LEADER MONDIALE DELL’AMBIENTALISMO CHIEDE SCUSA: ABBIAMO ESAGERATO

Il libro di Michael Shellenberger, “Apocalypse never” demitizza le tesi alla base del terrorismo ambientalista che sta funestando la società globale, soprattutto negli ultimi decenni. Dopo le performances di Greta Tunberg si sono levate le voci di centinaia di scienziati in tutto il mondo per mettere in discussione quelle tesi strampalate, basate su teorie scientifiche sistematicamente smentite dai fatti, ma niente, esiste evidentemente un programma a livello globale che non può essere ostacolato, prova ne sia il fatto che Forbes, dopo aver pubblicato l’articolo, lo abbia immediatamente censurato.

Certo che si dovrebbe leggere Apocalypse never, ma intanto cogliete da questo articolo una serie di punti fondamentali.

Tratto da scenarieconomici.it

Michael Shellenberger é un noto guru ambientalista  scelto dalla rivista Times come uno degli “Eroi dell’ambiente” nel 2008. Il suo libro “Break through” ha vinto il premio ” Green book” dello stesso anno. Fondatore del Breakthrough Institute ha collaborato con Ted Nordhaus ed è definito un “Ecomodernista”. Recentemente ha pubblicato “Apocalypse never”, rivedendo alcune delle sue visioni più radicali.

A nome degli ambientalisti di tutto il mondo, vorrei scusarmi formalmente per la paura del clima che abbiamo creato negli ultimi 30 anni. Il cambiamento climatico sta accadendo. Ma non è la fine del mondo. Non è nemmeno il nostro problema ambientale più grave.

Potrei sembrare una persona strana a dire tutto questo. Sono stato un attivista del clima per 20 anni e un ambientalista per 30.

Ma poiché un esperto di energia ha chiesto al Congresso di fornire una testimonianza obiettiva di esperti e invitato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) a collaborare come revisore esperto del suo prossimo rapporto di valutazione, sento l’obbligo di scusarmi per quanto noi ecologisti abbiamo tratto in errore il pubblico.

Ecco alcuni fatti che pochi conoscono:

  • Gli umani non stanno causando una “sesta estinzione di massa”
  • L’Amazzonia non è “i polmoni del mondo”
  • Il cambiamento climatico non sta peggiorando le catastrofi naturali
  • Gli incendi sono diminuiti del 25% in tutto il mondo dal 2003
  • La quantità di terra che utilizziamo per la carne – il più grande uso di terra da parte dell’umanità – è diminuita di un’area grande quasi quanto l’Alaska
  • L’accumulo di legna da ardere e altre case vicino alle foreste, e non i cambiamenti climatici, spiegano perché ci siano incendi sempre più pericolosi in Australia e California
  • Le emissioni di carbonio sono in calo nella maggior parte delle nazioni ricche e sono diminuite in Gran Bretagna, Germania e Francia dalla metà degli anni ’70
  • Adattarsi alla vita sotto il livello del mare ha reso i Paesi Bassi ricchi non poveri
  • Produciamo il 25% in più di cibo di cui abbiamo bisogno e le eccedenze alimentari continueranno ad aumentare man mano che il mondo diventa più caldo
  • La perdita di habitat e l’uccisione diretta di animali selvatici rappresentano una minaccia maggiore per le specie rispetto ai cambiamenti climatici
  • Il combustibile di legno è molto peggiore per le persone e la fauna selvatica rispetto ai combustibili fossili
  • Prevenire le pandemie future richiede più , e non meno, “Agricoltura industriale”.

So che i fatti di cui sopra suoneranno come “negazionismo climatico” per molte persone. Ma questo dimostra solo il potere dell’allarmismo climatico.

In realtà, i fatti di cui sopra provengono dai migliori studi scientifici disponibili, compresi quelli condotti o accettati dall’IPCC, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) e altri importanti organismi scientifici.

Alcune persone, leggendo questo, immaginano che io sia un anti-ambientalista di destra. Non lo sono. A 17 anni, ho vissuto in Nicaragua per mostrare solidarietà alla rivoluzione socialista sandinista. A 23 anni ho raccolto fondi per le cooperative di donne guatemalteche. All’inizio dei 20 anni vivevo nella semi-amazzonia facendo ricerche con piccoli agricoltori che combattevano le invasioni della terra. A 26 anni ho aiutato a denunciare le cattive condizioni nelle fabbriche Nike in Asia.

Sono diventato ambientalista a 16 anni quando ho lanciato una raccolta fondi per Rainforest Action Network. A 27 anni ho aiutato a salvare le ultime sequoie antiche non protette in California. A trent’anni ho sostenuto le energie rinnovabili e aiutato con successo a convincere l’amministrazione Obama a investire 90 miliardi di dollari in esse. Negli ultimi anni ho contribuito a salvare un numero sufficiente di centrali nucleari dalla sostituzione di combustibili fossili per evitare un forte aumento delle emissioni, ma fino allo scorso anno, per lo più ho evitato di parlare contro la paura del clima. In parte è perché ero imbarazzato. Dopo tutto, sono colpevole di allarmismo come qualsiasi altro ambientalista. Per anni ho definito i cambiamenti climatici una minaccia “esistenziale” per la civiltà umana e l’ho definita una “crisi”.

Ma soprattutto avevo paura. Rimasi in silenzio sulla campagna di disinformazione climatica perché avevo paura di perdere amici e finanziamenti. Le poche volte in cui ho evocato il coraggio di difendere la scienza del clima da coloro che l’hanno travisata ho sofferto gravi conseguenze. E così per lo più sono rimasto vicino e non ho fatto quasi nulla mentre i miei colleghi ambientalisti terrorizzavano il pubblico.

Sono stato anche al fianco della gente alla Casa Bianca e molti nei media hanno cercato di distruggere la reputazione e la carriera di uno scienziato eccezionale, un brav’uomo e un mio amico, Roger Pielke, Jr., un democratico progressista permanente e ambientalista che ha testimoniato a favore delle normative sul carbonio. Perché l’hanno fatto? Perché la sua ricerca dimostra che i disastri naturali non stanno peggiorando.

Poi, l’anno scorso, le cose sono andate fuori controllo.

Alexandria Ocasio-Cortez ha dichiarato: “Il mondo finirà tra dodici anni se non affrontiamo i cambiamenti climatici”. Il gruppo ambientalista di più alto profilo della Gran Bretagna ha affermato “Il cambiamento climatico uccide i bambini”.

Il giornalista verde più influente del mondo, Bill McKibben, ha definito il cambiamento climatico la “più grande sfida che gli umani abbiano mai affrontato” e ha affermato che “spazzerebbe via le civiltà”.

I giornalisti mainstream hanno riferito, ripetutamente, che l’Amazzonia era “Il polmone del mondo” e che la deforestazione era come una bomba nucleare che esplode.

Di conseguenza, la metà delle persone intervistate in tutto il mondo l’anno scorso ha dichiarato di ritenere che il cambiamento climatico avrebbe estinto l’umanità. E a gennaio, uno su cinque bambini britannici ha dichiarato ai sondaggisti di avere incubi sul cambiamento climatico.

Devo ammettere che posso essere sensibile perché ho una figlia adolescente. Dopo che abbiamo parlato della scienza, è stata rassicurata, ma le sue amiche sono profondamente disinformate e quindi, comprensibilmente, spaventate.

Così ho deciso che dovevo parlare. Sapevo che scrivere alcuni articoli non sarebbe bastato. Avevo bisogno di un libro per disporre correttamente tutte le prove.

E così le mie scuse formali per la paura che ci circonda si presentano sotto forma del mio nuovo libro, Apocalypse Never: Perché l’allarmismo ambientale fa male a tutti noi.

Si basa su due decenni di ricerca e tre decenni di attivismo ambientale. A 400 pagine, di cui 100 note, “Apocalypse Never” tratta dei cambiamenti climatici, della deforestazione, dei rifiuti di plastica, dell’estinzione delle specie, dell’industrializzazione, della carne, dell’energia nucleare e delle energie rinnovabili.

Alcuni punti salienti del libro:

  • Le fabbriche e l’agricoltura moderna sono le chiavi della liberazione umana e del progresso ambientale
  • La cosa più importante per salvare l’ambiente è produrre più cibo, in particolare carne, su meno terra.
  • La cosa più importante per ridurre l’inquinamento atmosferico e le emissioni di carbonio è passare dal legno al carbone, dal petrolio al gas naturale, all’uranio
  • Il 100% di energie rinnovabili richiederebbe un aumento della terra utilizzata per l’energia dallo 0,5% al ​​50% di oggi
  • Dovremmo desiderare che città, fattorie e centrali elettriche abbiano densità di potenza più elevate, non inferiori
  • Il vegetarianismo riduce le emissioni di meno del 4%
  • Greenpeace non ha salvato le balene, passando dall’olio di balena al petrolio e all’olio di palma
  • La carne bovina “ruspante” richiederebbe 20 volte più terra e produrrebbe il 300% in più di emissioni
  • Il dogmatismo di Greenpeace ha peggiorato la frammentazione delle foreste dell’Amazzonia
  • L’approccio colonialista alla conservazione dei gorilla in Congo ha prodotto un contraccolpo che potrebbe aver provocato l’uccisione di 250 elefanti

Come ci hanno ingannato?

Negli ultimi tre capitoli di Apocalypse Never espongo le motivazioni finanziarie, politiche e ideologiche. I gruppi ambientalisti hanno accettato centinaia di milioni di dollari da interessi sui combustibili fossili. Gruppi motivati ​​da credenze anti-umaniste hanno costretto la Banca Mondiale a smettere di cercare di porre fine alla povertà e rendere la povertà “sostenibile”. E lo stato di ansia, depressione e ostilità nei confronti della civiltà moderna sono alla base di gran parte dell’allarmismo

Una volta che ti rendi conto di quanto siamo stati male informati, spesso da persone con motivazioni palesemente sgradevoli o malsane, è difficile non sentirsi ingannati.

Apocalypse Never farà mai qualche differenza? Vi sono certamente ragioni per dubitarne.

I media hanno pronunciato dichiarazioni apocalittiche sui cambiamenti climatici dalla fine degli anni ’80 e non sembrano disposti a smettere.

L’ideologia alla base degli allarmi ambientali – il malthusianesimo – è stata ripetutamente sfatata per 200 anni e tuttavia è più potente che mai.

Ma ci sono anche ragioni per ritenere che l’allarmismo ambientale, se non avrà fine del tutto, avrà un potere culturale in diminuzione.

La pandemia di coronavirus è una vera crisi che mette in prospettiva la “crisi” climatica. Anche se pensi che abbiamo reagito in modo esagerato, Covid-19 ha ucciso quasi 500.000 persone e distrutto economie in tutto il mondo.

Le istituzioni scientifiche tra cui l’OMS e l’IPCC hanno minato la propria credibilità attraverso la ripetuta politicizzazione della scienza. La loro esistenza e rilevanza future potrebbero dipendere solo da una nuova leadership e da una seria riforma.

I fatti contano ancora, e i social media stanno consentendo una più ampia gamma di voci nuove e indipendenti per superare i giornalisti ambientalisti allarmisti nelle loro pubblicazioni.

Le nazioni stanno tornando apertamente all’interesse nazionale e lontano dal malthusianesimo e dal neoliberismo, a favore del nucleare e contro le energie rinnovabili. 

Le prove sono schiaccianti che la nostra civiltà ad alta energia sia migliore per le persone e la natura rispetto alla civiltà a bassa energia a cui gli allarmisti climatici ci riporterebbero.

Gli inviti dell’IPCC e del Congresso sono segni di una crescente apertura a nuove idee sul cambiamento climatico e sull’ambiente. Un altro è stato la risposta al mio libro di scienziati del clima, ambientalisti e studiosi ambientali. “Apocalypse Never” è un libro estremamente importante”, scrive Richard Rhodes, l’autore vincitore di Pulitzer di The Making of the Atomic Bomb. “Questo potrebbe essere il libro più importante sull’ambiente mai scritto”, afferma uno dei padri del clima moderno scienza Tom Wigley.

“Noi ambientalisti condanniamo coloro che hanno idee antitetiche di ignorare la scienza e suscettibili di parzialità di conferma”, ha scritto l’ex capo di The Nature Conservancy, Steve McCormick. “Ma troppo spesso siamo colpevoli della stessa cosa. Shellenberger offre “amore duro:” una sfida a ortodosse radicate e mentalità rigide e autolesionistiche. Apocalypse Never traccia occasionalmente punti di vista pungenti, ma sempre ben fatti, basati sull’evidenza, che aiuteranno a sviluppare il “muscolo mentale” di cui abbiamo bisogno per immaginare e progettare non solo un futuro pieno di speranza, ma sostenibile“.

Questo è tutto ciò che speravo di scriverlo. Se sei arrivato a leggere fino a qui, spero che sarai d’accordo sul fatto che forse non è così strano come sembra che un ambientalista, progressista e attivista del clima per tutta la vita abbia sentito il bisogno di parlare contro l’allarmismo.

Spero vogliate accogliere le mie scuse.




L’articolo originale è tratto da ZeroHedge https://www.zerohedge.com/political/forbes-censors-award-winning-environmentalists-apology-over-three-decade-climate-scare-so




Pianeta Terra: verso l’estinzione

La fine del mondo? La sua data è stata annunciata molte volte, da sedicenti visionari, da sette religiose, e nominata anche da scienziati; il 9 settembre 2019 l’ESA dava per poco probabile (1:7000) l’impatto dell’asteroide 2006 QV89 con la Terra. I russi parlano di un evento ancora meno probabile (1:2.300.000) con l’asteroide Apophis, nel 2068.

Adesso, se da un lato non possiamo parlare di date, possiamo di sicuro sapere che siamo all’inizio della fine, a causa della telefonia cellulare, del WIFI, con una tragica accellerazione grazie alla tecnologia 5G.

Qui non si parla di un evento traumatico, ma di un lenta, inesorabile, silente, ma non meno insidiosa modificazione della vita sulla Terra, che impatterà il nostro DNA, i nostri organismi, la stessa epigenetica, con conseguenze terrificanti. Qualche allarme gli scienziati lo stanno già valutando, l’incremento parossistico del cancro, delle malattie neurodegenerative, dell’autismo nei bambini. Con il 5G tutti questi fattori avranno un incremento enorme, ma non sarà facile valutarlo perché da quelle millimetriche onde saremo irraggiati TUTTI, 24/24, 7 giorni su 7 e 365 giorni l’anno.

Non vi tranquillizzi il fatto che media e tv parlano solo in toni rassicuranti.

Cosa possiamo fare? Innanzitutto collezioniamo qualche punto, come il prossimo, offertoci da pandoratv.it

Se la gente sapesse cosa sta succedendo si ribellerebbe. Ma, almeno qui da noi, nessuno sa assolutamente niente.




Geoingegneria o scie chimiche; dite come volete, ma ci stanno avvelenando.

Parlare di questo argomento è diventato quasi noioso, eppure non ci fermiamo e continuiamo a sollevare la questione; ci pare semplicemente pazzesco che la popolazione accetti le decisioni folli di potenti interessati ai propri scopi e non agli abitanti del pianeta.  Sappiamo che sull’argomento ci siano state anche alcune interrogazioni parlamentari, in Italia e anche a livello del parlamento europeo. I risultati ottenuti: zero.

Questo breve video sia di stimolo ai più pigri che non abbiano seguito alcuni post dedicati a questo argomento.

Abbiamo postato gli estratti di una conferenza di un ricercatore tedesco, Dietrich Klinghardt , e alcuni altri video, ultimamente di un dipendente aereoportuale che ha fatto un lavoro molto serio, completandolo con analisi chimiche, documentato in un primo video e in un secondo.

Addirittura il nove novembre scorso abbiamo avuto una ammissione sconvolgente del dottor Antonio Raschi, direttore dell’Istituto di Biometereologia del CNR di Firenze, che affermava essere in atto un esperimento planetario di controllo del clima.

Capiamo che molti non siano abituati a porsi domande e cosa una affermazione del genere potesse significare, ma a questo punto, se noi invece abbiamo capito, dovremmo cominciare a diffondere queste informazioni, pur a costo di essere presi per visionari. Anche se le immagini che vi proponiamo non lasciano molti dubbi sul fatto che, molto probabilmente, ci stanno avvelenando.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=H4waOa9MzG0&feature=youtu.be




Scie chimiche in prima serata su “Porta a porta”

Una cosa del genere in Italia non era mai successa. Durante “Porta a porta”, in prima serata, il responsabile dell’Istituto di Biometereologia del CNR di Firenze, il dottor Antonio Raschi, ammette il fatto che “Siamo al centro di un esperimento planetario (…) di cambiamento del clima”.

Il giornalista Massimo Mazzucco ha chiamato il dottor Raschi per telefono, e qui riportiamo la conversazione avvenuta. Giudicate voi, ma a noi pare che ci siano palesi contraddizioni; da un lato il dottor Raschi che cerca di smentire e minimizzare ciò che ha detto in televisione, dall’altro Mazzucco che lascia la cosa un poco indefinita.

Crediamo che ambedue siano al corrente del fatto che misurazioni di livelli di metalli presenti nell’acqua piovana, in acquedotti, sul terreno, siano già state fatte, da anni, e siano dati assodati. Oltretutto, ultimamente, un tecnico di Malpensa ha evidenziato alcuni fatti incontrovertibili, come riportato dal nostro blog, una prima volta e una seconda.

Forse Mazzucco non ha voluto imbarcarsi in una discussione per telefono, ma forse il dottor Raschi non ha potuto dire ciò che sapeva.

Sicuramente la questione della geoingegneria (il fenomeno delle irrorazioni di sostanze chimiche volte ad influenzare se non addirittura a gestire il clima) deve essere portata alla conoscenza della popolazione, cosa che finora non è stata fatta. 

La cosa interessante è che mentre pare che noi siamo qui a cercare di svelare realtà sconosciute, in realtà esista un documento proprio su questo progetto di controllo del clima, AIR FORCE 2025 tradotto in italiano dal sito nogeoingegneria.com




Finalmente svelata la grandissima bufala delle scie chimiche

Da anni tutti i media in coro hanno dato spazio alla infantile teoria sulle scie chimiche ostinandosi a definirle semplicemente scie di condensazione, causate dalla differenza di temperatura fra i gas di scarico degli aerei, molto caldi, e la temperatura estremamente bassa dell’atmosfera.
Per anni tutti coloro che hanno parlato dell’argomento sono stati trattati come visionari e creduloni, mentre venivano ignorati studi scientifici, rilevazioni in quota e sul suolo della presenza di metalli pesanti, alluminio, cadmio, stronzio e di molecole addirittura non esistenti in natura. Gli acquedotti e le falde inquinate, coltivazioni contaminate e niente, «le scie chimiche sono solo vapore acqueo»….
Con questo secondo video pubblicato il 25 febbraio 2018 da TViVO, dopo il primo video che noi postammo il 3 marzo 2018, oramai alle scie di condensazione ci possono credere solo gli sprovveduti, oppure le persone che non sono a conoscenza di una serie di semplici dati, oramai alla portata di tutti, anche se accuratamente nascosti dal sistema di (dis)informazione italiano – e non solo.

Il perché tutto ciò venga fatto è tutto un altro capitolo; una tesi, abbastanza plausibile, è peraltro illustrata anche in questo blog.

Ma crediamo che il primo punto sia almeno arrivare alla consapevolezza che queste irrorazioni clandestine avvengano, e che noi, i nostri figli e i nostri nipoti ne siamo vittime.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=BWOjYl–bos




La crisi in cui ci troviamo è falsa; quello che non ci dicono…

Un intervento molto stimolante di Giulietto Chiesa, pubblicato il 29 maggio del 2012 pochi mesi dopo la nomina di Mario Monti a capo del governo tecnico. Si possono non condividere alcuni punti di vista di Chiesa, soprattutto riguardanti la visuale sul riscaldamento del pianeta, aspetto ampiamente messo in discussione da numerosi scienziati, ma non si può fare a meno di riflettere su come sia strutturata l’Unione Europea, sul famigerato debito pubblico, probabilmente la più grande mistificazione che ci sia mai stata propinata.

Questo intervento va annoverato come uno dei punti basilari di questo blog, insieme ad altre conferenze, quelle di Paolo Barnard, su “Il vero potere” (nomi e cognomi) , il Trattato di Lisbona e infine su “Il più grande crimine”

Abbiamo bisogno di ripensare tutto, senza prendere per scontato tutto quello che i media ci raccontano.

Abbiamo bisogno di riflettere; e a questo scopo la conferenza in oggetto ci pare fondamentale.




INTERVISTA PROIBITA 1: AEROPORTUALE DENUNCIA LE SCIE

Da TVivo, 21 febbraio 2018 in collaborazione con tankerenemy.com

 

 

Insistiamo a postare materiale sulle scie chimiche. Non c’è niente da ridere; su questo argomento i media non dicono niente. Oppure, quando se ne parla, l’approccio non è mai serio, scientifico, ma a livello talmente basso da non garantire nemmeno una minima comprensione di ciò che sta realmente accadendo.

Stavolta abbiamo come testimone un operatore aeroportuale di Malpensa, Enrico Gianini, che elenca i fatti, snocciola dati, analisi chimiche, e correda quello che dice con foto e riprese.  Naturalmente il Gianini ha avuto la consulenza di Rosario Marcianò che da anni sta facendo un serio lavoro scientifico, servendosi di rilevamenti sul terreno e in quota con l’uso di droni attrezzati.

La nostra speranza è che quando molti sapranno queste cose forse sarà possibile agire per fermare questo che non appare essere un fenomeno marginale, ma un vero e proprio crimine contro l’umanità.

Perpretato da chi?

Ci sono numerose ipotesi, basta avere un poco di pazienza, cercare fra i siti internet di riferimento, nogeoingegneria.com , tankerenemy.com e cercare riscontri anche su altri siti; inoltre ci sono molti trattati sull’argomento.

Alcuni scopi sono addirittura dichiarati dalla CIA stessa. In ogni caso, qualunque sia lo scopo, occulto o no, queste irrorazioni vanno fermate e basta. 

Se la cosa vi pare interessante fatela girare.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=v2Ie31LFkCs




GEOINGEGNERIA E DISINFORMAZIONE

Ancora 50 minuti da investire, per segnarsi un punto importante riguardante il problema delle chemtrails, le cosiddette scie chimiche di cui abbiamo già trattato su questo blog pubblicando un estratto della conferenza di un professore americano, il dr. Dietrich  Klinghardt. L’argomento è stato talmente demolito dalla informazione convenzionale e da una miriade di troll su internet, che oramai sembra quasi impossibile farsi una opinione plausibile, in moltissimi oramai ci hanno rinunciato. Siamo invece convinti che con un piccolo sforzo sia possibile farsi una idea abbastanza chiara di tutta una serie di fatti che stanno accadendo, davanti ai nostri occhi, e coglierne alcune correlazioni.

Se, invece di semplici correlazioni, qualcuno volesse una soluzione definitiva al problema e le ragioni esatte per cui tutto ciò accade allora meglio lasciar perdere, perché come sempre dobbiamo convenire, la realtà è complessa.

Il contributo che vi proponiamo è tratto dal convegno “Geoingegneria e disinformazione,” tenutosi all’Istituto di Santa Maria in Aquiro, presso il Senato della Repubblica. I relatori: Giulietto Chiesa (direttore di Pandora tv, da cui abbiamo tratto il materiale), Serena Pellegrino (deputata), Bartolomeo Pepe (senatore), Paolo De Santis (fisico, venuto a mancare recentemente, e di cui abbiamo pubblicato recentemente un importante articolo), Gherardo Rossi (medico), Maria Heibel (pedagogista e blogger).

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=WqNZpL0SA3g




Ancora sulle scie chimiche: e la CIA comincia a parlare, dall’agosto 2016!

Sappiamo che in molti continuano superficialmente a considerare la questione “scie chimiche” solo una delle solite leggende metropolitane. Tutto consiste nel fatto che non ci informano; e che molti, purtroppo, prendono per buono il normale sistema informativo, detto “media mainstream”.

Dunque, oramai siamo a un tale punto di apatia che anche se le cose ce le dicono non abbiamo nessuna reazione e accettiamo tutto con rassegnazione; infatti è così, più di un anno fa, non potendo più nascondere la cosa, il direttore della CIA John Brennon dichiarava che in effetti stanno nebulizzando nell’atmosfera nanoparticelle metalliche, naturalmente per il nostro bene.

La (ridicola) giustificazione è che siccome abbiamo un eccessivo riscaldamento del pianeta (che si tratti di una conseguenza del CO2 per attività umane non è dimostrato) allora dobbiamo correre ai ripari schermando la Terra in modo da impedire ai raggi del sole di scaldarla troppo; a una bufala del genere avrebbe potuto crederci un bambino delle elementari, non un adulto, eppure un personaggio del genere ci informa, parlando seriamente, che gli USA pensano di spendere, per questo progetto 10 miliardi di dollari.

Fermiamoci qui, senza trarre conclusioni su possibili complotti; stanno avvelenandoci.

Le nanoparticelle presenti sia in quota che, naturalmente, sul suolo e nelle acque, come da numerosi rilevamenti, sono cancerogene e causano alcune malattie neurodegenerative.

Se prima volavano aerei con serbatoi supplementari adesso si ha il (fondato) sospetto che oramai queste sostanze neurotossiche, cancerogene e teratogene siano direttamente contenute nel kerosene aereonautico per cui bastava raccontare che si trattasse di scie di condensazione e il gioco pareva fatto. Certo che questo tipo di nebulizzazione porti notevoli vantaggi ai droni che la NASA usa per i “bombardamenti intelligenti”, ottimizzando le immagini sugli schermi di questi ragazzotti che come in un videogioco bombardano le basi dei cattivi, in realtà uccidendo vittime innocenti, ma se questo portasse conseguenze cosi terribili sulla popolazione non sarebbe forse il caso di farlo notare a chi ci dovrebbe difendere? Già, qualcuno ci difende da qualcosa?

Di questo argomento abbiamo già parlato, riportando un estratto di una conferenza di un ricercatore tedesco, Dietrich Klinghardt, e oggi postiamo l’intervento di Paolo De Santis durante il convegno “Geoingegneria e disinformazione”, svoltosi lo scorso 3 marzo presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro, che Pandoratv.it aveva postato qualche tempo fa ma che in questi giorni ha riproposto. Le considerazioni che ascolterete sono, a nostro avviso, da valutare attentamente.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?time_continue=924&v=DY5z2QMnCqk




Le auto elettriche, nuova frontiera ecologista; per diminuire l’emissione di CO2? Anche no.

Sulle auto elettriche e la loro irresistibile ascesa mediatica – purtroppo supportata dalle multinazionali, concretamente, abbiamo già pubblicato un importante contributo.

Qui si va sullo specifico con un articolo abbastanza complesso, scevro di opinioni politicamente corrette, e ricco di dati, per chi voglia documentarsi, seriamente, anche sulla storia del riscaldamento del pianeta causato dalle attività umane.

Cosa si nasconde dietro la spinta mediatica verso le auto elettriche, da imporre per legge ai consumatori (senza ridurre la CO2 emessa)

Auto elettrica una truffa? Mi direte dopo. Mi ha sempre intrigato la fesseria delle auto elettriche: ad oggi tali veicoli non riducono l’emissione di CO2, anzi la aumentano. Va ricordato che dietro a tale policy globale sulla CO2 (con visione distonica, vedasi il seguito) ci sono enormi interessi che puntano a far pagare ai consumatori un cambio tecnologico immaturo e dunque molto dubbio se non direttamente dannoso, imponendo tale – costosissima – tecnologia grazie a sovvenzioni pubbliche e leggi ad hoc. Sempre la solita storia, i grandi trend devono essere cavalcati economicamente dai soliti noti, col supporto dei governi….
Oggi leggo che VW, quella del dieselgate, prevede l’introduzione di un pulmino solo elettrico dal 2020.
Facciamoci alcune domande.

Prima di tutto, quale è la maggiore fonte di CO2 antropogenica (prodotta dall’uomo)? Risposta: la combustione fossile (87%, circa 33.5-34 mld tons, su un totale di emissioni antropogeniche pari a ca. 39 mld tons annue).

In particolare, la fonte maggiore di CO2 è la produzione di energia elettrica (41%), non i trasporti (intesi in aggregato su aria, ruote/strada, nave, rotaia, sia per merci che per persone: 22/23%), dati al 2012. Ossia la più grande, singola fonte di CO2 attuale – elettricità da combustibili fossili – è la stessa che dovrebbe essere utilizzata per alimentare le auto elettriche! Strano, eh?

Va inoltre ricordato come le emissioni annue di CO2 a livello globale nascondano una verità troppo spesso taciuta: sulla base di dati ufficiali (La Quere et al., 2013; IEA, 2013; IPCC, 4th Assessment Report, 2007) le emissioni naturali annue – ossia NON antropogeniche – di CO2 sono superiori a 770 miliardi di tonnellate di CO2 mentre le emissioni causate dell’uomo sono stimate in circa 39 miliardi di tonnellate (media su range SRES IEA: 29-49 mld tons CO2), ossia ca. 20 volte meno delle emissioni che occorrono spontaneamente, gettando il seme del dubbio sul reale effetto di una grande riduzione di CO2 anche, per ipotesi, del 10%, visto che ciò rappresenterebbe comunque una frazione del tutto marginale rispetto alle emissioni totali annue (CO2 naturale+antropogenica, 770+39 ca = ca. 809/810 mld tons). (vedrete oltre che tale valore, 10%, è il massimo di riduzione di emissione di CO2 raggiungibile per l’autotrasporto spostandosi verso l’elettrico con le tecnologie attuali; rappresentando per altro un’enorme riduzione di CO2 in un lasso di tempo così breve, ad es. al 2020, addirittura impensabile in assenza di un cambio radicale di tecnologia nella produzione di energia ad oggi non ipotizzabile nemmeno in via prospettica)

Infatti dei 39 mld tons di emissioni antropogeniche di CO2, meno di ca. 34 mld tons sono derivati dalla combustione fossile e di questi 34 mld ca. 8 mld di tons (23%) sono relative ai trasporti in generale, di cui ca. il 74% ossia meno di ca. 6.7 mld tons annue di CO2 sono relative al trasporto di persone su strada, includendo anche bus e taxi. Ovvero la riduzione del 10% indicata sopra come obiettivo dello shift elettrico nell’autotrasporto terrestre inciderebbe solo su 6.7 mld tons annue di CO2, implicando una riduzione massima di emissioni di 0.7 mld tons annue su una emissione globale di CO2 di oltre 800 mld tons. Una vera presa per i fondelli, che dite?  Va ricordato che la maggior fonte di C02 antropogenica deriva dalla generazione elettrica (usata per alimentare le auto elettriche), visto che i principali paesi (escluso il Canada e possibilmente la Francia per via del nucleare che però ha ben altre criticità) ottengono dal 60 al 90% della loro energia dalla combustione di combustibili fossili.
Dunque – conti alla mano – imporre i veicoli elettrici ai privati come soluzione dei problemi di emissione della CO2 globale significa raccontare una bugia di proporzioni epiche, anche e soprattutto in considerazione del fatto che, come verrà spiegato oltre, i veicoli elettrici NON riducono l’emissione globale di CO2 ma la aumentano!!!
Per dare un’idea, anche includendo solo gli elementi a supporto dei fautori dello shift elettrico dell’automotive senza considerare alcun elemento contrario, la sostituzione dei veicoli a motore a scoppio con i motori elettrici, sempre che ci sia una riduzione di emissioni, includendo anche il miglioramento di efficienza di generazione (la cui fisica è chiara, meno i costi associati che il gestore del servizio elettrico imporrà, con suo margine – vedasi oltre le stime termodinamiche) porterebbe ad un risparmio massimo di circa 0.6-0.8 mld tons CO2 annue – conto della serva – ossia meno dello 0.1% delle emissioni totali di anidride carbonica annue (naturali+antropogeniche), vedasi oltre, ipotizzando circa un 10% di riduzione di emissione di CO2 grazie allo shift elettrico negli autotrasporti su strada. Insomma, un nonnulla.

Va compreso se lo scopo è veramente quello di ridurre la CO2, che come vedremo non significa necessariamente limitare il riscaldamento globale.

In secundis, domanda, la CO2 è la sostanza che ha l’effetto più rilevante in tema di riscaldamento globale? La risposta è NO, ci sono numerose sostanza con un effetto di “warming” molto maggiore. Ad esempio il metano, che un effetto specifico da 15 a 25 volte superiore (vedasi sotto), secondo le varie fonti. Per non parlare dei clorofluorocaburi ancora oggi usati nei sistemi di condizionamento privato, industriale ed automobilistica che hanno un effetto serra CO2 equivalente di almeno 1500 volte la CO2. Pensate che addirittura la famosa emissione di ossidi di azoto NO(x) e di particolato che in teoria condannano il motore diesel – di cui allo scandalo dieselgate – hanno entrambi un effetto di raffreddamento sul pianeta, in quanto gli ossidi di azoto contribuiscono a dissolvere il metano presente in alta quota mentre i particolati riducono l’irradiazione solare che raggiunge la terra.

Tertium, le auto elettriche producono zero CO2? Risposta: NO, anzi le auto elettriche (ZEV) generano più CO2 di quanto evitano.
In effetti le autorità di Singapore hanno cassato brutalmente la supposta emissione zero delle auto ZEV di Tesla fissando per legge una reale immissione calcolata del produttore californiano usando dati ufficiali e metodologie pubbliche ovvero includendo la CO2 immessa in atmosfera in forza dell’elettricità usata e poi immagazzinata nelle batterie al Litio (enormemente inquinanti per l’ambiente, sia per la produzione che per lo smaltimento), pari a 222 g/km, ossia circa come la nuova Ferrari Portofino (240 g/km).


Recentemente uno studio di Morgan Stanley – in rappresentanza del mondo finanziario che conta – di fatto ha confermato tale tesi (infatti Tesla sta lentamente ma progressivamente scendendo in borsa).

Tradotto, base dati le auto elettriche (soprattutto le Tesla) si sostengono economicamente solo grazie ad enormi finanziamenti pubblici (introdotti dalla fallimentare presidenza Obama, ndr) ossia grazie a tasse imposte ai cittadini poi usate per arricchire soggetti privati che sebbene abbiano enormi cointeressenze con la politica Dem globale che conta in realtà fanno un danno netto ai cittadini sotto svariati punti di vista (tasse, ambiente ecc.), non generando certamente un vantaggio. Ricordo solo che Elon Musk, il proprietario di Tesla, è stato uno dei più ferventi sostenitori (e finanziatori) di Hillary Clinton/Fondazione Clinton.


Commento personale: in un periodo in cui i cittadini occidentali stanno annegando nel debito e nelle tasse non è più il momento di arricchire ulteriormente i soliti noti con supposte innovazioni addirittura dannose per la collettività.

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Se poi volete veramente approfondire il tema del riscaldamento del pianeta…

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Come vedete ho evitato bellamente la discussione sulla correttezza delle teorie sul global warming. Se può interessare, la mia personale view è che siamo più vicini ad un periodo di glaciazione che di riscaldamento globale, sebbene ciò non sia immediatamente dimostrabile, alla pari delle tesi sul riscaldamento globale. Infatti queste ultime si basano su dati che è stato provato scientificamente essere stati volutamente falsati con il fine di far emergere una situazione in cui prevalesse la teoria del global warming (vedasi “On the validity of NOAA, NASA, Hadley CRU Global Average Surface Temperature Data & the validity of EPA’s CO2 Endangerment Findings”, June 2017, paper verificato da eminenti ricercatori ed ex amministratori EPA oltre a scienziati del MIT e delle principali università americane). Inoltre resta perfettamente antiscientifico interpretare un fenomeno di lungo termine come il riscaldamento globale sulla scorta di solo circa 100 anni di storia (…).


La mia semplice osservazione è che oggi il clima del pianeta è più freddo di quello che fu nel medio evo o alla nascita di Gesù, non più caldo (caso scuola è la Groenlandia, Greenland in inglese – paese verde -, che solo alcune centinaia di anni fa era un enorme pascolo ma a causa del raffreddamento del pianeta, “Little Ice Age” tra il 1500 ed il 1600, è diventata una landa invivibile che, prima popolosa, si è rapidamente depopolata; idem il passaggio di Annibale sulle Alpi con gli elefanti, proprio perché il clima era più caldo allora, ndr).

Ossia l’errore sta nel confondere i trend di lungo termine con le esperienze a memoria d’uomo, diciamo 100 anni, esperienze “umane” che nella rappresentazione dei trend naturali non sono assolutamente significative. Ad esempio non vengono citate le influenze dell’attività solare, elemento che ha saputo spiegare per millenni le evoluzioni della temperatura sulla terra. O  di converso analizzare ad esempio le influenze gravitazionali interplanetarie – innegabili a livello teorico – sulla temperatura terrestre, fattore che dovrebbe invece interessarci molto in quanto secondo quanto riportato dai sumeri – che hanno saputo costantemente anticipare TUTTE le scoperte astronomiche poi rese di pubblico dominio dalla NASA, in realtà solo riprese dai nostri antenati – nei prossimi 70 anni il sistema solare vedrà il ritorno di un pianeta la cui orbita impiega molto più di Plutone a completare il suo ciclo di rotazione solare (e che corrisponde perfettamente ai cicli di temperatura di lungo termine sotto evidenziati, poco meno di 4000 anni). Oggi invece sembra si faccia a gara a puntare sempre e solo su un effetto relativamente significativo per quanto riguarda il riscaldamento, ovvero la CO2 in atmosfera. Capiremo il perchè più avanti.

Chi scrive, vista l’universale accettazione della teoria di una terra “viva” che si adatta (Gaia, cfr. J. Lovelock), si sente di propendere per un progressivo adattamento del globo terracqueo con il fine se necessario di tornare all’equilibrio di lungo termine ossia maggiore vapore acqueo a bassa quota in grado di raffreddare il pianeta, oltre ad esplosioni vulcaniche in grado di oscurare il cielo (…, in questo contesto i terremoti sono la prima parziale evidenza di detta – prossima, secondo lo scrivente – manifestazione, mentre fenomeni meteorologici estremi ne sono il corollario, sebbene l’indice ACE – Accumulated Cyclones Energy, smentisca anche questa tesi, vedasi il minimo dell’attività degli uragani mondiali negli ultimi 45 anni, dati al 2015, per approfondimenti in riguardo all’ACE ed uragani annessi vedasi il seguente articolo, al LINK ; vedasi in particolare l’enorme costo delle forti rinnovabili pagate già oggi dai piccoli consumatori italiani – non i grandi – con la componente A3, per altro esistente anche all’estero, che costa al kWh, in dipendenza dei paesi, anche il doppio del costo della mera energia! – DOMANDA: se si sostituiranno le auto diesel e benzina con l’energia elettrica chi pagherà per le accise che oggi gravano sui carburanti fossili da autotrazione? Dunque, l’energia elettrica raddoppierà di prezzo per compensare il buco di gettito oggi pagato dai consumatori di benzina e diesel quando si passerà alle auto elettriche?). Da qui la probabilità di una prossima, nuova glaciazione, tesi corroborata sulla base dei cicli solari ed alla bassa attività attesa dal sole nei prossimi anni (la correlazione tra le temperature storiche terrestri e tali cicli solari hanno ben spiegato le fluttuazioni di temperatura degli ultimi millenni, …).

 

Ma il punto saliente non è questo: l’errore – volutamente taciuto dai vari governi e scienziati al soldo – sta nella scientificamente scorretta gestione dell’equazione

– riscaldamento globale [^C] = f(emissione CO2)       [1]

Tale funzione [1] è infatti forviante e parziale: appunto confondere riscaldamento globale e emissione CO2 è forviante, a maggior ragione se non si intende combattere TUTTA la emissione di CO2 antropogenica ma solo una minima parte, nel caso solo quella dei trasporti auto tralasciando le fonti di energia elettrica, sebbene enormemente prevalenti. La situazione è troppo scandalosamente chiara per non capirla: gli ZEV [Zero (?) Emissions Vehicles] usano energia elettrica da fonti fossili, le quali sono già oggi la maggiore fonte di inquinamento! Inoltre, come sopra ricordato, ad es. il metano emesso in atmosfera ha un effetto da ca. 15 a 25 volte [a seconda delle fonti] maggiore dell’anidride carbonica [chiamasi emissione CO2 equivalente, ndr] in termini di effetto serra a parità di quantità. E di sostanze con comportamenti paragonabili ed anzi molto superiori al metano ce ne sono diverse e largamente diffuse nell’uso quotidiano di oggigiorno, refigeranti nei frigoriferi, impianti di condizionamento fissi e mobili, pompe di calore, aerosol, ecc, con potenziali CO2 equivalenti anche migliaia di volte quelli della CO2….


Ecco perché non è una fesseria – anzi – affermare che le scorregge animali ed umane sono una fonte assai rilevante in termini di emissione di CO2, visto il numero di bovini, ovini, suini e di umani sulla terra. Oltre a non considerare in detta equazione un imperante effetto nel riscaldamento terrestre costituito dall’irraggiamento solare e dalla relativamente semplice possibilità di riduzione di tale certo effetto (aspetto che invece non viene affrontato sebbene importantissimo). E’ così forse abbiamo anche inquadrato la propaganda pro-vegana degli ultimi anni…


Prova del nove: oggi nell’atmosfera c’è il 3.6% di CO2 e lo 0.36% di metano. In considerazione della pericolosità relativa delle due sostanze in termini di effetto serra bisognerebbe combattere il Metano in atmosfera e non la CO2 (almeno il 5.4% o anche oltre l’ 8% in base alle varie fonti sopra citate, come effetto serra equivalente del Metano rispetto alla CO2, la quale si attesta al 3,6%). Ed invece nessuno ne parla….

Quello che va detto è che il riscaldamento globale è dato da un insieme di fattori e contributi – molti dei quali ancora oggi non modellizzati – tali da rendere la prova della semplice correlazione funzionale tra CO2 e riscaldamento globale quanto meno incompleta se non dubbia: meglio detta, le teorie che oggi ci vengono propinate come verità assoluta non considerano numerosi effetti paralleli. Già Carlo Rubbia nel 1987 nel suo libro post Chernobyl meditava sul problema della disponibilità di energia globale considerando ad es. che se si fosse ricoperta buona parte delle aree incolte terrestri con pannelli fotovoltaici ciò avrebbe determinato un aumento rilevante della temperatura del pianeta semplicemente perché così facendo si sostituisce una superficie più chiara con una tendente al nero.
Infatti l’equazione corretta dovrebbe quanto meno (…) essere posta nei termini seguenti:

– riscaldamento globale [^C] = f(emissione CO2 equivalente totale da tutte le fonti, accumulo energetico da irraggiamento) [2]

Senza dimenticare che il fabbisogno energetico da fonti energetiche rinnovabili resterà giocoforza limitato, essendo impossibile per questioni fisiche produrre più del 20-22% del fabbisogno energetico mondiale da rinnovabili entro il 2050, almeno con le tecnologie attuali (in base a studi recenti i limiti di solare e eolico sono molto prossimi, vedasi i valori stimati da: “Limits to growth in the renewable energy sector”, J.P. Hansena, P.A. Narbelb, D.L. Aksnesc, Renewable and Sustainable Energy Reviews, 70/2017, da cui i grafici sotto sono stati tratti).

 

Va per altro notato che, con la formulazione sopra proposta [2], indirettamente si coglie anche l’effetto dell’entropizzazione terrestre (leggasi, incremento della popolazione) che implica edificazione industriale ed abitativa incrementante lo spettro di assorbimento energetico terrestre (forse quello che nessuno vuole dirci è che semplicemente sulla terra siamo in troppi).

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Quanto va dunque compreso è perché ci venga propinata cotanta mistificazione sulle auto elettriche.

Il motivo secondo chi scrive NON sta nella volontà di combattere il riscaldamento globale ma piuttosto nel voler imporre enormi extra costi ai cittadini: infatti le sovvenzioni ai produttori di ZEV saranno una minima parte dei costi imposti per legge alle masse. Il punto è infatti capire che il fine di questa supposta guerra alla CO2 automobilistica del motore a scoppio – CO2 che invece aumenterà con gli ZEV – è di imporre la sostituzione delle auto convenzionali con mezzi elettrici, imponendo costi iperbolici alla cittadinanza!
Forse così si spera di innescare un trend di crescita per uscire dalla stagnazione secolare di inizio III. millennio che rischia di condannare a morte il capitalismo, frutto di un accumulo di debito decennale – e di parallelo, stratosferico arricchimento di pochissimi – che ha avuto il suo parossismo nella presidenza Obama e nel circa raddoppio del debito federale in soli 8 anni. Non è un caso che anche l’ex presidente USA sia parte del network della Fondazione Clinton (…).
Avete capito spero.
Anche perché auto elettriche significa soprattutto una cosa: obsolescenza programmata, visto che un package di batterie al litio dura al massimo 10 anni e poi il costo della sostituzione degli accumulatori di fatto obbliga a cambiare il mezzo…

Bang! Consumi obbligati. L’obiettivo vero è obbligarvi a consumare!

Aggiungete a tale aspetto – di per se dirimente – che dopo lo scandalo del dieselgate con dati truccati dai tedeschi sia emersa prepotentemente che senza truffe è impossibile andare oltre l’Euro 6, forse al massimo all’Euro 7 in termini di emissioni auto oneste. Dunque è stata inizialmente trovata una soluzione parziale nell’alimentazione ibrida in grado di recuperare gli attriti; senza però accennare al fatto che tale soluzione è addirittura più dispendiosa ed inquinante se usata ad esempio in autostrada e comunque fuori del percorso urbano. Pur restando sempre una bomba ad orologeria sia in termini di costi di smaltimento batterie (per cui oggi non ci sono oneri, la cui introduzione è invece certa a termine) che di obsolescenza programmata, i soliti 10 anni circa.

Se poi facciamo un raffronto puramente termodinamico tra motore elettrico e un motore diesel ad alta efficienza scopriamo che la conversione energetica tra energia dei combustibili in meccanica è pari per i diesel in circolazione almeno al 33% circa (oggi si arriva tranquillamente attorno al 34-35% nei nuovi motori diesel con l’obiettivo di arrivare entro un decennio verso il 40% [con efficienze termiche verso il 45% o anche superiori per motori diesel di grandi dimensioni], mentre Toyota ha già prodotto nel 2016 un motore a benzina, intrinsecamente meno efficiente del diesel, con una efficienza termica del 37%!!!. vedasi il LINK). Le auto elettriche – seguendo tutta la filiera elettrica – usano invece l’energia elettrica prodotta, si noti bene, sempre coi combustibili fossili la cui efficienza oggi è pari a circa il 55% per i cicli più efficienti (turbogas, che, si noti, producono CO2 per un ammontare di circa 0.25/0.3 tons/kWh; i cicli a carbone – ancora i più diffusi al mondo per produzione elettrica – hanno invece efficienza del 40% ed inquinano in CO2 tre o quattro volte tanto i turbogas); a ciò va sottratto il trasporto elettrico in loco consumo che per una tensione domestica di utilizzo implica perdite di rete (incluse trasformazioni in bassa tensione) di circa il 12%, ossia siamo a 43% di efficienza per i cicli più efficienti, che non sono però i più diffusi. Di seguito il motore elettrico ha efficienza del 95% ovvero arriviamo come efficienza globale sotto il 40%, a cui dobbiamo ancora sottrarre uno o due punti percentuali di efficienza di batteria: alla fine la differenza di rendimento elettrico tra motore diesel diciamo attuale ed elettrico sta tra più verso il 5 che verso gli 8-9 punti percentuali (range: 5%-8/9%) di maggior efficienza per quello elettrico, gap che si appiattisce verso il 5% o anche meno per i motori diesel di nuovissima generazione; notasi che i motori elettrici avendo efficienza del 95+% non possono migliorare ulteriormente le loro performance se non molto marginalmente!].

Anche un bambino capisce che per ridurre di così poco l’emissione di CO2 (al massimo l’8%, addirittura meno del 10% ipotizzato sopra), ossia per ridurre AL MASSIMO di solo lo 0.1% le emissioni di CO2 totali in atmosfera (antropogeniche+naturali) non vale la pena sobbarcarsi l’onore di sostituire tutto il parco auto esistente. Ossia, che dietro c’è dell’altro: chiamasi interessi a far pagare al popolino lo sviluppo di una tecnologia immatura facendo fare un sacco di soldi ai soliti noti. Punto.

E’ triste rilevare che, base dati ONU, la decisione sia già stata presa sul cambio tecnologico, senza dirvi però che il veicolo elettrico non ha futuro visto che il vero cambio di tecnologia avverrà con le celle a combustibile (la cui efficienza sarà superiore al 60%), tecnologia ad oggi molto immatura e per cui i cittadini dovranno pagare lo sviluppo con i loro risparmi passando per le auto elettriche, di per se inutili ed anche dannose per l’ambiente [e poi vi chiedete perchè l’uomo è destinato all’estinzione, ndr].

Ci siete arrivati, vero? La cosa che davvero non comprendo è come cotanta spesa possa essere imposta ai cittadini in presenza di austerity (in gran parte dell’EU), tasse elevate, debito enorme e, nei paesi periferici, elevata disoccupazione, bassa partecipazione al lavoro, bassa qualità a dell’impiego (anche negli USA) e miseria galoppante!
Impossibile spingere i cittadini a cotanta spesa aggiuntiva senza fare crack.
A meno che il piano implichi più livelli, ad es. reddito di cittadinanza per dare da vivere a tutti a spese dello Stato – ossia incrementando il debito -; poi tali soldi distribuiti a pioggia verranno usati in gran parte per consumi obbligati e per legge, ad esempio le auto elettriche (oltre che – nei paesi più stupidi e kamikaze – direttamente per pagarci le tasse, vedasi gli 80 euro di Renzi per intenderci). E poi la fine dei contanti in modo da obbligare la gente a depositare i propri averi in banca ossia mettendo le istituzioni in condizione di attingere ai conti correnti privati quando l’eccesso di debito impagato di stato e privati farà fallire gli istituti di credito. Avete capito spero.

Un nuovo feudalesimo insomma. Che sostituisca il capitalismo morente mantenendo la spropositata ricchezza accumulata negli ultimi anni dove sta oggi ossia in mano dello 0.01% della popolazione mondiale. E senza rivoluzioni questa volta.
Guarda caso tale 0.01% rappresenta gli stessi soggetti che oggi impongono – col supporto dei governi – le auto elettriche pur se dannose per l’ambiente, il caso Tesla di Elon Musk è addirittura spudorato.
Scenario da paura, non c’è altro da aggiungere.

Mitt Dolcino

Fonte: https://scenarieconomici.it/truffa-co2-auto/