• I soldi italiani regalati all’Europa dal 2000 sono:

UN MINUTO PER CAPIRE CHI E COME STIA CAUSANDO IL DEFICIT ITALIANO

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Brevissimo articolo ripreso dal canale Telegram di scenarieconomici.it in cui Francesco Amodeo, autore del libro “La Matrix europea”, ci dà alcuni semplici input per capire bene cosa stia succedendo con l’economia italiana. 

Questo minuto necessario a scorrere questo articoletto, da solo, costituisce un vero e proprio PUNTO, da includere ne “le basi” e da conservare e metabolizzare.

Un minuto per capire chi e come stia causando il deficit italiano per fare i propri interessi di F. Amodeo.

 

Fatto numero 1: Il Tesoro italiano piazza i propri titoli (Btp) secondo un meccanismo d’asta definito marginale.

Fatto numero 2: Le aste marginali eseguite dalla Banca d’Italia per conto del MEF sono incredibilmente sbilanciate a favore degli investitori e a danno dello Stato. Infatti a fine asta tutti i titoli saranno venduti al prezzo marginale, adattandosi cioè a quella che è stata l’offerta più bassa ricevuta che di conseguenza ha il rendimento più alto per l’investitore. In pratica lo Stato incassa di meno ed è costretto a pagare rendimenti più alti.

Fatto numero 3: A beneficiare di tali aste sono poche banche abilitate definite specialiste. Si tratta per il 90% di potentati bancari stranieri.

Ipotesi numero 1: Se queste banche facessero Cartello e si mettessero d’accordo basterebbe che unasola di esse facesse arrivare un’offerta più bassa e si abbasserebbe il prezzo marginale per tutte le altre ai danni dello Stato italiano e a favore degli investitori internazionali.

Certezza numero 1: Tra le banche abilitate a partecipare alle aste di BTP italiani ci sono La DeutscheBank; la JP Morgan; La Goldman Sachs.

Certezza numero 2: Alcune banche sono già state incriminate in passato per aver fatto Cartello manipolando i tassi Euribor e Libor ai danni dei cittadini.

Queste banche sono proprio alcune di quelle abilitate a partecipare alle aste dei titoli italiani prime fra tutte : La Deutsche Bank; la JP Morgan.

Fonte: scenarieconomici.it

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