• I soldi italiani regalati all’Europa dal 2000 sono:

A che punto è la CENSURA in Italia? 2.0

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Incredibile come tutto quello che sta succedendo sia quasi del tutto ignorato dagli italiani.

Stiamo entrando, in una fase dove la censura è oramai diventato un concetto accettato e praticato dal nostro attuale governo, anche se siamo solo all’inizio. Qui mostriamo i documenti.

Voci autorevoli hanno fatto dichiarazioni impressionanti e si tratta di nostri parlamentari, di governanti che in teoria parlano di libertà, democrazia, ma in realtà passo dopo passo stanno cercando di chiudere la bocca al dissenso che, guarda caso, si manifesta per lo più sul WEB.

Al limite dell’inverosimile chi il governo italiano ha scelto per vigilare sul web alla ricerca di “profili sgraditi” e “odiatori”.

A questo punto, se ancora non lo avete fatto, please, leggete il romanzo “1984” di George Orwell e il punto di oggi vi apparirà più chiaro.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. » (Costituzione italiana, art.21)

La Notte dei Cristalli 2.0

By on

– Chi dissente è stato demonizzato e ridotto a tipo antropologico.

– Una nuova categoria di reati è stata inventata.

La Notte dei cristalli 2.0 è adesso possibile.

Il primo gennaio di quest’anno l’attività di Critica Scientifica riprendeva con un articolo che intendeva puntare l’attenzione su quello che veniva individuato come uno dei temi che sarebbero stati centrali nell’anno appena iniziato vale a dire quello della repressione della libera informazione, cioè quella libera di cercare la verità senza sottostare a linee imposte da editori o altri enti condizionanti.

Il titolo dell’articolo era2017: l’anno del bavaglio?” dove il punto interrogativo era poco più che una classica domanda retorica, siamo stati infatti facili profeti nell’annunciare che nei mesi successivi sarebbero state avviate iniziative volte a silenziare le voci dissidenti con i più svariati pretesti riconducibili a presunti buoni principi condivisibili da tutti. Chi non è contro le “fake news”? Certamente tutti vorrebbero evitare di essere influenzati da notizie false, solo che i principali autori dei fake news sono stati i grandi media, ma non sono loro però quelli finiti sotto accusa.

Rinominate “fake news” le notizie scomode che, riportate da vari siti Internet, riescono ad aggirare il filtro dei grandi media, la prima campagna che è stata messa in atto ha puntato sull’istituzione di un ministero della verità che decidesse chi fosse reo di lesa verità e quindi punibile. Al riguardo ricordiamo la commissione voluta dalla presidenta Boldrini proprio per individuare le voci stonate e di cui abbiamo parlato il 7 febbraio scorso in “Fake news: siamo in guerra, nel senso pieno del termine“, tra i nomi interpellati quello di Paolo Attivissimo sbufalatore di professione targato CICAP, un ente che da sempre si occupa di sbufalare bufale di comodo e spesso banali facendo bene attenzione a non pistare piedi importanti. A stretto giro, il 16 febbraio, è stata poi presentata la proposta di legge 2688 intesa a colpire per via giudiziaria i siti web scomodi, vedi “DDL 2288: gli ultimi giorni della libera informazione“.

Quello che di nuovo è emerso nel frattempo è l’apertura di un fronte se possibile ancor più insidioso, quello della lotta contro i “discorsi di odio” che, tanto per restare proni alla provincializzazione, sono stati denominati nella lingua ufficiale dell’impero “hate speech”. Immancabilmente è stata sempre la Boldrini, vera pasionaria della lotta contro ogni libertà di espressione che non sia la sua, a promuovere la più importante iniziativa in questo senso, e anche di questa cosa ci siamo occupati quando il 24 luglio scorso è stato pubblicato “La Boldrini e la piramide scopiazzata. (quando il ridicolo precede la repressione)“.

Neanche il tradizionale riposo di agosto è stato osservato dai mastini dell’anti informazione libera, è infatti di questi giorni l’intervista rilasciata dal Ministro per la giustizia Andrea Orlando in cui si afferma che il prossimo traguardo dovrebbe essere la rimozione dei profili “sgraditi”, abbiamo letto bene “sgraditi”, forse una specie di lapsus freudiano in cui il ministro si è lasciato sfuggire la verità.

In poche righe troviamo la figura dell’ “odiatore”, quanto mai arbitraria, la rimozione d’autorità dei profili sgraditi, e la presenza delle immancabili ONG, veri centri di potere antidemocratici espressione di oligarchie insondabili.

Con la figura dello “odiatore” siamo giunti alla creazione di un tipo antropologico nuovo che precede la possibilità di farne l’oggetto dell’odio (quello vero), quello destinatario degli orwelliani due minuti di odio, una figura alla quale il Corriere della Sera ha adesso cominciato a dare un volto adatto ad essere odiato dagli odiatori politicamente corretti.

Un’immagine che, come più d’uno si è accorto, ricalca sinistramente quella usata per criminalizzare gli ebrei in epoca nazista:

 

Intanto viene segnalato dal quotidiano “La Verità” che il ministro orlando ha affidato a soggetti di parte non statali (ONG) e arbitrariamente scelti, il “controllo” delle attività sul web e la possibilità quindi di colpire le voci libere e sgradite. Ecco la lista dalla quale si evince la mancanza di intere categorie che risultano così esposte al giudizio di realtà avverse:

 

Ancor più interessante il fatto che una decina delle associazioni che avranno il compito di segnalare i “cattivi” sono ONG finanziate dalla Open Society Foundation di George Soros, come dire che quest’ultimo, il grande destabilizzatore politico degli ultimi 20 anni e finanziatore di colpi di stato ha ricevuto dal ministro Orlando il potere di controllare le voci dell’informazione libera:

Fonte LucaDonadel.it

 

Però l’iniziativa non è, e non poteva essere, solo nazionale, il 21 agosto sul Guardian è stato pubblicato un articolo in cui si parla apertamente della necessità di attuare una censura si Internet:

 

 

Ma sulle vere finalità di tutto questo ogni tanto qualcuno dice la verità, come Severgnini sul Corriere della Sera il 16 agosto scorso che candidamente ammette che la campagna boldriniana contro lo “hate speech” è stata varata in vista delle prossime elezioni in Italia, non sia mai vinca la volontà popolare:

E come il già ricordato Attivissimo in un tweet nel quale delegittima il referendum sulla Brexit bollandolo come una “truffa” solo perché l’esito non è stato quello che la grande stampa auspicava, roba da scomodare il CICAP per questa affermazione:

E così alla disperata domanda della Botteri che all’indomani della sconfitta elettorale di Hillary Clinton, avvenuta contro la pervasiva propaganda a suo favore da parte di tutti i grandi media, prorompeva in un “Cosa succederà a noi giornalisti?”, adesso si cerca di dare una risposta rassicurante.

Gli strumenti necessari sono stati messi a punto:

  1. un nuvo tipo di reato – Fake news e hate speech

  2. un nuovo nemico della società è stato identificato: il contestatore del pensiero politicamente corretto è stato ridotto a tipo antropologico inferiore ed è stato segnalato.

  3. l’opinione pubblica è stata formata: il nemico è stato segnalato più volte affinché l’opinione pubblica non pianga troppo sul su destino.

  4. le vetrine virtuali dei siti indipendenti sono adesso indifese e possono essere infrante facilmente.

La Notte dei cristalli 2.0 è pronta.

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