fa bene, una volta fa ingrassare per poi trasmetterci che mangiare carboidrati la sera fa dormire meglio, cosicché alla fine il distratto teleutente conclude che son tutte balle e che “meglio fare come abbiamo sempre fatto eppoi io sono in sovrappeso perché ho l’ossatura grossa e poi la vita sedentaria di oggi…”

L’argomento trattato è terribilmente serio e basato scientificamente, dunque siamo invitati a studiare un poco e poi a trarre alcune conclusioni, guardando in faccia la realtà.

 

Gli alimenti Radio-Zombie
di Maria Heibel, Paolo De Santis e Roberto Germano http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=127227&typeb=0&gli-alimenti-radio-zombie 

Il nostro organismo è lentamente, ma inesorabilmente, indebolito e intossicato da un cibo sempre più lontano da quello naturale, includendo anche molto di quello etichettato come biologico. Siamo consapevoli di ciò che quotidianamente mangiamo? Noi umani siamo animali e, come tali, siamo organismi eterotrofi, non in grado cioè di sintetizzare, a partire dal mondo minerale, i nutrienti necessari alla nostra vita.

Abbiamo quindi bisogno di alimenti che provengano da altri organismi viventi del regno vegetale e animale. All’inizio della sua storia evolutiva, l’Homo si nutriva principalmente di frutta, e occasionalmente di larve e molluschi, come fanno tuttora gli scimpanzé e i bonobo. L’aver appreso a nutrirsi delle carcasse lasciate dai predatori, e successivamente aver imparato a cacciare, gli ha permesso di alimentarsi anche quando c’era scarsità del suo cibo di elezione, e questo gli ha fornito un grande vantaggio competitivo sulle altre specie. Ma la scoperta che forse più di tutte gli ha permesso di dominare sulle altre specie animali è stata la cottura dei cibi, grazie alla quale ha potuto utilizzare nutrienti concentrati, quali i carboidrati complessi dei cereali, che sono assimilabili dall’organismo solo dopo cottura. Questa tecnica ha aumentato per l’Homo erectus la disponibilità di alimenti utili, riducendo quindi il tempo necessario a procurarsi il cibo. Inoltre, i carboidrati complessi presenti nei cereali forniscono un apporto calorico elevato che dura parecchie ore, e ciò gli ha consentito di dedicarsi a varie attività creative per una consistente parte del giorno. Si ritiene che proprio questo tempo libero guadagnato con la cottura degli alimenti sia stato alla base della forte crescita del suo cervello.[1]

Tutto però lascia pensare che l’Homo sapiens del XXI secolo che abita nei paesi ricchi, non debba più la sua crescita intellettuale alla disponibilità di tempo dovuta al fatto di poter cuocere i cibi. Anzi, il fatto di essere dipendente da tecnologie che sono ormai divenute appendici del proprio corpo – si pensi all’uso dell’auto, del telefono, del computer e della TV – fa sì che spesso, in una buona percentuale di casi, oltre ai muscoli, anche il cervello sia lasciato in ozio durante il tempo libero.

L’importanza dei cibi crudi

Ma, anche nella preistoria, la cottura degli alimenti non esonerava affatto l’Homo erectus dal dover mangiare frutta e verdure crude. Il motivo di ciò risiede nel fatto che molti nutrienti essenziali, tra cui vitamine, enzimi vegetali e microorganismi (il microbiota umano), si trovano esclusivamente negli alimenti crudi. Sappiamo come questa necessità sia stata cruciale, e quante vittime abbia causato, nei lunghi viaggi per nave che seguirono alla scoperta dell’America. Per quanto riguarda il microbiota umano, sappiamo anche che il suo ruolo è essenziale in molti processi metabolici, e che esso svolge una funzione fondamentale per il sistema immunitario dell’organismo. L’uomo di oggi ha forse il problema opposto rispetto all’Homo erectus: arriva spesso ad avere problemi di salute fisica, proprio perché mangia troppo cibo cotto e disattende spesso la necessità d’inserire nella sua dieta una buona percentuale di vegetali crudi. Questo problema si somma al costante deterioramento della qualità degli alimenti, che ormai non risponde più alle esigenze fisiologiche del consumatore – spesso male informato e manipolato dai media – ma quasi esclusivamente agli interessi dei produttori e dei distributori. E il motivo di ciò è in gran parte dovuto alla mancanza di consapevolezza delle persone su un argomento cruciale che riguarda il loro quotidiano. Da questa esigenza, deriva anche la necessità di sapere se le mele che compriamo dal fruttivendolo siano crude o meno – sì avete capito bene, non è uno scherzo, anche se per il momento è sperabile che almeno le mele prodotte in Italia non siano ancora travolte dall’ondata di orrori che stiamo per descrivere. Il fatto sorprendente e inquietante è che molti degli alimenti che compriamo pensando che siano crudi, quindi con i loro nutrienti vivi, hanno invece subito un processo indicato eufemisticamente come “pastorizzazione a freddo”, ovvero l’irraggiamento degli alimenti con radiazioni ionizzanti.

Simbolo internazionale che dovrebbe contraddistinguere gli alimenti irradiati

Il risultato del quale è trasformare un alimento vivo in un alimento morto. In molti casi, è facile capire se il prodotto che abbiamo comprato è vivo o no, in altri casi i test da fare sono più complicati, e spesso non alla portata del consumatore medio. Questo, secondo noi, è di per sé un fatto gravissimo, perché riguarda un tema importante come l’alimentazione, e perché pensiamo che le persone debbano essere informate e scegliere consapevolmente e liberamente quale cibo comprare. Ma, come vedremo più avanti, i problemi purtroppo non finiscono qui.

Le radiazioni nucleari sono entrate prepotentemente, ma in sordina, nel mercato alimentare

Sapere se la banana che compriamo – e la banana è oggi uno degli alimenti più colpiti dalla “pastorizzazione a freddo” – è bollita o no è indubbiamente una questione importante ma, se si trattasse di un problema di semplice cottura in acqua, sappiamo anche che non esistono rischi visto che, come abbiamo detto, quello che cambia in un alimento cotto, rispetto allo stesso alimento crudo, sono le caratteristiche nutrizionali, senza altri possibili effetti dannosi. Altro discorso sarebbe invece una cottura alla brace che, con le alte temperature, può produrre molecole ad alto rischio per la salute. Nel caso della “pastorizzazione a freddo”, gli alimenti sono trattati con radiazioni elettromagnetiche ionizzanti, provenienti dagli isotopi radioattivi Cobalto 60 (radiazione gamma con un’energia di 1,3 MeV) [2] – di gran lunga il più usato – e Cesio 137 (radiazione gamma con un’energia di 0,66 MeV). Oppure con radiazione X di alta energia (10 MeV). Un altro tipo di trattamento avviene con fasci di elettroni accelerati con energia di 5 MeV. Diciamo ora come avviene il processo, quali modifiche apporta ai prodotti trattati, e su quale normativa internazionale si basa questa vasta e inquietante operazione.

Una banana biologica Fairtrade al “giusto punto di maturazione” e uno spicchio d’aglio fotografato in dicembre, quando avrebbe dovuto essere in piena fase di germogliamento.

La parte centrale della banana sembra cotta e il germoglio dell’aglio è chiaramente morto. Il sapore della banana è poco gradevole, quasi di muffa. L’odore dell’aglio è decisamente ripugnante.

Dal Rapporto sui cibi irradiati dell’Istituto Superiore della Sanità:

“[… omissis] … Per quanto riguarda i caratteri organolettici, si manifestano variazioni di colore, odore, sapore e consistenza dovute essenzialmente alle trasformazioni indotte dalle radiazioni sui costituenti dell’alimento. I raggi gamma provocano reazioni di ossidazione e riduzione, polimerizzazioni con liberazione di acido solfidrico e formazione di vari solfuri organici, probabilmente derivati dal glutatione, responsabili di odori sgradevoli. [… omissis] …”
Citato in www.pieronuciari.it/wp/lirraggiamento-degli-alimenti-e-la-tutela-dei-consumatori/

Gli alimenti sono portati presso una stazione di trattamento, posti su un nastro trasportatore, che passa all’interno di una camera opportunamente schermata, nella quale vengono irradiati ricevendo una dose di radiazione che dipende dal tipo di alimento, secondo quanto stabilito da minuziose norme, emesse dalla Codex Alimentarius Commission di cui parleremo più avanti. Le motivazioni, apertamente espresse per giustificare questo orribile procedimento, sono diverse per i diversi prodotti e riguardano la eliminazione di batteri per le carni, di uova d’insetto e larve per i prodotti secchi – come spezie, erbe aromatiche, cereali, legumi e frutta secca – e l’inibizione del germogliamento nei bulbi, nei tuberi e nei frutti freschi. Anche se l’eliminazione di pericolosi parassiti e patogeni viene indicata come un grande beneficio per il consumatore, lo scopo centrale – apertamente dichiarato – per produttori e distributori è quello di prolungare la vita commercialmente utile del prodotto (indicata in inglese come shelf life). Poi ci sono naturalmente gli interessi della opulenta industria nucleare che con questi trattamenti può invadere un altro appetitoso settore civile, oltre a quello delle centrali a fissione, delle attrezzature mediche per radioterapia e degli impianti di “sicurezza” negli aeroporti. E il business degli alimenti sembra essere grande, perché negli ultimi 10 anni sono nati nel mondo migliaia di nuovi impianti. Nell’ambito della normativa europea, che consente l’irraggiamento di 60 prodotti alimentari, ci risulta che l’Italia abbia autorizzato soltanto il trattamento anti-germogliamento per agli, cipolle e patate, oltre alla sterilizzazione per erbe aromatiche, spezie e condimenti vegetali essiccati. Non ci aspetteremmo quindi di trovare nei negozi e nei supermercati frutta o fagioli secchi irradiati. E invece, non solo ne troviamo in grande quantità, perfino nei negozi che vendono esclusivamente alimenti biologici, ma essi sono sistematicamente venduti senza la etichettatura prescritta per legge, e quindi senza che chi compra possa liberamente scegliere fra un prodotto vivo e uno irradiato. Ma non dobbiamo meravigliarci di trovare tanti alimenti irradiati dato che, anche ammettendo che i produttori italiani rispettino i limiti imposti sui prodotti nazionali, l’Italia importa ormai un’altissima percentuale di prodotti alimentari. E la cosa più allarmante è che questo fenomeno è andato crescendo fortemente negli ultimi anni, in maniera nettamente visibile nel caso della frutta importata, e in maniera meno visibile, ma facilmente riscontrabile, nel caso di legumi secchi importati.

 

Le trasformazioni in un alimento irradiato e il principio di precauzione

È importante a questo punto cercare di capire quali sono le possibili trasformazioni che l’irraggiamento può apportare agli alimenti, in particolare a quelli vivi. L’approccio “scientifico” alla questione è decisamente empirico e riduzionista e, guarda caso, attento agli interessi delle corporazioni del Big Food: si limita a controllare la dose di radiazione assorbita e i danni totali causati ai “nemici” che si vogliono distruggere, quali batteri, insetti ed embrioni vegetali, sui quali si è usata la stessa precisione e delicatezza che un bombardiere avrebbe su un obiettivo militare. È probabile che chi legge possa trovarsi d’accordo sul fatto che i “cattivi” batteri vadano comunque eliminati, e che si preoccupi principalmente degli effetti collaterali di questo bombardamento. A questo punto, ci corre l’obbligo di spezzare una lancia a favore dei tanto vituperati e perseguitati batteri, per la lotta ai quali è stata addirittura creata la categoria farmacologica degli antibiotici. L’organismo di una persona adulta sana è costituito da circa 30 mila miliardi di cellule, e contiene circa 40 mila miliardi di batteri [3]. Questi ultimi, costituiscono il microbiota umano, indispensabile alla vita dell’organismo, ogni squilibrio del quale arriva a causare gravi patologie. Siamo ancora sicuri che i batteri siano così cattivi? L’idea, che il pensiero dominante ha installato nelle nostre menti, è che si debba dare la caccia al batterio, come il responsabile di quasi tutte le patologie, così come si deve combattere il terrorista islamico, responsabile dei mali del pianeta. Il benessere non si raggiunge con la distruzione dei batteri, ma con il raggiungimento di una convivenza equilibrata fra le specie, e a questo equilibrio provvedono la corretta alimentazione e lo stesso organismo. Nel caso poi dell’irraggiamento finalizzato a ritardare il processo di maturazione nella frutta e di germogliamento nei bulbi, il fatto che le radiazioni rompano in modo innaturale e imprevedibile le macromolecole di un sistema biologico, interrompendo i processi biochimici in corso, è presentato come un fatto privo di conseguenze. Ma la domanda è: si conoscono le conseguenze per la persona che si ciberà di quegli alimenti le cui molecole sono state macellate dalle radiazioni, producendo mostruosi cataboliti che, ammesso che esistano in natura, sono di certo molto rari, che probabilmente il sistema immunitario del malcapitato organismo non riconoscerà, e che sarà quindi costretto ad attaccare come corpi estranei? Dove diavolo è finito il principio di precauzione?

 

Le istituzioni mondiali che vegliano sulla nostra salute

A questo punto, ci si chiede su quale normativa internazionale si basi tutta questa scellerata operazione. La Codex Alimentarius Commission (CAC), creata nel 1963 da FAO e OMS allo scopo dichiarato “di proteggere la salute dei consumatori e assicurare la correttezza degli scambi internazionali di alimenti” ha oltre 20 comitati di esperti ed emette periodicamente rapporti in cui sono fissate e aggiornate le normative. Ma tutto lascia intendere che la CAC (nomen omen!) si preoccupi molto più del business commerciale che della salute dei consumatori. Molto attenta a questioni irrilevanti – come si legge su Wikipedia – del tipo «i canoni che stabiliscono quando un pesce può portare l’etichetta ‘sardina’, o quanto burro di cacao deve essere presente nel cioccolato perché sia ‘vero’ cioccolato, o ancora quanta buccia può essere tollerata in una scatola di ‘pomodori pelati’ interi». Invece, quando si tratta di applicare l’ovvio principio di precauzione su questioni cruciali, quale ad esempio la presenza di diserbanti e dei loro metaboliti negli alimenti, la CAC è sistematicamente ancorata alla visione mainstream, a sua volta ampiamente controllata dalle multinazionali degli alimenti. Per esempio, non vengono presi in seria considerazione l’inquinamento da glifosato e quello da alluminio che, come è stato ampiamente dimostrato in esaurienti lavori scientifici [4], sono correlati direttamente a gravi malattie neuro degenerative che iniziano proprio con una grave disbiosi, cioè con una perdita dell’equilibrio del microbiota umano. Questa poca attenzione da parte della CAC è tanto più sospetta, a fronte di una dilagante pandemia di disbiosi umana e animale, testimoniata da un aumento vertiginoso di malattie come Candidosi, Celiachia, Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), Morbo di Crohn, Morbo di Alzheimer, Autismo [5].

Inoltre, tutti questi dati epidemiologici risultano in perfetta correlazione con un mercato dei pro-biotici in crescita del 10% l’anno [6]. Quindi siamo di fronte simultaneamente a: (1) patologie gravi imputabili ad alterazioni del microbiota intestinale; (2) presenza sempre più massiccia nell’ambiente e in agricoltura di sostanze tossiche che inducono la disbiosi intestinale; (3) forte crescita del mercato dei pro-biotici, come risposta – solo di una parte di consumatori e medici attenti e consapevoli – alle patologie di cui al punto [2]. Ci si aspetterebbe, da una commissione mondiale di esperti che dice di perseguire la salute dei consumatori, che si cominciassero a studiare queste correlazioni e a mettere in discussione l’uso di certe tecniche agricole e di trattamento degli alimenti. Invece, su questi punti, dalla CAC vengono solo rassicurazioni. Come abbiamo potuto vedere nella vicenda dell’autorizzazione in ambito europeo per l’uso del glifosato, tutto si è giocato sul dilemma “cancerogeno sì / cancerogeno no”, come se la parola cancerogeno avesse un significato scientificamente compiuto, e come se l’unico rischio concreto fosse il cancro, essendo le malattie neuro degenerative, nella visione di Bruxelles, problemi secondari. [7]

 

Il possibile rischio di ingerire alimenti radioattivi

Ma, oltre a tutti i rischi citati e ampiamente sottovalutati dalla CAC, dobbiamo citarne un altro, forse remoto, ma ancora più grave e terrificante, sul quale la società civile dovrebbe chiedere alle autorità competenti che venga immediatamente aperta un’indagine e siano fatte tutte le necessarie verifiche. Parliamo di possibili reazioni di fissione nucleare negli alimenti trattati, impossibili da verificarsi come effetto degli irraggiamenti gamma, ma che potrebbero essere indotte dalla eventuale presenza, nella sorgente, di scorie radioattive che emettano neutroni ad alta energia. In questo caso, non si avrebbero solamente i danni – pur gravissimi e ancora tutti da studiare – a livello biochimico, ma si arriverebbe alla possibile trasmutazione o rottura di nuclei, con la formazione di radionuclidi, che noi ingeriremmo con gli alimenti. Anche se il fenomeno fosse di piccolissima entità, vanno tenuti presenti gli effetti letali derivanti dall’ingestione di quantità, anche infime, di isotopi radioattivi.

Sappiamo che il Cobalto 60 è un radioisotopo artificiale, volutamente prodotto in speciali reattori dalla trasmutazione del Cobalto 59, ma sappiamo anche che piccole quantità di Co-60 si trovano nelle scorie dei reattori nucleari, come sottoprodotto non voluto dell’attivazione di isotopi del ferro. E non possiamo escludere che, con l’aumento del business delle sorgenti di Co-60, si possa tendere ad introdurre intenzionalmente del Co-59 in un grande reattore per la produzione di energia, al fine di avere una produzione a basso costo di questo radioisotopo. A questo punto, come essere sicuri a priori che un Co-60 così prodotto sia esente da scorie contenenti radionuclidi che emettono neutroni in grado di indurre una fissione nei nuclei dell’alimento? Anche se questa ipotesi può apparire eccessiva, non è affatto campata in aria, visto che a gestire questo traffico di impianti mortiferi sono delle multinazionali che, notoriamente, per aumentare il fatturato, praticano tutto il possibile, e spesso anche l’impossibile.

Quali speranze abbiamo? Giunti a questo punto, a chi ci abbia pazientemente seguito fin qui sorge spontanea una domanda, peraltro ormai sistematicamente ricorrente: di fronte a questo ennesimo scenario disperante, che fare? Se l’ambizione è quella di risolvere il problema alla fonte, allora forse non c’è molto da dire e da sperare. Si deve, anche per questo nuovo attacco contro la società civile, cominciare con tenacia una lotta dura e difficile ma sacrosanta, così come hanno fatto molti gruppi di cittadini coraggiosi per la TAV, il MUOS, gli OGM, i vaccini, i diserbanti. Ma in questo caso, potremmo perseguire un primo obiettivo, efficace e molto meno ambizioso, usando quei residui di democrazia formale che ancora ci restano a disposizione – e che l’eventuale entrata di un TTIP domani ci toglierebbe – per chiedere che la normativa italiana di etichettare i prodotti irradiati sia rigorosamente rispettata. A quel punto, se riuscissimo a vedere soddisfatte le nostre richieste, certo non avremo fermato lo scempio sugli alimenti, ma potremmo almeno scegliere cosa mangiare e non mangiare. E se, usando i media a nostra disposizione, saremo stati così bravi da dare il giusto risalto a questa azione, diffondendola viralmente, in modo da rendere consapevole la società civile su un problema così cruciale, allora potremo anche sperare che molti consumatori ci seguano e che il mercato degli “alimenti radio-Zombie” abbia una sostanziale caduta, che scoraggi gli artefici di questi orrori dal continuare il loro business. Sarebbe una vittoria della democrazia diretta e della ragione sulla barbarie che le multinazionali ci infliggono con l’appoggio dei nostri governanti compiacenti. E sarebbe, una volta tanto, una vittoria della mano invisibile del mercato buono – quello inusuale dei consumatori consapevoli – sul Washington Consensus. Così Adam Smith potrebbe, per una volta, riposare in pace nella sua tomba.

Note

[1] “Metabolic constraint imposes tradeoff between body size and number of brain neurons in human evolution” pubblicato dalla National Academy of Sciences USA – http://www.pnas.org/content/109/45/18571 e ripreso in lingua italiana da Le Scienze – “L’evoluzione del cervello? Tutto merito della cottura” –  http://www.lescienze.it/news/2012/10/24/news/dimensioni_cervello_uomo_metabolismo_evoluzione-1325568/

[2] MeV sta per Mega-elettron-Volt ed è un’unità di misura dell’energia che si usa nelle reazioni su scala atomica e nucleare. La lunghezza d’onda di una radiazione elettromagnetica è tanto minore, quanto maggiore è la sua energia. Nel caso del Co-60 che emette un raggio gamma di 1,3 MeV la lunghezza d’onda è circa 1 pm, ovvero un miliardesimo di millimetro.

[3] National Geographic Italia: “Quanti batteri abbiamo in corpo?” http://www.nationalgeographic.it/scienza/2016/01/15/news/ quante_cellule_ci_sono_nel_corpo_umano_-2928794/?refresh_ce

[4] “Aluminum and Glyphosate Can Synergistically Induce Pineal Gland Pathology: Connection to Gut Dysbiosis and Neurological Disease”, Agricultural Sciences, 2015, 6, 42-70. Disponibile in inglese su: http://dx.doi.org/10.4236/as.2015.61005

[5] A titolo di esempio, si veda un recente lavoro sul legame tra morbo di Alzheimer e disbiosi intestinale: “Role of gut microbiota and nutrients in amyloid formation and pathogenesis of Alzheimer disease” https://www.researchgate.net/publication/ 308179725_Role_of_gut_microbiota_and_nutrients_in_amyloid_formation_and_pathogenesis_of_Alzheimer_disease

[6] “Probiotici tra clinica, mercato e sicurezza”, disponibile in pdf su www.sied.it/files/Probioticitraclinicamercatoesicurezza.pdf

[7] C’è da dire, a parziale onore del nostro paese, che sull’irraggiamento degli alimenti il nostro Istituto Superiore di Sanità in un suo rapporto ha mosso molte critiche e posto molti interrogativi, ben descritti nell’articolo di Piero Nuciari “L’irraggiamento degli alimenti e la tutela dei consumatori” http://www.pieronuciari.it/wp/lirraggiamento-degli-alimenti-e-la-tutela-dei-consumatori/




Sottomarini nucleari ad Augusta – Massimo Zucchetti

Molti non sanno delle circa 70 testate nucleari (settanta!) installate in Italia, nonostante abbiamo firmato il trattato di non proliferazione nucleare; ancora meno sappiamo dei sottomarini nucleari che si aggirano nel mare adiacente la nostra penisola.

Meglio ascoltare alcune osservazioni di un ingegnere nucleare, non di un politico, che ci svela dati importanti.

Da Pandoratv.it

Fonte: https://www.youtube.com/watch?time_continue=99&v=DpU5c9Z3W7M




Le auto elettriche, nuova frontiera ecologista; per diminuire l’emissione di CO2? Anche no.

Sulle auto elettriche e la loro irresistibile ascesa mediatica – purtroppo supportata dalle multinazionali, concretamente, abbiamo già pubblicato un importante contributo.

Qui si va sullo specifico con un articolo abbastanza complesso, scevro di opinioni politicamente corrette, e ricco di dati, per chi voglia documentarsi, seriamente, anche sulla storia del riscaldamento del pianeta causato dalle attività umane.

Cosa si nasconde dietro la spinta mediatica verso le auto elettriche, da imporre per legge ai consumatori (senza ridurre la CO2 emessa)

Auto elettrica una truffa? Mi direte dopo. Mi ha sempre intrigato la fesseria delle auto elettriche: ad oggi tali veicoli non riducono l’emissione di CO2, anzi la aumentano. Va ricordato che dietro a tale policy globale sulla CO2 (con visione distonica, vedasi il seguito) ci sono enormi interessi che puntano a far pagare ai consumatori un cambio tecnologico immaturo e dunque molto dubbio se non direttamente dannoso, imponendo tale – costosissima – tecnologia grazie a sovvenzioni pubbliche e leggi ad hoc. Sempre la solita storia, i grandi trend devono essere cavalcati economicamente dai soliti noti, col supporto dei governi….
Oggi leggo che VW, quella del dieselgate, prevede l’introduzione di un pulmino solo elettrico dal 2020.
Facciamoci alcune domande.

Prima di tutto, quale è la maggiore fonte di CO2 antropogenica (prodotta dall’uomo)? Risposta: la combustione fossile (87%, circa 33.5-34 mld tons, su un totale di emissioni antropogeniche pari a ca. 39 mld tons annue).

In particolare, la fonte maggiore di CO2 è la produzione di energia elettrica (41%), non i trasporti (intesi in aggregato su aria, ruote/strada, nave, rotaia, sia per merci che per persone: 22/23%), dati al 2012. Ossia la più grande, singola fonte di CO2 attuale – elettricità da combustibili fossili – è la stessa che dovrebbe essere utilizzata per alimentare le auto elettriche! Strano, eh?

Va inoltre ricordato come le emissioni annue di CO2 a livello globale nascondano una verità troppo spesso taciuta: sulla base di dati ufficiali (La Quere et al., 2013; IEA, 2013; IPCC, 4th Assessment Report, 2007) le emissioni naturali annue – ossia NON antropogeniche – di CO2 sono superiori a 770 miliardi di tonnellate di CO2 mentre le emissioni causate dell’uomo sono stimate in circa 39 miliardi di tonnellate (media su range SRES IEA: 29-49 mld tons CO2), ossia ca. 20 volte meno delle emissioni che occorrono spontaneamente, gettando il seme del dubbio sul reale effetto di una grande riduzione di CO2 anche, per ipotesi, del 10%, visto che ciò rappresenterebbe comunque una frazione del tutto marginale rispetto alle emissioni totali annue (CO2 naturale+antropogenica, 770+39 ca = ca. 809/810 mld tons). (vedrete oltre che tale valore, 10%, è il massimo di riduzione di emissione di CO2 raggiungibile per l’autotrasporto spostandosi verso l’elettrico con le tecnologie attuali; rappresentando per altro un’enorme riduzione di CO2 in un lasso di tempo così breve, ad es. al 2020, addirittura impensabile in assenza di un cambio radicale di tecnologia nella produzione di energia ad oggi non ipotizzabile nemmeno in via prospettica)

Infatti dei 39 mld tons di emissioni antropogeniche di CO2, meno di ca. 34 mld tons sono derivati dalla combustione fossile e di questi 34 mld ca. 8 mld di tons (23%) sono relative ai trasporti in generale, di cui ca. il 74% ossia meno di ca. 6.7 mld tons annue di CO2 sono relative al trasporto di persone su strada, includendo anche bus e taxi. Ovvero la riduzione del 10% indicata sopra come obiettivo dello shift elettrico nell’autotrasporto terrestre inciderebbe solo su 6.7 mld tons annue di CO2, implicando una riduzione massima di emissioni di 0.7 mld tons annue su una emissione globale di CO2 di oltre 800 mld tons. Una vera presa per i fondelli, che dite?  Va ricordato che la maggior fonte di C02 antropogenica deriva dalla generazione elettrica (usata per alimentare le auto elettriche), visto che i principali paesi (escluso il Canada e possibilmente la Francia per via del nucleare che però ha ben altre criticità) ottengono dal 60 al 90% della loro energia dalla combustione di combustibili fossili.
Dunque – conti alla mano – imporre i veicoli elettrici ai privati come soluzione dei problemi di emissione della CO2 globale significa raccontare una bugia di proporzioni epiche, anche e soprattutto in considerazione del fatto che, come verrà spiegato oltre, i veicoli elettrici NON riducono l’emissione globale di CO2 ma la aumentano!!!
Per dare un’idea, anche includendo solo gli elementi a supporto dei fautori dello shift elettrico dell’automotive senza considerare alcun elemento contrario, la sostituzione dei veicoli a motore a scoppio con i motori elettrici, sempre che ci sia una riduzione di emissioni, includendo anche il miglioramento di efficienza di generazione (la cui fisica è chiara, meno i costi associati che il gestore del servizio elettrico imporrà, con suo margine – vedasi oltre le stime termodinamiche) porterebbe ad un risparmio massimo di circa 0.6-0.8 mld tons CO2 annue – conto della serva – ossia meno dello 0.1% delle emissioni totali di anidride carbonica annue (naturali+antropogeniche), vedasi oltre, ipotizzando circa un 10% di riduzione di emissione di CO2 grazie allo shift elettrico negli autotrasporti su strada. Insomma, un nonnulla.

Va compreso se lo scopo è veramente quello di ridurre la CO2, che come vedremo non significa necessariamente limitare il riscaldamento globale.

In secundis, domanda, la CO2 è la sostanza che ha l’effetto più rilevante in tema di riscaldamento globale? La risposta è NO, ci sono numerose sostanza con un effetto di “warming” molto maggiore. Ad esempio il metano, che un effetto specifico da 15 a 25 volte superiore (vedasi sotto), secondo le varie fonti. Per non parlare dei clorofluorocaburi ancora oggi usati nei sistemi di condizionamento privato, industriale ed automobilistica che hanno un effetto serra CO2 equivalente di almeno 1500 volte la CO2. Pensate che addirittura la famosa emissione di ossidi di azoto NO(x) e di particolato che in teoria condannano il motore diesel – di cui allo scandalo dieselgate – hanno entrambi un effetto di raffreddamento sul pianeta, in quanto gli ossidi di azoto contribuiscono a dissolvere il metano presente in alta quota mentre i particolati riducono l’irradiazione solare che raggiunge la terra.

Tertium, le auto elettriche producono zero CO2? Risposta: NO, anzi le auto elettriche (ZEV) generano più CO2 di quanto evitano.
In effetti le autorità di Singapore hanno cassato brutalmente la supposta emissione zero delle auto ZEV di Tesla fissando per legge una reale immissione calcolata del produttore californiano usando dati ufficiali e metodologie pubbliche ovvero includendo la CO2 immessa in atmosfera in forza dell’elettricità usata e poi immagazzinata nelle batterie al Litio (enormemente inquinanti per l’ambiente, sia per la produzione che per lo smaltimento), pari a 222 g/km, ossia circa come la nuova Ferrari Portofino (240 g/km).


Recentemente uno studio di Morgan Stanley – in rappresentanza del mondo finanziario che conta – di fatto ha confermato tale tesi (infatti Tesla sta lentamente ma progressivamente scendendo in borsa).

Tradotto, base dati le auto elettriche (soprattutto le Tesla) si sostengono economicamente solo grazie ad enormi finanziamenti pubblici (introdotti dalla fallimentare presidenza Obama, ndr) ossia grazie a tasse imposte ai cittadini poi usate per arricchire soggetti privati che sebbene abbiano enormi cointeressenze con la politica Dem globale che conta in realtà fanno un danno netto ai cittadini sotto svariati punti di vista (tasse, ambiente ecc.), non generando certamente un vantaggio. Ricordo solo che Elon Musk, il proprietario di Tesla, è stato uno dei più ferventi sostenitori (e finanziatori) di Hillary Clinton/Fondazione Clinton.


Commento personale: in un periodo in cui i cittadini occidentali stanno annegando nel debito e nelle tasse non è più il momento di arricchire ulteriormente i soliti noti con supposte innovazioni addirittura dannose per la collettività.

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Se poi volete veramente approfondire il tema del riscaldamento del pianeta…

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Come vedete ho evitato bellamente la discussione sulla correttezza delle teorie sul global warming. Se può interessare, la mia personale view è che siamo più vicini ad un periodo di glaciazione che di riscaldamento globale, sebbene ciò non sia immediatamente dimostrabile, alla pari delle tesi sul riscaldamento globale. Infatti queste ultime si basano su dati che è stato provato scientificamente essere stati volutamente falsati con il fine di far emergere una situazione in cui prevalesse la teoria del global warming (vedasi “On the validity of NOAA, NASA, Hadley CRU Global Average Surface Temperature Data & the validity of EPA’s CO2 Endangerment Findings”, June 2017, paper verificato da eminenti ricercatori ed ex amministratori EPA oltre a scienziati del MIT e delle principali università americane). Inoltre resta perfettamente antiscientifico interpretare un fenomeno di lungo termine come il riscaldamento globale sulla scorta di solo circa 100 anni di storia (…).


La mia semplice osservazione è che oggi il clima del pianeta è più freddo di quello che fu nel medio evo o alla nascita di Gesù, non più caldo (caso scuola è la Groenlandia, Greenland in inglese – paese verde -, che solo alcune centinaia di anni fa era un enorme pascolo ma a causa del raffreddamento del pianeta, “Little Ice Age” tra il 1500 ed il 1600, è diventata una landa invivibile che, prima popolosa, si è rapidamente depopolata; idem il passaggio di Annibale sulle Alpi con gli elefanti, proprio perché il clima era più caldo allora, ndr).

Ossia l’errore sta nel confondere i trend di lungo termine con le esperienze a memoria d’uomo, diciamo 100 anni, esperienze “umane” che nella rappresentazione dei trend naturali non sono assolutamente significative. Ad esempio non vengono citate le influenze dell’attività solare, elemento che ha saputo spiegare per millenni le evoluzioni della temperatura sulla terra. O  di converso analizzare ad esempio le influenze gravitazionali interplanetarie – innegabili a livello teorico – sulla temperatura terrestre, fattore che dovrebbe invece interessarci molto in quanto secondo quanto riportato dai sumeri – che hanno saputo costantemente anticipare TUTTE le scoperte astronomiche poi rese di pubblico dominio dalla NASA, in realtà solo riprese dai nostri antenati – nei prossimi 70 anni il sistema solare vedrà il ritorno di un pianeta la cui orbita impiega molto più di Plutone a completare il suo ciclo di rotazione solare (e che corrisponde perfettamente ai cicli di temperatura di lungo termine sotto evidenziati, poco meno di 4000 anni). Oggi invece sembra si faccia a gara a puntare sempre e solo su un effetto relativamente significativo per quanto riguarda il riscaldamento, ovvero la CO2 in atmosfera. Capiremo il perchè più avanti.

Chi scrive, vista l’universale accettazione della teoria di una terra “viva” che si adatta (Gaia, cfr. J. Lovelock), si sente di propendere per un progressivo adattamento del globo terracqueo con il fine se necessario di tornare all’equilibrio di lungo termine ossia maggiore vapore acqueo a bassa quota in grado di raffreddare il pianeta, oltre ad esplosioni vulcaniche in grado di oscurare il cielo (…, in questo contesto i terremoti sono la prima parziale evidenza di detta – prossima, secondo lo scrivente – manifestazione, mentre fenomeni meteorologici estremi ne sono il corollario, sebbene l’indice ACE – Accumulated Cyclones Energy, smentisca anche questa tesi, vedasi il minimo dell’attività degli uragani mondiali negli ultimi 45 anni, dati al 2015, per approfondimenti in riguardo all’ACE ed uragani annessi vedasi il seguente articolo, al LINK ; vedasi in particolare l’enorme costo delle forti rinnovabili pagate già oggi dai piccoli consumatori italiani – non i grandi – con la componente A3, per altro esistente anche all’estero, che costa al kWh, in dipendenza dei paesi, anche il doppio del costo della mera energia! – DOMANDA: se si sostituiranno le auto diesel e benzina con l’energia elettrica chi pagherà per le accise che oggi gravano sui carburanti fossili da autotrazione? Dunque, l’energia elettrica raddoppierà di prezzo per compensare il buco di gettito oggi pagato dai consumatori di benzina e diesel quando si passerà alle auto elettriche?). Da qui la probabilità di una prossima, nuova glaciazione, tesi corroborata sulla base dei cicli solari ed alla bassa attività attesa dal sole nei prossimi anni (la correlazione tra le temperature storiche terrestri e tali cicli solari hanno ben spiegato le fluttuazioni di temperatura degli ultimi millenni, …).

 

Ma il punto saliente non è questo: l’errore – volutamente taciuto dai vari governi e scienziati al soldo – sta nella scientificamente scorretta gestione dell’equazione

– riscaldamento globale [^C] = f(emissione CO2)       [1]

Tale funzione [1] è infatti forviante e parziale: appunto confondere riscaldamento globale e emissione CO2 è forviante, a maggior ragione se non si intende combattere TUTTA la emissione di CO2 antropogenica ma solo una minima parte, nel caso solo quella dei trasporti auto tralasciando le fonti di energia elettrica, sebbene enormemente prevalenti. La situazione è troppo scandalosamente chiara per non capirla: gli ZEV [Zero (?) Emissions Vehicles] usano energia elettrica da fonti fossili, le quali sono già oggi la maggiore fonte di inquinamento! Inoltre, come sopra ricordato, ad es. il metano emesso in atmosfera ha un effetto da ca. 15 a 25 volte [a seconda delle fonti] maggiore dell’anidride carbonica [chiamasi emissione CO2 equivalente, ndr] in termini di effetto serra a parità di quantità. E di sostanze con comportamenti paragonabili ed anzi molto superiori al metano ce ne sono diverse e largamente diffuse nell’uso quotidiano di oggigiorno, refigeranti nei frigoriferi, impianti di condizionamento fissi e mobili, pompe di calore, aerosol, ecc, con potenziali CO2 equivalenti anche migliaia di volte quelli della CO2….


Ecco perché non è una fesseria – anzi – affermare che le scorregge animali ed umane sono una fonte assai rilevante in termini di emissione di CO2, visto il numero di bovini, ovini, suini e di umani sulla terra. Oltre a non considerare in detta equazione un imperante effetto nel riscaldamento terrestre costituito dall’irraggiamento solare e dalla relativamente semplice possibilità di riduzione di tale certo effetto (aspetto che invece non viene affrontato sebbene importantissimo). E’ così forse abbiamo anche inquadrato la propaganda pro-vegana degli ultimi anni…


Prova del nove: oggi nell’atmosfera c’è il 3.6% di CO2 e lo 0.36% di metano. In considerazione della pericolosità relativa delle due sostanze in termini di effetto serra bisognerebbe combattere il Metano in atmosfera e non la CO2 (almeno il 5.4% o anche oltre l’ 8% in base alle varie fonti sopra citate, come effetto serra equivalente del Metano rispetto alla CO2, la quale si attesta al 3,6%). Ed invece nessuno ne parla….

Quello che va detto è che il riscaldamento globale è dato da un insieme di fattori e contributi – molti dei quali ancora oggi non modellizzati – tali da rendere la prova della semplice correlazione funzionale tra CO2 e riscaldamento globale quanto meno incompleta se non dubbia: meglio detta, le teorie che oggi ci vengono propinate come verità assoluta non considerano numerosi effetti paralleli. Già Carlo Rubbia nel 1987 nel suo libro post Chernobyl meditava sul problema della disponibilità di energia globale considerando ad es. che se si fosse ricoperta buona parte delle aree incolte terrestri con pannelli fotovoltaici ciò avrebbe determinato un aumento rilevante della temperatura del pianeta semplicemente perché così facendo si sostituisce una superficie più chiara con una tendente al nero.
Infatti l’equazione corretta dovrebbe quanto meno (…) essere posta nei termini seguenti:

– riscaldamento globale [^C] = f(emissione CO2 equivalente totale da tutte le fonti, accumulo energetico da irraggiamento) [2]

Senza dimenticare che il fabbisogno energetico da fonti energetiche rinnovabili resterà giocoforza limitato, essendo impossibile per questioni fisiche produrre più del 20-22% del fabbisogno energetico mondiale da rinnovabili entro il 2050, almeno con le tecnologie attuali (in base a studi recenti i limiti di solare e eolico sono molto prossimi, vedasi i valori stimati da: “Limits to growth in the renewable energy sector”, J.P. Hansena, P.A. Narbelb, D.L. Aksnesc, Renewable and Sustainable Energy Reviews, 70/2017, da cui i grafici sotto sono stati tratti).

 

Va per altro notato che, con la formulazione sopra proposta [2], indirettamente si coglie anche l’effetto dell’entropizzazione terrestre (leggasi, incremento della popolazione) che implica edificazione industriale ed abitativa incrementante lo spettro di assorbimento energetico terrestre (forse quello che nessuno vuole dirci è che semplicemente sulla terra siamo in troppi).

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Quanto va dunque compreso è perché ci venga propinata cotanta mistificazione sulle auto elettriche.

Il motivo secondo chi scrive NON sta nella volontà di combattere il riscaldamento globale ma piuttosto nel voler imporre enormi extra costi ai cittadini: infatti le sovvenzioni ai produttori di ZEV saranno una minima parte dei costi imposti per legge alle masse. Il punto è infatti capire che il fine di questa supposta guerra alla CO2 automobilistica del motore a scoppio – CO2 che invece aumenterà con gli ZEV – è di imporre la sostituzione delle auto convenzionali con mezzi elettrici, imponendo costi iperbolici alla cittadinanza!
Forse così si spera di innescare un trend di crescita per uscire dalla stagnazione secolare di inizio III. millennio che rischia di condannare a morte il capitalismo, frutto di un accumulo di debito decennale – e di parallelo, stratosferico arricchimento di pochissimi – che ha avuto il suo parossismo nella presidenza Obama e nel circa raddoppio del debito federale in soli 8 anni. Non è un caso che anche l’ex presidente USA sia parte del network della Fondazione Clinton (…).
Avete capito spero.
Anche perché auto elettriche significa soprattutto una cosa: obsolescenza programmata, visto che un package di batterie al litio dura al massimo 10 anni e poi il costo della sostituzione degli accumulatori di fatto obbliga a cambiare il mezzo…

Bang! Consumi obbligati. L’obiettivo vero è obbligarvi a consumare!

Aggiungete a tale aspetto – di per se dirimente – che dopo lo scandalo del dieselgate con dati truccati dai tedeschi sia emersa prepotentemente che senza truffe è impossibile andare oltre l’Euro 6, forse al massimo all’Euro 7 in termini di emissioni auto oneste. Dunque è stata inizialmente trovata una soluzione parziale nell’alimentazione ibrida in grado di recuperare gli attriti; senza però accennare al fatto che tale soluzione è addirittura più dispendiosa ed inquinante se usata ad esempio in autostrada e comunque fuori del percorso urbano. Pur restando sempre una bomba ad orologeria sia in termini di costi di smaltimento batterie (per cui oggi non ci sono oneri, la cui introduzione è invece certa a termine) che di obsolescenza programmata, i soliti 10 anni circa.

Se poi facciamo un raffronto puramente termodinamico tra motore elettrico e un motore diesel ad alta efficienza scopriamo che la conversione energetica tra energia dei combustibili in meccanica è pari per i diesel in circolazione almeno al 33% circa (oggi si arriva tranquillamente attorno al 34-35% nei nuovi motori diesel con l’obiettivo di arrivare entro un decennio verso il 40% [con efficienze termiche verso il 45% o anche superiori per motori diesel di grandi dimensioni], mentre Toyota ha già prodotto nel 2016 un motore a benzina, intrinsecamente meno efficiente del diesel, con una efficienza termica del 37%!!!. vedasi il LINK). Le auto elettriche – seguendo tutta la filiera elettrica – usano invece l’energia elettrica prodotta, si noti bene, sempre coi combustibili fossili la cui efficienza oggi è pari a circa il 55% per i cicli più efficienti (turbogas, che, si noti, producono CO2 per un ammontare di circa 0.25/0.3 tons/kWh; i cicli a carbone – ancora i più diffusi al mondo per produzione elettrica – hanno invece efficienza del 40% ed inquinano in CO2 tre o quattro volte tanto i turbogas); a ciò va sottratto il trasporto elettrico in loco consumo che per una tensione domestica di utilizzo implica perdite di rete (incluse trasformazioni in bassa tensione) di circa il 12%, ossia siamo a 43% di efficienza per i cicli più efficienti, che non sono però i più diffusi. Di seguito il motore elettrico ha efficienza del 95% ovvero arriviamo come efficienza globale sotto il 40%, a cui dobbiamo ancora sottrarre uno o due punti percentuali di efficienza di batteria: alla fine la differenza di rendimento elettrico tra motore diesel diciamo attuale ed elettrico sta tra più verso il 5 che verso gli 8-9 punti percentuali (range: 5%-8/9%) di maggior efficienza per quello elettrico, gap che si appiattisce verso il 5% o anche meno per i motori diesel di nuovissima generazione; notasi che i motori elettrici avendo efficienza del 95+% non possono migliorare ulteriormente le loro performance se non molto marginalmente!].

Anche un bambino capisce che per ridurre di così poco l’emissione di CO2 (al massimo l’8%, addirittura meno del 10% ipotizzato sopra), ossia per ridurre AL MASSIMO di solo lo 0.1% le emissioni di CO2 totali in atmosfera (antropogeniche+naturali) non vale la pena sobbarcarsi l’onore di sostituire tutto il parco auto esistente. Ossia, che dietro c’è dell’altro: chiamasi interessi a far pagare al popolino lo sviluppo di una tecnologia immatura facendo fare un sacco di soldi ai soliti noti. Punto.

E’ triste rilevare che, base dati ONU, la decisione sia già stata presa sul cambio tecnologico, senza dirvi però che il veicolo elettrico non ha futuro visto che il vero cambio di tecnologia avverrà con le celle a combustibile (la cui efficienza sarà superiore al 60%), tecnologia ad oggi molto immatura e per cui i cittadini dovranno pagare lo sviluppo con i loro risparmi passando per le auto elettriche, di per se inutili ed anche dannose per l’ambiente [e poi vi chiedete perchè l’uomo è destinato all’estinzione, ndr].

Ci siete arrivati, vero? La cosa che davvero non comprendo è come cotanta spesa possa essere imposta ai cittadini in presenza di austerity (in gran parte dell’EU), tasse elevate, debito enorme e, nei paesi periferici, elevata disoccupazione, bassa partecipazione al lavoro, bassa qualità a dell’impiego (anche negli USA) e miseria galoppante!
Impossibile spingere i cittadini a cotanta spesa aggiuntiva senza fare crack.
A meno che il piano implichi più livelli, ad es. reddito di cittadinanza per dare da vivere a tutti a spese dello Stato – ossia incrementando il debito -; poi tali soldi distribuiti a pioggia verranno usati in gran parte per consumi obbligati e per legge, ad esempio le auto elettriche (oltre che – nei paesi più stupidi e kamikaze – direttamente per pagarci le tasse, vedasi gli 80 euro di Renzi per intenderci). E poi la fine dei contanti in modo da obbligare la gente a depositare i propri averi in banca ossia mettendo le istituzioni in condizione di attingere ai conti correnti privati quando l’eccesso di debito impagato di stato e privati farà fallire gli istituti di credito. Avete capito spero.

Un nuovo feudalesimo insomma. Che sostituisca il capitalismo morente mantenendo la spropositata ricchezza accumulata negli ultimi anni dove sta oggi ossia in mano dello 0.01% della popolazione mondiale. E senza rivoluzioni questa volta.
Guarda caso tale 0.01% rappresenta gli stessi soggetti che oggi impongono – col supporto dei governi – le auto elettriche pur se dannose per l’ambiente, il caso Tesla di Elon Musk è addirittura spudorato.
Scenario da paura, non c’è altro da aggiungere.

Mitt Dolcino

Fonte: https://scenarieconomici.it/truffa-co2-auto/